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Ecoballe nel Golfo di Follonica: dichiarato lo stato di emergenza

Sei mesi per salvare le coste da 56 ecoballe disperse in mare dalla motonave Ivy nel 2015

Ecoballe nel Golfo di Follonica: dichiarato lo stato di emergenza

Il Governo ha decretato lo stato d’emergenza per le ecoballe di rifiuti disperse in mare nel 2015 dalla motonave Ivy al largo dell’isolotto di Cerboli, nel tratto di mare fra l’Elba, Follonica e Piombino. Adesso parte la corsa contro al tempo, in massimo sei mesi è necessario togliere le balle di plastica compressa dai fondali del golfo di Follonica perchè altrimenti tenderanno a sfaldarsi causando la dispersione di milioni di pezzi di plastica che invaderanno le spiagge e le coste più belle di quel golfo.

Delle 56 ecoballe iniziali 16 sono state recuperate dalla Capitaneria di Porto e 40 sono ancora sul fondale. Il rischio di inquinamento è fortissimo. Le ecoballe si trovano su un fondale sabbioso, a oltre 50 metri di profondità su 20 km quadrati. Da qui la necessità di un’operazione urgente di recupero che va condotta con mezzi speciali. Le ecoballe sono una vera e propria bomba a orologeria biologica come l’ha definita il sindaco di Piombino Francesco Ferrari.

“Finalmente si volta pagina. Si è posto fine ad una situazione di incertezza che non era più tollerabile e di fronte alla quale la Regione era più volte e con insistenza intervenuta, chiedendo nel marzo scorso lo stato di emergenza”. Così il presidente della Toscana, Enrico Rossi, commenta la decisione presa dal governo nazionale di dichiarare lo stato di emergenza e di nominare il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli, coordinatore per gli interventi di recupero. “La nomina di Borrelli – prosegue Rossi in una nota – offre sicuramente elementi di garanzia e a lui, oltre ad augurare buon lavoro, assicuro la piena e fattiva collaborazione della Regione”. Per Rossi, “ci sono voluti troppi anni per arrivare a prendere le decisioni che servivano e adesso non c’è più tempo da perdere. È stata una vergogna – conclude -lasciare per cinque anni 60 tonnellate di rifiuti nel nostro mare: ora, definiti i ruoli, questo territorio va risarcito con un intervento rapido ed efficace”.

“Meglio tardi che mai – il commento di Umberto Mazzantini responsabile mare di Legambiente Toscana – Ma, nonostante i ritardi e l’incredibile pasticcio burocratico che ha già danneggiato l’ambiente, lo sblocco della situazione è anche il risultato della continua pressione di Legambiente e di altre associazioni. Ora bisogna procedere presto e bene alla rimozione delle ecoballe e all’individuazione di quelle non ancora localizzate. Ringraziamo quanti si sono adoperati – sottolinea Mazzantini  -, a partire dall’ex commissario Caligiore, per risolvere questa incredibile vicenda che però ci insegna alcune cose: il trasporto di materiali così pericolosi non può essere affidato a navi battenti bandiere di comodo e con armatori che si rendono irreperibili dopo gli incidenti, occorre dotarsi degli impianti necessari per limitare al massimo l’export di rifiuti all’estero, bisogna proteggere di più e meglio il mare, in particolare quello compreso nel Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos e del Parco nazionale dell’Arcipelago Toscano”.

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