Restare nel luogo in cui si è nati non dovrebbe essere un privilegio. È da questo principio, dal “diritto a restare”, che si è sviluppato a Firenze, nell’ambito del Festival delle Regioni, il confronto dedicato al futuro delle aree più fragili e periferiche d’Europa.
Un tema che riguarda anche la Toscana, alle prese con lo spopolamento dei piccoli comuni e con la necessità di garantire servizi, opportunità e qualità della vita anche lontano dai grandi centri urbani.
A confrontarsi sul tema sono stati la presidente del Comitato europeo delle Regioni Kata Tutto, il vicepresidente della Commissione europea Raffaele Fitto e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
Al centro del dibattito la sfida di contrastare la progressiva concentrazione della popolazione nelle città e sostenere invece quei territori dove vivere e lavorare può essere più difficile, a causa della distanza dai servizi, delle carenze infrastrutturali o delle minori opportunità occupazionali.
“Contrastare questo fenomeno e garantire i servizi in quei territori – sottolinea Giani – penso che sia uno degli obiettivi fondamentali delle Regioni. In Italia questi territori vengono generalmente definiti “aree interne”. La Toscana ha scelto però di parlare di Toscana diffusa, una definizione che, secondo Giani, restituisce meglio il valore e le potenzialità di questi luoghi. “Mi sembra un termine che garantisce maggiormente un senso paritario – spiega il presidente della Regione – e valorizza il patrimonio da preservare e le potenzialità che questi territori possono esprimere. Se li chiamiamo aree interne, sembrano invece territori di serie B”.
Proprio attraverso le politiche per la Toscana diffusa, la Regione ha messo in campo una serie di interventi destinati ai piccoli comuni: dalla rigenerazione urbana al sostegno agli affitti, fino al potenziamento dei servizi e al supporto alle attività economiche.
Un insieme di misure che trova nei fondi europei di coesione una delle principali fonti di finanziamento. “Si tratta di interventi tutti finanziati con i fondi di coesione – evidenzia Giani – e rappresentano un’esperienza positiva, un modo per portare anche nei piccoli borghi e nei paesi, concretamente, l’azione dell’Unione europea”.
È anche in questi territori, secondo il presidente della Toscana, che l’Europa può diventare qualcosa di concreto e vicino alla vita quotidiana delle persone.
“Diventa davvero Europa dei popoli”, sottolinea Giani, ribadendo l’importanza di mantenere e rafforzare il legame tra politiche regionali e risorse europee. – Per garantire ai cittadini il diritto a restare l’alleanza con l’Unione europea è fondamentale ed è importante non fare passi indietro”.