La prima pietra è stata posata e, con essa, prende ufficialmente forma il nuovo Ponte Buriano. Ad Arezzo si apre il cantiere di un’infrastruttura strategica destinata a cambiare la mobilità del territorio e, allo stesso tempo, a proteggere uno dei simboli storici più conosciuti della vallata dell’Arno: l’antico ponte romanico, celebre in tutto il mondo per essere stato ritratto anche negli sfondi delle opere di Leonardo da Vinci.
La cerimonia si è svolta questa mattina alla presenza delle principali autorità istituzionali: il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri, il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, il soprintendente Gabriele Nannetti e l’assessore regionale alle infrastrutture e alla mobilità Filippo Boni, insieme a rappresentanti delle istituzioni, tecnici e cittadini.
Un gesto simbolico, quello della posa della prima pietra, che segna l’avvio concreto dei lavori per la realizzazione del nuovo ponte e della viabilità alternativa allo storico Ponte Buriano, un’opera attesa da anni dal territorio.
Un’opera strategica per mobilità e sicurezza
Il progetto prevede la costruzione di una nuova infrastruttura viaria capace di rendere più fluido e sicuro il collegamento tra Arezzo e il Valdarno, alleggerendo definitivamente il traffico sul ponte medievale, oggi accessibile solo a pedoni e ciclisti.
“È una grande soddisfazione vedere l’avvio dei lavori del nuovo Ponte Buriano – ha dichiarato il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani –. Come Regione abbiamo scelto di inserire questa infrastruttura nella programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e di finanziarne la realizzazione con 21 milioni di euro. Un investimento importante che dimostra il valore strategico dell’opera, sia per la viabilità sia per la tutela del ponte storico, troppo prezioso per continuare a svolgere la funzione di snodo viario“.
Il nuovo ponte e la viabilità di collegamento sono infatti inseriti nel pacchetto di investimenti FSC 2021–2027, con un finanziamento complessivo di 21 milioni di euro. I lavori avranno una durata prevista di 720 giorni.
Tutela del patrimonio e visione futura
Al centro del progetto non c’è solo l’efficienza infrastrutturale, ma anche la valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico. L’obiettivo è proteggere il ponte medievale, parte integrante dell’identità culturale del territorio.
“Con la posa della prima pietra non inauguriamo solo un cantiere, ma un futuro migliore per questo territorio“, ha affermato il presidente della Provincia di Arezzo Alessandro Polcri. “È il primo passo concreto di un’opera attesa e necessaria, che migliorerà la vita dei cittadini e proteggerà il valore storico del ponte medievale. È la dimostrazione che quando le istituzioni lavorano insieme, i risultati arrivano“.
Sulla stessa linea il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli: “Si tratta di un’opera strategica, di alto valore strutturale e ingegneristico, pensata per garantire sicurezza, efficienza e continuità alla viabilità. Il nuovo ponte sarà un’infrastruttura moderna, sicura e funzionale, realizzata nel rispetto del contesto e della memoria del luogo“.
Un progetto condiviso tra enti
L’assessore regionale Filippo Boni ha sottolineato il valore della collaborazione istituzionale: “Abbiamo finanziato un intervento strategico per la viabilità aretina. Il nuovo ponte renderà la circolazione più fluida e sicura, spostando il traffico su una struttura moderna e adeguata. È un’opera fortemente voluta dal territorio, frutto della sinergia tra Regione Toscana e Provincia di Arezzo, esempio concreto di come la collaborazione tra enti sia essenziale per innovare senza perdere l’identità dei luoghi“.
Il progetto arriva al termine di un iter amministrativo e tecnico avviato nel 2021, che ha visto il concorso di progettazione, l’approvazione dei diversi livelli progettuali e l’aggiudicazione dei lavori all’ATI guidata da Bruschi srl. In attesa della realizzazione della nuova opera, già dal settembre 2023 il traffico veicolare è stato deviato su un guado provvisorio tramite una variante alla Sp1 Setteponti, mentre l’antico ponte romanico è oggi fruibile esclusivamente da pedoni e ciclisti.