Eike Schmidt: ‘Visitare gli Uffizi dopo il lockdown sarà un’esperienza indimenticabile’

di Costanza Baldini

Il direttore delle gallerie fiorentine ci ha parlato delle novità sulla prossima e imminente riapertura del museo

Sono più di due mesi che le Gallerie degli Uffizi sono vuote, blindate a causa del lockdown per il Coronavirus. È la quarta volta in circa 100 anni che il museo chiude. La prima durante la seconda guerra mondiale, poi nel ’66 per l’alluvione, infine nel 1993 a causa dell’attentato mafioso che portò alla strage di via dei Georgofili.

Non è ancora nota la data della riapertura, è necessario uno specifico dpcm del governo e poi i necessari decreti attuativi da parte del Mibact che indicherà come e quali musei potranno riaprire. Intanto agli Uffizi sono già state fatte tutte le necessarie operazioni di sanificazione in attesa di poter aprire le porte ai visitatori.

Dopo oltre due mesi di quarantena poter entrare anche solo per poche ore agli Uffizi è un’emozione indescrivibile. I passi rimbombano per i corridoi vuoti, le statue, i personaggi sembrano guardarci dai quadri e sussurrarci all’orecchio: ‘Noi siamo qui, vi aspettiamo!’. È in questa atmosfera ancora un po’ tesa ma anche molto elettrizzante, quasi un anticipo del ritorno alla normalità, che abbiamo intervistato il direttore delle gallerie Eike Schmidt.



Buongiorno direttore, il flusso dei visitatori agli uffizi sarà diverso, mancheranno probabilmente i turisti provenienti dall’estero, cosa pensate di preparare per un turismo che sarà inevitabilmente interno?
Normalmente in questa stagione il turismo interno ammonta a circa il 50%. L’immagine che abbiamo nella nostra testa di un museo pieno di persone provenienti da tutti i continenti non è veritiera. Nei mesi di giugno, luglio, agosto abbiamo oltre il 50% di italiani. Nel momento in cui sarà possibile fare un viaggio interregionale non tutti chiaramente prenderanno la macchina o il treno per venire agli Uffizi, ci sono anche le spiagge e le montagne che richiamano in questa stagione. Ci aspettiamo sicuramente un afflusso molto più basso specialmente nei primissimi tempi finché i viaggi interregionali non saranno autorizzati. All’inizio avremo visitatori da Firenze e dalla Toscana. Tuttavia abbiamo avuto tanti messaggi e commenti sui nostri social, l’80% delle persone che ci seguono su Facebook sono italiani e molti di questi guardano ogni mattina i nostri video che pubblichiamo quotidianamente e quindi c’è un grande desiderio di tornare a vedere le opere d’arte dal vivo, quindi gli Uffizi non saranno completamente vuoti. Ci sarà invece il grande vantaggio di vedere i musei in condizioni privilegiate, come in questa stagione non era possibile dall’inizio degli anni ’60, da oltre 50 anni con pochi altri visitatori. Sarà un’esperienza indimenticabile, da raccontare ai nipoti.



Gli introiti saranno dunque inevitabilmente più bassi, alzerete il prezzo del biglietto?
Sarebbe ingiusto alzare il prezzo del biglietto solo per coprire i costi, il museo ha un’importantissima funzione sociale, non si può considerare tutto in termini economici di breve giro. Quello che importa adesso è che chi verrà a vedere agli Uffizi a un prezzo normale avrà un’esperienza che porterà con sé per tutta la vita, e questo è fantastico, è anche l’occasione per ricollegare i musei ancora di più con i cittadini che alla fine sono i proprietari di questi tesori. Ogni italiano è proprietario di un sessantamilionesimo delle nostre opere d’arte. E quindi è giusto che venga in questo periodo in cui manca il turismo internazionale per fruire di questi capolavori assoluti. 

Sarà necessaria la prenotazione?

È sicuramente raccomandato, in questo momento iniziale non ci aspettiamo ancora una tale richiesta da rendere la prenotazione obbligatoria ma la raccomandiamo. L’ingresso sarà scaglionato secondo tutte le norme che valgono già adesso per altre realtà aperte al pubblico, precedenza chiaramente a chi ha già prenotato.

13/05/2020