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Caporalato, la Regione rafforza la rete di contrasto: più controlli e nuove misure preventive

Tra le principali direttrici messe in campo dalla Regione Toscana: il rafforzamento della prevenzione e della trasparenza nei rapporti di lavoro, il sostegno alle imprese etiche e il monitoraggio costante del fenomeno

Capolarato - © Immagine realizzata con ChatGpt

Il contrasto al caporalato e allo sfruttamento in agricoltura resta una priorità per la Regione Toscana, che rilancia l’impegno con strumenti più efficaci e un approccio condiviso.

È quanto emerso dalla riunione della Cabina di regia regionale, che ha riunito istituzioni, sindacati, organizzazioni produttive e organi di vigilanza per fare il punto sulle azioni in corso e sulle prospettive future.

Tra le principali direttrici, il rafforzamento della prevenzione e della trasparenza nei rapporti di lavoro, il sostegno alle imprese etiche e il monitoraggio costante del fenomeno.

Centrale anche il ruolo dei Centri per l’impiego nel contrasto all’intermediazione illecita e l’introduzione di strumenti operativi per le aziende, come linee guida e check-list per evitare infiltrazioni irregolari negli appalti agro-forestali.

In questo quadro si inserisce anche la “condizionalità sociale” della Pac 2023-2027, che lega i finanziamenti europei al rispetto dei diritti dei lavoratori.

In primo piano il progetto Soleil (2024-2026), finanziato con 4,75 milioni di euro, che estende l’azione regionale anche a settori ad alto rischio di irregolarità come moda, oreficeria e servizi.

L’assessore Leonardo Marras ha spiegato chetutti insieme abbiamo preso atto del grande lavoro che in questi anni la Toscana ha fatto, ponendosi all’avanguardia anche rispetto ad altre regioni. Questo grazie a strumenti efficaci messi in campo per il controllo della sicurezza nei luoghi di lavoro o le linee guida offerte alle aziende agricole per avvalersi di personale e aziende regolari. Eppure il fenomeno continua ad essere talmente grande e ramificato che non possiamo accontentarci. Per questo la giunta regionale ha invitato le direzioni regionali, per i loro settori di competenza, a fare approfondimenti perché si possa arrivare ad una proposta di legge che consenta ad un settore che, alla qualità dei propri prodotti, ne possa affiancare anche una che riguarda il lavoro impiegato per ottenerli”.

Nel 2026 più controlli e prevenzione nelle aziende agricole

Sul fronte dei controlli, nel 2025 le Usl hanno superato gli obiettivi ispezionando oltre 16.300 aziende, di cui più di mille nel settore agricolo.

Per il 2026 l’obiettivo è mantenere alta la soglia dei controlli e potenziare le misure già avviate.

I dati Inail mostrano un calo delle denunce di infortunio, ma restano criticità soprattutto nell’area della Usl Sud Est, dove si concentra oltre la metà degli incidenti, con particolare incidenza tra lavoratori anziani e stranieri.

La Regione guarda ora anche a nuovi strumenti normativi: allo studio una proposta di legge per rafforzare ulteriormente il contrasto allo sfruttamento e valorizzare la qualità del lavoro accanto a quella dei prodotti.

Tra le misure in cantiere anche percorsi per favorire l’autonomia dei lavoratori, come il conseguimento della patente di guida, e il consolidamento delle politiche attive per un inserimento regolare nel mercato del lavoro.

Sono inoltre attivi oltre 20 sportelli territoriali e un numero verde per segnalazioni, con percorsi dedicati all’integrazione socio-lavorativa delle vittime di sfruttamento.

Per l’assessore Alberto Lenziprosegue l’impegno per approntare varie misure. La prima è sicuramente quella che riguarda la stesura della proposta di legge con la quale vogliamo istituzionalizzare il progetto Soleil contro lo sfruttamento lavorativo e su questo stiamo lavorando con tutti i soggetti coinvolti. Accanto a questa stiamo portando avanti altri provvedimenti legati alle politiche attive, uno dei quali riguarda l’attivazione di progetti che permettano l’ottenimento di una patente di guida, per liberare i lavoratori dalla dipendenza dai caporali, che gestiscono il trasporto verso i campi, garantendo loro autonomia, mobilità e dignità lavorativa. Inoltre cercheremo di sfruttare al massimo il coordinamento con gli altri assessorati, in modo tale da seguire la persona oggetto di sfruttamento anche durante il periodo di formazione e ri-formazione realizzata attraverso gli uffici di Arti, proprio per garantire loro un inserimento legale nel mondo del lavoro”.

Infine l’assessora Monia Monni:La mancanza di sicurezza sul lavoro e lo sfruttamento lavorativo – ha evidenziato – sono due facce della stessa medaglia. Laddove infatti c’è violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro c’è spesso sfruttamento lavorativo e dove c’è lavoro nero c’è mancanza di sicurezza. Per questo motivo negli ultimi anni abbiamo aumentato le ispezioni, non solo in agricoltura, ma in tutti i comparti lavorativi e potenziato il confronto con le parti sociali nei tavoli territoriali in cui si programma l’attività ispettiva. Abbiamo anche intensificato l’attività di prevenzione”.

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