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Carola Rama torna a Pistoia: sette opere raccontano la sua arte libera e radicale

Dal 3 ottobre al 14 febbraio Palazzo de’ Rossi ospita il quinto appuntamento di In Visita di Fondazione Pistoia Musei, con un nucleo di opere dagli anni Cinquanta ai Settanta

A oltre sessant’anni dalla storica mostra personale del 1965, Carol Rama torna a Pistoia con un nucleo di sette opere che ripercorrono alcuni dei momenti più significativi della sua ricerca.

Fino al 14 febbraio 2027, Palazzo de’ Rossi ospita il nuovo appuntamento di In Visita, il progetto di Fondazione Pistoia Musei, realizzato con il sostegno di Fondazione Caript, che porta all’interno delle Collezioni del Novecento opere e approfondimenti dedicati ad alcuni dei protagonisti dell’arte del Novecento e contemporanea.

Libera, anticonformista e profondamente originale, Carol Rama (Torino, 1918-2015) ha costruito nel corso della sua lunga attività una ricerca capace di attraversare linguaggi e materiali diversi, affrontando temi come il corpo, il desiderio, la malattia e l’identità.

Una produzione riconosciuta a livello internazionale e caratterizzata da una forte indipendenza rispetto alle correnti e alle convenzioni artistiche del suo tempo.

Questa quinta edizione di In Visita assume un significato particolare per il legame con la città. Nel 1965 infatti Pistoia aveva ospitato la prima personale dedicata a Carol Rama in un museo pubblico, allestita nella Sala Ghibellina del Palazzo Comunale.

Carol Rama, Composizione 71

Le opere in mostra

A più di sessant’anni di distanza, l’artista torna a Pistoia attraverso sette opere che documentano alcuni passaggi cruciali della sua ricerca tra gli anni Cinquanta e Settanta: sei provengono dalle Collezioni delle Gallerie d’Italia – Intesa Sanpaolo, mentre una appartiene a una collezione privata.

Si tratta di Senza titolo (Bricolage R 4), opera già esposta proprio nella mostra pistoiese del 1965.

Il percorso, curato da Monica Preti, direttrice generale di Fondazione Pistoia Musei, e Annamaria Iacuzzi, conservatrice per le Collezioni del Novecento, prende avvio dagli anni Cinquanta, quando Rama si avvicina alle possibilità della forma astratta e aderisce al Movimento Arte Concreta (MAC).

La ricerca prosegue nel decennio successivo con lo sviluppo di una personale poetica informale, testimoniata dai celebri “Bricolage”, per arrivare alle sperimentazioni con le camere d’aria di bicicletta delle serie Luogo e segni e Smentire il bianco.

A completare il percorso è un’opera realizzata con filo cucito su stoffa, appartenente alla serie dei “Diagrammi” dei primi anni Settanta, che testimonia l’ulteriore evoluzione di una ricerca sempre aperta alla sperimentazione sui materiali e sulle forme.

Per tutta la durata della mostra saranno proposte visite guidate, incontri di approfondimento e attività rivolte a scuole, famiglie e adulti.

Rama e Sanguineti, 1966

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