Si chiude con un risultato di prestigio l’avventura olimpica di Eric Fantazzini. Sulla pista ghiacciata di Cortina d’Ampezzo il bobbista di Peccioli ha portato l’Italia nel bob a 4 fino a un quinto posto che vale come una dichiarazione di maturità sportiva. Un piazzamento conquistato centimetro dopo centimetro, lottando contro i giganti della disciplina, e che conferma l’azzurro e la squadra italiana tra i protagonisti del panorama internazionale.
Il podio è rimasto a un soffio, ma il dato che racconta davvero la portata dell’impresa è un altro: rispetto alle Olimpiadi di Pechino 2022, chiuse al quindicesimo posto, l’Italia del bob a 4 compie un salto in avanti netto, entrando stabilmente nell’élite mondiale. Un percorso di crescita costruito in cinque anni, “tutto in salita”, come ha scritto lo stesso Fantazzini sui social.
“Rimane un po’ di amaro in bocca per il podio mancato per un soffio – ha commentato – ma guardandoci indietro possiamo essere orgogliosi: abbiamo disputato una gara di grande livello”. Parole che restituiscono la misura di un traguardo che non nasce per caso. Quando iniziò, racconta, entrare nei primi venti era già un successo. Oggi, invece, è quinto posto olimpico, davanti ai propri cari e davanti a tutta l’Italia.
A Peccioli quei centesimi sono stati vissuti con il fiato sospeso. L’amministrazione comunale ha scelto il silenzio durante le settimane olimpiche, rispettando la concentrazione dell’atleta. Poi, a gara conclusa, ha voluto affidare ai social un messaggio carico di orgoglio e appartenenza.

“Non è una medaglia sfiorata. È un sogno vissuto insieme”, si legge nella nota del Comune. “Un pecciolese protagonista all’Olimpiade di casa, competitivo fino all’ultima manche con la squadra azzurra, capace di migliorare il risultato di Pechino 2022 e di portare l’Italia a giocarsi tutto fino in fondo”.
C’è, nelle parole dell’amministrazione, il senso di una comunità che si riconosce nel percorso del suo atleta: sacrifici, crescita, ambizione. E la consapevolezza che il valore di un risultato non si misura soltanto nel colore di una medaglia. “Ciò che resta è molto più grande di un metallo: è l’orgoglio di aver accompagnato un percorso straordinario”.