Premiati in Consiglio regionale i video vincitori dei due bandi del Corecom per il 2025, “Toscana in spot 2025. Minori in vetrina“e “La Toscana che fa bene”, premio alla migliore campagna di comunicazione sociale.
All’evento sono intervenuti la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, il presidente del Corecom Marco Meacci, il presidente del Cesvot Luigi Paccosi, insieme ai vincitori dei premi. “La comunicazione non è mai neutra: può rafforzare stereotipi e disuguaglianze oppure diventare uno strumento di crescita, di tutela dei diritti e costruzione di una comunità più consapevole – ha affermato Stefania Saccardi – I bandi promossi dal Corecom Toscana vanno esattamente in questa direzione, perché mettono al centro le persone, i più fragili e il valore della responsabilità collettiva”.
I premi
Il primo, ‘La Toscana che fa bene’, realizzato in collaborazione col Centro Servizi Volontariato Toscana (Cesvot) e giunto alla quarta edizione, è dedicato alla migliore campagna di comunicazione sociale: ad aggiudicarsi all’unanimità il premio di 5mila euro è stata ‘Second RE-generation’, composta da 4 brevi video realizzati dall’Associazione Nosotras Onlus che trattano il tema del razzismo e delle discriminazioni etniche e razziali.
Il secondo bando, ‘Toscana in spot 2025. Minori in vetrina’, giunto alla dodicesima edizione, ha selezionati i tre migliori spot sui rischi legati all’esposizione digitale in rete. Ad aggiudicarsi all’unanimità il primo premio (5mila euro), lo spot ‘Non è paura, è cura’ di Filippo Costanti (Massa Marittima).
Il secondo premio (3mila euro) è stato assegnato a ‘Metteresti tua figlia in vetrina’ di Matteo Daddi (Livorno), mentre il terzo (2mila euro) è stato conferito a ‘Saldi di gioia’ di Matteo Corsi (Prato).
“Da alcuni anni promuoviamo questi due premi per valorizzare le buone pratiche di comunicazione – ha detto Marco Meacci – . Nel caso di ‘La Toscana che fa bene’ ci concentriamo sulle grandi campagne sociali. Per ‘Toscana in spot’, invece, indichiamo annualmente un tema che ci è caro: quest’anno quello dei “Minori in vetrina” e dei rischi dell’esposizione digitale. A questo il Corecom dedica un forte impegno, che porta avanti anche attraverso il Patentino digitale, un progetto che è ormai un riferimento nazionale. Il lavoro sul tema della sovraesposizione digitale dei minori è mirato a sensibilizzare non solo i ragazzi, ma anche la popolazione adulta, in particolare i genitori, affinché prestino un’attenzione maggiore ai rischi che si corrono, perché sappiamo tutti quanto sia complicato rimuovere dati e immagini una volta che essi circolano in rete”.