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Erosione e clima, la sfida delle coste: il progetto Interreg Italia-Francia accende il confronto tra istituzioni e ricerca

Dal progetto AMMIRARE strategie condivise contro erosione e cambiamenti climatici. La sfida: conciliare tutela ambientale e sviluppo turistico, a partire dalla ricerca sulla Posidonia. Barontini: “Necessario mantenere alta l’attenzione sul cambiamento climatico e sugli effetti che comporta”

Marina di Cecina sito pilota del progetto AMMIRARE - © Scuola Sant'Anna di Pisa

Come conciliare tutela ambientale, cambiamenti climatici e sviluppo turistico? È questa la domanda al centro di “Custodi della spiaggia: ecosistema da conoscere, condividere e difendere”, l’evento di medio termine del progetto AMMIRARE – Azioni e Metodologie per il Miglioramento della Resilienza degli Arenili, finanziato dal programma Interreg Marittimo Italia-Francia. del programma Interreg Marittimo Italia-Francia.

Un momento di confronto, ospitato alla Caserma Villa Ginori di Marina di Cecina tra istituzioni, enti di ricerca e operatori del settore provenienti da Toscana, Liguria, Sardegna, Corsica e Provenza-Alpi-Costa Azzurra sono chiamati a misurarsi con una sfida sempre più urgente: rendere le coste più resilienti senza comprometterne la fruizione turistica.

Ad aprire i lavori è stato Grammenos Mastrojeni, Segretario generale aggiunto dell’Unione per il Mediterraneo, che ha richiamato il ruolo del Mediterraneo come uno degli hot spot climatici globali. Tra gli interventi istituzionali anche quelli dell’assessore all’Ambiente della Regione Toscana David Barontini, della sindaca di Cecina Lia Burgalassi e di Filippo Giabbani, Autorità di Gestione del Programma Italia-Francia Marittimo. Proprio Barontini ha sottolineato il valore della ricerca come base per le politiche pubbliche: “Partire dai dati e da solidi progetti di ricerca come AMMIRARE è fondamentale per individuare le migliori strategie per contrastare un fenomeno che, sempre più frequentemente, sta causando danni significativi: l’erosione costiera”, ha detto evidenziando la necessità di mantenere alta l’attenzione sugli effetti del cambiamento climatico e sul ruolo dei territori come luoghi di sperimentazione e monitoraggio. Barontini ha poi parlato dell’importanza di azioni per il ripacimento delle coste, su cui la Toscana sta lavorando da tempo con azioni mirate.

“AMMIRARE rappresenta uno dei progetti più rilevanti del Programma, ma è fondamentale superare una visione limitata alla sola spesa delle risorse e concentrarsi sull’impatto reale”, ha aggiunto Giabbani sottolineando la necessità di rendere i risultati concreti, trasferibili e integrati nelle politiche pubbliche.

Dalla conoscenza all’azione: dati, ricerca e gestione integrata

La prima parte della giornata è stata dedicata alla conoscenza dell’ecosistema spiaggia, con la presentazione dei risultati del monitoraggio costiero, delle metodologie di analisi degli arenili e delle strategie di riqualificazione degli ecosistemi dunali.

Nel pomeriggio, il confronto si è spostato sulle soluzioni, con una tavola rotonda che ha riunito istituzioni, mondo scientifico e operatori del settore balneare.

Dal dibattito è emersa con forza la necessità di rafforzare la capacità di adattamento delle coste di fronte a eventi estremi, erosione e pressione turistica. In questo contesto, è stata più volte richiamata l’esperienza della Regione Liguria, indicata come caso emblematico di un territorio particolarmente esposto, dove emerge l’urgenza di superare approcci emergenziali a favore di strategie integrate e di lungo periodo.

Accanto alle esperienze italiane, i partner francesi hanno evidenziato il valore della cooperazione transfrontaliera e della condivisione di strumenti e metodologie comuni, mentre il contributo tecnico di realtà come ISPRA e IRIS Ambiente ha ribadito l’importanza di rafforzare il coordinamento tra livelli istituzionali e dotarsi di strumenti operativi efficaci.

Un ruolo centrale è stato riconosciuto anche agli operatori balneari, chiamati a confrontarsi quotidianamente con l’equilibrio tra aspettative turistiche e vincoli ambientali, in un contesto sempre più complesso.

Conoscere, condividere e difendere

Conoscere – condividere e difendere. Queste le parole chiave della due giorni a Marina di Cecina. Presupposti necessari anche per non compromettere la  fruizione turistica delle spiagge bensì ripensarla in una dimensione ecologica, di biodiversità.

A questo proposito interessante è una ricerca condotta dai ricercatori del Sant’Anna di Pisa, capofila del progetto Ammirate, sulla Posidonia oceanica, pianta marina fondamentale per la tutela delle coste, che però spesso è percepita come elemento di disturbo dai turisti. Un approccio che si potrebbe cambiare aumentando la conoscenza della pianta per promuovere una nuova visione della spiaggia non solo come spazio ricreativo, ma anche come ecosistema vivo, ricco di valore ambientale, culturale e quindi anche economico.

La ricerca Sant’Anna: la Posidonia tra percezione e realtà

Lo studio evidenzia come la percezione della Posidonia sia fortemente influenzata dal contesto: in presenza di spiagge pulite, acque cristalline e ambienti curati, la sua presenza viene generalmente accettata, mentre in contesti degradati o eccessivamente urbanizzati tende a essere associata a emozioni negative.

Emergono anche differenze generazionali, con i più giovani più inclini ad accettarne la presenza, e una conoscenza ancora parziale del suo ruolo: solo il 75% degli intervistati è consapevole della funzione protettiva della Posidonia.

Un dato rilevante riguarda anche i comportamenti: la presenza sulla spiaggia è più tollerata rispetto a quella in mare, spesso percepita come un ostacolo alla balneazione.

Eppure, il suo ruolo è fondamentale: le praterie di Posidonia stabilizzano i fondali, attenuano l’energia delle onde e riducono l’erosione costiera, mentre gli accumuli sulla spiaggia rappresentano una barriera naturale contro gli eventi estremi.

Da qui la necessità, emersa anche durante l’evento, di ripensare la comunicazione e trasformare la Posidonia da elemento critico a risorsa, anche in chiave di valorizzazione territoriale.

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