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Artigianato: il ministro Urso incontra i distretti dello Stile Orafo Fiorentino e del Cardato Riciclato Pratese

L’incontro a Firenze dedicato alla valorizzazione delle eccellenze artigiane e alla tutela delle produzioni territoriali grazie al riconoscimento IGP

Il ministro Urso con il Cardato Riciclato Pratese

Valorizzare le produzioni artigianali locali è stato l’obiettivo al centro dell’incontro “Il saper fare artigiano e il riconoscimento dell’IGP: dallo stile orafo fiorentino al cardato riciclato pratese”, che oggi alla Camera di Commercio di Firenze ha visto la partecipazione del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, insieme alle delegazioni dello Stile Orafo Fiorentino e del Cardato Riciclato Pratese, i cui consorzi hanno presentato la domanda per ottenere il riconoscimento IGP, Indicazione geografica protetta, per le produzioni artigianali.

“Lo Stile Orafo Fiorentino e il Cardato Riciclato Pratese sono espressione di una tradizione artigianale unica e secolare – ha detto il ministro Urso – da un lato, le tecniche di incisione, traforo e cesellatura si uniscono alla creatività e alla maestria degli orafi, dando vita a gioielli di grande valore; dall’altro, la lavorazione e il recupero delle fibre tessili rappresentano un eccellente esempio di economia circolare. Mi auguro che al percorso avviato da queste due realtà per il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta possano presto aggiungersene altre del territorio toscano. Proteggere le nostre eccellenze significa riconoscerne il valore, difenderne l’autenticità e creare le condizioni perché possano competere sui mercati internazionali.”

In Italia 92 prodotti sono candidabili per l’IGP

Al centro dell’incontro, presso la Camera di Commercio, le opportunità offerte dal nuovo sistema europeo delle Indicazioni Geografiche Protette (IGP) per i prodotti artigianali e industriali, uno strumento per valorizzare le produzioni legate ai territori e tutelarne l’autenticità.

Uno studio dell’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale (EUIPO) ha individuato in Italia ben 92 prodotti potenzialmente candidabili al riconoscimento dell’Indicazione geografica per i prodotti artigianali e industriali: il numero più alto in Europa. Ad oggi risultano depositate presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (DGPI-UIBM) 23 domande, relative a prodotti rappresentativi di numerose tradizioni produttive locali.

Di queste, nove indicazioni geografiche hanno già ottenuto l’approvazione a livello nazionale e sono ora all’esame dell’EUIPO, cui spetterà completare l’iter per la registrazione definitiva a livello europeo. Oltre allo Stile Orafo Fiorentino, si tratta del Vetro di Murano, del Merletto di Burano, del Cammeo di Torre del Greco, del Corallo di Torre del Greco, della Ceramica Vietri, della Ceramica di Caltagirone, del Mobile di Verona e del Coltello di Premana.

Il ministro Urso con lo Stile Orafo Fiorentino

Il percorso del Cardato Riciclato Pratese

A queste eccellenze si aggiunge il Cardato Riciclato Pratese, che ha raggiunto un importante traguardo nel percorso di riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta con la pubblicazione sul Bollettino nazionale ed è in attesa dell’avvio della fase europea della procedura. Una produzione che racconta la lunga tradizione manifatturiera di Prato, dove le competenze artigianali, la lavorazione delle fibre tessili e il recupero dei materiali si intrecciano, dando vita a un patrimonio produttivo capace di coniugare tradizione, innovazione e sostenibilità.

“Quella di oggi è una giornata particolarmente importante per il Cardato Riciclato Pratese – ha commentato Alessandro Sanesi, presidente di Cardato Riciclato Pratese –. Il fatto che il ministro delle Imprese e del Made in Italy abbia manifestato un interesse concreto nei confronti del nostro know-how rappresenta un segnale significativo e ci incoraggia a proseguire con determinazione nel percorso verso il riconoscimento Igp. Il nostro obiettivo è dare il giusto valore a una lavorazione che distingue il prodotto pratese dalle altre produzioni laniere, esaltandone l’identità e il legame autentico con il made in Italy. Un patrimonio di competenze che merita di essere riconosciuto e tutelato anche a tutti i livelli”.

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