Salva un rospo innamorato! Al via la campagna del WWF Toscana

di Costanza Baldini

Ogni anno migliaia di anfibi rischiano la vita per andare a riprodursi, il biologo Carlo Scoccianti ci spiega come possiamo impedirlo

Quando un rospo si innamora, proprio come un essere umano non capisce più niente e desidera solo trascorrere ogni minuto del suo tempo libero insieme al suo amato o amata. Con la primavera arriva la stagione dell’amore anche per gli anfibi che, con l’ardore e l’imprudenza di qualsiasi innamorato, lasciano i luoghi dove hanno passato l’inverno in letargo e si dirigono nelle zone umide per riprodursi. Il problema è che questi animali attraversano, spesso di sera, strade asfaltate e proprio sul più bello, nel momento in cui, dopo un rigido inverno passato in solitudine, possono finalmente stringere al petto la loro dolce metà sopraggiunge un’auto che fa di loro quello che potete immaginare. Ce ne parla Carlo Scoccianti, biologo del Wwf Toscana che da ben 27 anni porta avanti la campagna ‘Salvarospo’ e va in giro per la Toscana a impedire munito di secchi e buona volontà una morte tragica per questi animali così importanti.

Come mai i rospi sono causa della loro stessa morte? Cosa li spinge ad avere questo comportamento così irresponsabile?
Non solo i rospi ma tutti gli anfibi sono animali che trascorrono l’inverno in rifugi, sotto le foglie, i tronchi o le pietre. Appena la stagione cambia, quest’anno più di un mese in anticipo come stiamo vedendo, la prima cosa che fanno è andare a riprodursi nei siti riproduttivi. Molte specie tra cui il rospo, la rana dalmatina, i tritoni e molte altre si muovono in migrazioni di massa che coinvolgono contemporaneamente molti individui per andare a riprodursi.

Dove si recano gli anfibi?
I loro luoghi riproduttivi sono pozze, laghetti, stagni, zone di acqua ferma dove non ci sono i pesci. Solo il rospo comune riesce a sopportare la presenza dei pesci, tutte le altre specie soccombono. Questo è un altro problema perché l’uomo ha cancellato la maggior parte di stagni e pozze e molti di quelli rimasti li ha stupidamente riempiti di pesci per dare un po’ di vita. Tutto il territorio europeo fino alla fine della guerra era pieno di case in campagna dove l’uomo aveva creato artificialmente pozze per il bestiame. Accanto all’uomo ci sono sempre stati gli anfibi. Con l’abbandono delle campagne, delle coltivazioni, della pastorizia, il paesaggio è completamente cambiato e sono scomparsi milioni di pozze, stagni e laghetti. Così questi animali si trovano a percorrere distanze enormi per andare a cercare un luogo adatto alla riproduzione. Gli anfibi si infilano nelle strade e le percorrono per raggiungere i laghi, perché per loro è il percorso più facile, più veloce. Animali che vivono separati per tutto l’inverno si ritrovano solo in questo momento dell’anno per amarsi. E la cosa tristissima è che proprio sulle strade vicino ai laghi si formano le coppie e poi all’improvviso arriva una macchina che li travolge mentre sono teneramente abbracciati.

Che immagine orribile! Noi esseri umani cosa possiamo fare per aiutarli?
Con la campagna Salvarospo chiamiamo le persone nei punti dove ci sono centinaia di animali per farli attraversare. Questo è il 27esimo anno che traghettiamo gli animali letteralmente con dei secchi.

In Toscana quali sono i punti più a rischio?
Ci sono tanti luoghi, noi riusciamo a formare le squadre solo per alcuni. Siamo attivi per il territorio di San Casciano e Impruneta a sud di Firenze, per Fiesole, Settignano e Pontassieve e poi per il territorio di Prato fino a Montepiano.

Non ci sono altre soluzioni?
In molti luoghi dove è possibile si costruiscono dei sottopassaggi, io ne ho costruiti molti. Il più grande intervento che ho fatto è stato a Piombino e Follonica alzando una strada per 200 metri. Questo possiamo farlo solo dove è possibile forare la strada, in molti casi, come nei dintorni di Firenze non si può anche avendo soldi e volontà politica. Un altro sistema per salvarli è creare nuovi stagni o pozze d’acqua ferma, quindi noi chiediamo alle persone che hanno dei terreni di farci fare piccole pozze lontano dalle strade, così ridistribuiamo questi animali nella campagna. Io ne ho fatte centinaia non solo in aree protette ma anche in terreni privati.

Perché gli anfibi sono così importanti?
Questi animali sono un anello fondamentale della catena alimentare perché sono dei piccoli super predatori, sono pesticidi naturali e quindi dovrebbero starci particolarmente a cuore. Noi chiediamo a tutti di venire a darci una mano per salvare gli anfibi. Non c’è nessun’altra operazione così diretta di salvataggio di animali. In una sera, al tramonto, in due ore del tuo tempo, puoi salvare da morte certa centinaia di animali teneramente abbracciati, in fase riproduttiva, che hanno dentro di sé il futuro della specie. È veramente molto toccante come esperienza.

Per dare una mano al salvataggio degli anfibi:
338.3994177
https://www.proteggereglianfibi.it

 

07/02/2020