?Alos e Xabier Iriondo: omaggio all’anarchica Emma Goldman

di Costanza Baldini

Intervista a Stefania Pedretti che sarà in concerto con Xabier Iriondo al Circolo Il Progresso di Firenze venerdì 4 ottobre per presentare il nuovo disco ‘Coscienza di sé’

?Alos, e Xabier Iriondo non hanno bisogno di presentazioni. Lei è attiva dal 2003 con il suo progetto da solista, ?Alos appunto, ed è protagonista con Bruno Dorella della band OvO, oltre che fondatrice delle Allun. Lui ha fatto parte dei Six Minute War Madness ed è il chitarrista degli Afterhours, nonché manipolatore sonoro di formazioni come Uncode Duello, A Short Apnea, Bunuel, The Shipwreck Bag Show, Immaginisti, Todo Modo e molti altri. ‘Coscienza di sé’ è il loro nuovo EP in duo incentrato sulla figura di Emma Goldman, scrittrice e filosofa statunitense di origini russo-lituane vissuta tra la fine dell’Ottocento e il 1940. I testi delle cinque tracce si rifanno direttamente alle sue parole, rivoluzionarie nel propagandare libero pensiero, anarchia e femminismo, testi dalla straordinaria potenza e necessari anche nel presente.

Ciao Stefania, ho sempre pensato che tu sia una donna straordinaria e mi chiedo come si diventa Stefania Alos Pedretti? Qual è stato il tuo primo approccio alla musica?
Ho iniziato come ascoltatrice e amante della musica. Andavo a tantissimi concerti fin da giovanissima. Da lì un po’ per gioco io e altre ragazze abbiamo fondato le ‘Allun’, avevamo voglia di provare a suonare insieme ma senza parametri di genere musicale, super spontanee. C’era chi sapeva già suonare e chi no, come me. Ci siamo approcciate allo strumento in maniera sconosciuta, nel senso che anche chi sapeva suonare ha deciso di scegliere uno strumento che non conosceva, distruggendo tutti i canoni. Avevamo voglia di condividere del tempo, delle emozioni e un’avventura. Mi sono innamorata del suonare a anche dell’andare in giro. Suonare ti permette di fare stare bene le persone, mi piace l’emozione di essere sul palco ma anche vivere il suono con un pubblico che ti ascolta.

Del tuo progetto successivo insieme a Bruno Dorella, gli OvO, ho sempre amato molto la teatralità, il fatto che ogni vostro concerto è quasi un rito catartico che va in scena ogni volta in modo diverso
Questo forse avviene grazie al fatto che io, come anche Bruno, metto tutta me stessa quando sono sul palco. Penso che in qualche modo questo fa approcciare in modo attivo anche il fruitore, qualcuno che arriva e che si trova coinvolto attivamente nel suono. Spesso capita che ai nostri concerti la gente si spaventi, sono esperienze molto impattanti, non puoi farti i cavoli tuoi. Diventa un’unione tra me e le persone che sono presenti. Anche non usare un linguaggio compiuto porta a un ascolto differente, non utilizzando la parola questo porta l’ascoltatore su altri piani, più profondi.

Per il progetto ?Alos hai lavorato con Xabier Iriondo, il chitarrista degli Afterhours, com’è nata la collaborazione con lui?
Il progetto è nato sette anni fa, la nostra etichetta ci ha chiesto di collaborare perché eravamo molto amici. Spesso ci è capitato di improvvisare insieme. Abbiamo detto perché no? Ci sembrava interessante. Così nel 2011 è nato il primo 7 pollici, ci è piaciuto e abbiamo continuato con il primo disco ‘Endimione’. È una sorta di sfida che Xabier mi ha lanciato, lavorare su un testo, cosa che di solito rifuggo, perché non fa parte di me. Per Endimione abbiamo usato le micro poesie di Antonin Artaud, per me un’icona, un personaggio a cui entrambi eravamo molto legati. Con ‘Coscienza di sé’ abbiamo invece analizzato una figura femminile che io amo tantissimo, Emma Goldman, questa donna vissuta tra fine Ottocento e i primi del Novecento, anarchica, una donna politica, protofemminista.

?Alos e Xabier Iriondo
?Alos e Xabier Iriondo


Sono andata a studiarmi la figura di Emma Goldman che conoscevo poco e mi ha stupito moltissimo la forza di questa donna che nasce all’interno dei primi movimenti del sindacato in America, al di là del femminismo a lei interessava difendere i diritti dei lavoratori che venivano sfruttati e di conseguenza anche le donne. Un personaggio unico in quel periodo storico.
Io l’ho conosciuta penso vent’anni fa, è considerata un’anarchica, il femminismo è in secondo piano, lei d’altro canto non si è mai definita in un qualche modo. Voleva dare una vita migliore alle persone, senza mettersi su un piedistallo, da persona del popolo condivideva con gli altri una metodologia per prendere coscienza di sé, da cui anche il titolo al disco. Lei diceva: tu devi capire qual è il tuo stato e ribellarti per vivere una vita migliore per te e per gli altri. Era un’attivista da strada, non è mai stata considerata perché lei non è una scrittrice, una filosofa, era una persona che tramite comizi e azioni dirette spargeva un verbo.

Si può dire che la sua attività principale era proprio parlare con la gente
Ho letto la sua autobiografia, la cosa che stupisce è che ai suoi comizi andavano duemila persone, non erano meeting anarchici con pochi simpatizzanti, per Emma parliamo di comizi fatti per strada, nelle Union Square che si riempivano in maniera spontanea di gente comune, lavoratori. Questo accadeva prima di tutto, prima delle grandi dittature, prima delle ideologie, parole nate cento anni fa. L’anarchismo si fondeva col socialismo perché ancora comunismo e fascismo non erano neanche stati concepiti. C’erano le monarchie in Europa e l’America era all’inizio dell’industrializzazione. La cosa interessante è che adesso noi abbiamo dei diritti ma spesso li diamo per scontati, li abbiamo perché delle persone come Emma Goldman molti anni prima di noi hanno lottato e sono morte per questo.

Cosa ne pensi del ‘nuovo’ femminismo che stiamo vivendo in questi giorni?
Sono molto contenta di questa nuova onda, perché c’è una prospettiva differente, più inclusiva e non si contrappone più ‘noi’ a ‘loro’, è un transfemminismo, cioè un femminismo che attraversa le persone e va al di là dei generi, include generi diversi. Il mondo è cambiato e molti attivisti non sono dentro a un genere specifico. Siamo andati oltre e trovo interessante che il discorso adesso si sia aperto unendo femminismo, queer, transessualità, che lottano insieme contro il patriarcato e il maschilismo nel senso più ampio del termine. Questo nuovo movimento è nato grazie ai giovani e a causa del ritorno del bigottismo, e a una politica sempre più fascista. Questo ha fatto risvegliare le persone. Ci eravamo illusi di essere diventati più evoluti mentalmente ma adesso siamo ritornati a una mentalità di un bigottismo devastante.

Quello che mi stupisce del fascismo, bigottismo, maschilismo e direi anche razzismo dilagante, come dici te, è che è trasversale si è affermato in Europa come anche in America, in tutto il mondo, mi chiedo quali sono le ragioni per cui siamo arrivati a questo. Forse perché i governi precedenti hanno fallito , cosa ne pensi?
Non lo so, continuo a chiedermi dove abbiamo sbagliato. A un certo punto c’è stato un momento in cui eravamo più liberi, c’era più inclusione, un dialogo. Mi sembrava che la gente finalmente avesse smesso di usare parole come ‘frocio’, ‘negro’, grazie ai film, alla musica, alla scuola, alla cultura. Mi chiedo dove si è persa la strada?

Non so, forse la crisi economica degli anni zero e il terrorismo hanno spaventato tutti
L’immigrazione per me è una cosa bella, apre alla multiculturalità, ti fa incontrare persone diverse, ti fa parlare e innamorare e andare a scuola con persone che non sono tutte uguali. Quello che per me è bello purtroppo per la maggior parte delle persone porta la paura. Per me il diverso rende la mente più libera perché scopri qualcosa di nuovo, parli con qualcuno che ha un vissuto diverso, invece ti insegnano ad aver paura del diverso e a vederlo come un nemico, perchè così non ti rendi conto che il nemico è quello sopra di te, i potenti. La paura è uno stratagemma per dominare, perché non avere paura ti rende più forte.

Tornando alla musica, cosa succederà al Progresso a Firenze? Sono curiosa di sapere cosa farete sul palco
Sul palco io e Xabier ci divertiamo, andiamo molto d’accordo e questo si percepisce quando suoniamo insieme, siamo animali da palco. Questo live in particolare dato che i testi di Emma Goldman che io canto sono molto potenti, come un pugno in faccia, vogliamo che arrivi alle persone. Vorremmo creare una situazione di ascolto vero, in modo che le persone possano ascoltare queste parole e si attivi la loro sensibilità. Il live è fatto in maniera molto ironica, costruito come un piccolo spettacolo di teatro. Uno show dove ti portiamo a un’apertura e non a metterti sulla difensiva. Finiamo con ‘Amore libero’ che è il pezzo più importante per me insieme a ‘Coscienza di sé’, perché l’amore libero è quello contro cui lottano le persone. La mia visione personale è che la grande forza di Emma Goldman, considerando anche il periodo in cui è vissuta, è il fatto che come anarchica e anche come donna non si chiudeva in un discorso di coppia. Se sei anarchico come fai a credere nel possesso e a voler essere l’unico per una persona. Questo è penso il punto più difficile, il fatto di mettersi in gioco. Il grande cambiamento potrà avvenire nella società quando le persone distruggeranno il piccolo muro che hanno costruito dentro di sè, solo così potranno distruggere i muri esterni. Realizzare che una persona non è di tua proprietà, ma che insieme potete vivere un amore libero, questa sarebbe la vera rivoluzione.

30/09/2019