Ci sono anche due città toscane tra le dieci finaliste per la selezione della città “Capitale italiana della cultura 2028”, che sono state scelte oggi dalla giuria. Si tratta di Massa, con il progetto “La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia” e di Colle Val d’Elsa con “Colle28. Per tutti, dappertutto”, che si giocheranno la sfida finale per il titolo con Anagni, Catania, Forlì, Gravina in Puglia, Mirabella Eclano, Sarzana e Tarquinia.
Le finaliste saranno convocate per le audizioni pubbliche, che si terranno giovedì 26 e venerdì 27 febbraio al Ministero della Cultura. La proclamazione della “Capitale italiana della cultura 2028” avverrà entro il 27 marzo: alla vincitrice andrà un contributo di 1 milione di euro per realizzare i progetti culturali previsti dal dossier di candidatura.
Giani e Manetti: orgogliosi per Colle e Massa, stupore per l’assenza di Fiesole
Soddisfazione e orgoglio per il risultato di Massa e Colle Val d’Elsa sono stati espressi dal presidente della Regione Eugenio Giani e dall’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti. “Ambedue – ha sottolinea Giani – hanno i titoli per diventarlo, con programmi e iniziative che si accompagnano al senso della storia e dell’identità culturale particolarmente evidente. Provo invece dispiacere che fra le dieci città non sia entrata Fiesole, che si presentava con un programma di iniziative ricco di quella caratura storica e culturale che ben conosciamo. Ma sarà per la prossima volta. A questo punto la Regione Toscana si adopererà a sostenere e a rafforzare ancora di più la presentazione dei progetti di Colle e Massa in vista della scelta finale, con l’auspicio di ritornare ad avere una delle nostre città capitale della cultura italiana dopo l’ultima volta che questo è accaduto, ovvero con Pistoia nel 2017”.
“La presenza di Colle di Val d’Elsa e Massa tra le dieci finaliste è una straordinaria conferma della vitalità culturale della Toscana e della qualità dei progetti presentati – ha commentato l’assessora Manetti – non posso però nascondere il forte rammarico per l’esclusione di Fiesole, una città di straordinario valore storico, culturale e simbolico, il cui progetto avrebbe meritato di arrivare fino in fondo a questa selezione. Il percorso intrapreso resta comunque importante e rappresenta una base solida per il futuro. La Regione Toscana continuerà a sostenere tutte le realtà che investono nella cultura come leva di crescita, coesione e sviluppo”.
Massa crocevia di civiltà e i suoi ambasciatori
La candidatura di Massa è una proposta culturale ispirata alla geografia e alla storia della città che è da sempre un punto di incontro tra il Tirreno e le Apuane e un crocevia di civiltà, che si intreccia con i comuni della costa, con Montignoso, Carrara, la Lunigiana e Luni. Da qui vengono i due simboli che danno il titolo al dossier: la pietra, modellata nei secoli nelle architetture del territorio, dai castelli alle pievi, e la luna, che evidenzia la creatività.
A sostenere il progetto di Massa nei mesi scorsi sono state diverse personalità legate al territorio, da Zucchero Fornaciari, che vive in provincia di Massa Carrara, a Andrea Bocelli, ma anche Alice Mariani, Gigi Buffon e Francesca Piccini.

Il sindaco di Colle Val d’Elsa: “Un risultato di tutta la comunità”
Colle Val d’Elsa si è candidata con un progetto, “Colle28”, che si propone come laboratorio e modello per molte realtà italiane di medie e piccole dimensioni e coinvolge tutti i luoghi più frequentati della città, dalle piazze alle scuole, per essere motore di un nuovo welfare culturale capace di generare benessere diffuso e connessioni con il mondo delle imprese.
Essere arrivata nella short list per Colle Val d’Elsa è un passaggio storico che premia un percorso costruito con una forte partecipazione della comunità. “Questo risultato appartiene a tutta la comunità colligiana – ha detto il sindaco Piero Pii –Colle2028 è stato fin dall’inizio un progetto corale. L’amministrazione, le associazioni, il mondo della scuola, il terzo settore, le imprese e tanti cittadini hanno risposto con entusiasmo e partecipazione. Questa esperienza ha rafforzato il capitale umano e relazionale della città e ha dimostrato che la partecipazione, la co-progettazione e la formazione non sono slogan, ma strumenti efficaci per costruire politiche migliori”.