Il teatro Arrigo Boito di Greve in Chianti festeggia cento anni di storia con una stagione 2026 che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici. Il cartellone è stato presentato al Media Center Sassoli di palazzo del Pegaso e segna un anniversario importante per uno dei presìdi culturali più longevi del territorio toscano.
Una programmazione ampia e trasversale, capace di attraversare generi e linguaggi: dal teatro comico a quello civile, dalla drammaturgia contemporanea al circo-teatro, con un’attenzione particolare ai giovani e alla funzione sociale del teatro come luogo di incontro e partecipazione. Un filo conduttore chiaro: il “tempo della cura”, inteso come attenzione alle persone, alle relazioni e alla comunità.
A sottolineare il valore culturale e collettivo del Boito è stata la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi: “È per me un grande piacere celebrare l’apertura di una nuova stagione del teatro ‘Arrigo Boito’ di Greve in Chianti, che quest’anno coincide con un anniversario davvero speciale: il suo centenario. Questa stagione teatrale dimostra che la cultura non ha età e che il teatro può essere uno strumento potente di crescita collettiva, capace di unire tradizione e innovazione, memoria e sperimentazione. In un periodo storico complesso, il teatro rimane un’occasione per riflettere, ridere, emozionarsi e riscoprire la bellezza del dialogo tra le generazioni”.
Il cartellone
Il primo appuntamento dell’anno è “Aspettando Margot” della Compagnia Laboratorio Arca, scritto e diretto da Samuel Osman (23 gennaio). Uno spettacolo che lavora sul dialogo tra generazioni e sulla dimensione dell’attesa, aprendo la stagione nel segno della riflessione e della partecipazione collettiva. Il teatro si conferma anche spazio educativo e di confronto grazie al Cinema educativo, con la proiezione del film The School of Life – Quando la scuola ti cambia la vita di Giuseppe Marco Albano, con Nicolò Govoni (30 gennaio), un racconto che intreccia formazione, inclusione e cittadinanza attiva.
Tra gli eventi più attesi c’è lo spettacolo di Paolo Hendel, La giovinezza è sopravvalutata (6 febbraio), scritto insieme a Marco Vicari e diretto da Gioele Dix. Un monologo ironico e autobiografico che affronta il tema dell’età, del tempo che passa e dello sguardo sulla maturità, alternando comicità e profondità. “Non vedo l’ora d’essere lì col pubblico. Il titolo dello spettacolo è ‘La Giovinezza è sopravvalutata’ e devo dire che tutto è cominciato il giorno che ho accompagnato la mia mamma novantacinquenne da una nuova geriatra. In sala d’attesa la mamma è dovuta andare in bagno accompagnata dalla nostra meravigliosa badante peruviana. Io resto lì da solo e in quel momento la geriatra apre la porta del suo studio, mi vede e mi fa, prego tocca a lei. Lì ho capito che anche per me era venuto il momento di fare i conti con gli anni che passano e quindi da questo è nato un libro che ho scritto con la geriatra Maria Chiara Cavallini e con Marco Vicari, compagno di avventure analoghe, e poi dal libro lo spettacolo” ha commentato Hendel in conferenza stampa.
Il 20 febbraio arriva al Boito il circo-teatro contemporaneo con Nuova Barberia Carloni della Compagnia Teatro Necessario, su testo e regia di Mario Gumina. Una proposta che unisce acrobatica, narrazione e poesia visiva, firmata da una delle realtà che hanno aperto la strada al circo contemporaneo in Italia. In occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne, il 6 marzo va in scena “Ri-Spogliati… dai pregiudizi” della Compagnia delle Seggiole, testo di Sabrina Tinalli, uno spettacolo che utilizza il linguaggio teatrale per smontare stereotipi e discriminazioni di genere. Il 27 marzo il cartellone ospita “La Magnifica Imperfezione. Giro del mondo su una palla in volo”, produzione di Teatro d’Imbarco, su testo e regia di Nicola Zavagli, con Andrea Zorzi e Beatrice Visibelli. Un racconto teatrale che intreccia sport, fragilità e resilienza, trasformando l’imperfezione in valore.
Il 10 aprile spazio alla riscrittura ironica dei classici con “I promessi sposi recitati male”, adattamento e regia di Roberto Caccamo, produzione Serious Game Film. Un’operazione di teatro popolare che gioca con il capolavoro manzoniano, rendendolo accessibile e divertente. Il cartellone si fa memoria civile il 24 aprile con Elisabetta Salvatori e lo spettacolo Scalpiccio sotto i platani. L’eccidio di Sant’Anna di Stazzema, accompagnata dal violinista Matteo Ceramelli. Una narrazione intensa che anticipa le celebrazioni per l’anniversario della Liberazione, restituendo voce alle vittime e alla storia. La stagione si chiude il 15 maggio con Viviana Ferruzzi, in scena con Stabat Mater. Il potere dei sogni, spettacolo di cui cura testi e regia. La produzione, realizzata dal laboratorio La Tarumba in collaborazione con il Comune di Greve in Chianti, rientra nel progetto Nutrire la salute e intreccia teatro, sociale e partecipazione.