La musica come spazio di ascolto, dialogo e resistenza alla violenza. È questo il filo conduttore della quinta edizione di FilArmonia, la rassegna promossa dall’Orchestra Filarmonica di Firenze – La Filharmonie, che dall’11 al 26 settembre animerà la Certosa di Firenze con nove appuntamenti tra concerti e incontri culturali.
L’edizione 2026 è dedicata all’Iran, un omaggio al popolo iraniano e alla sua capacità di custodire cultura e identità nonostante guerre, repressioni e sofferenze.
“In un tempo che torna a parlare il linguaggio della forza, mettersi insieme ad ascoltare resta un piccolo, ostinato atto di pace”. È il messaggio con cui Paolo Cognetti, ideatore della rassegna, sintetizza lo spirito del festival, nato per riaffermare il valore dell’ascolto come antidoto ai conflitti.
Un pensiero condiviso anche dal direttore d’orchestra Nima Keshavarzi, che lega la dedica all’Iran alla propria storia personale e al desiderio che la cultura continui a dare voce a chi vive la guerra e la repressione.
Il cartellone propone otto concerti che attraversano epoche e linguaggi, dalla musica classica al jazz contemporaneo, fino all’elettronica e alla musica medievale, con interpreti italiani e internazionali.

Il programma
Ad aprire la rassegna, l’11 settembre, sarà la nuova direttrice artistica e artista residente Costanza Principe, protagonista del concerto “Respiro”, un viaggio pianistico tra Janáček, Liszt, Messiaen e Schumann.
Grande attenzione è riservata anche alle nuove generazioni con la presenza della pianista georgiana Lisi Namchevadze, appena diciottenne, che il 13 settembre interpreterà musiche di Chopin, Mozart e Schumann.
Tra gli ospiti anche la pianista italo-tedesca Marlene Fuochi, protagonista il 16 settembre del recital “Soglia”.
Il 18 settembre la cantautrice fiorentina Letizia Fuochi, che porterà in scena i testi di Erri De Luca intrecciati alle musiche de La Buona Novella di Fabrizio De André, mentre il 22 settembre Dimitri Betti, insieme all’ensemble medievale Cappella Semifonti, in un percorso che unisce Cantigas e canti della tradizione ebraica e turca.
Spazio anche alle sonorità contemporanee con il contrabbassista e compositore Ferdinando Romano, tra i protagonisti del nuovo jazz italiano, che nel concerto “Algoritmo” esplorerà il rapporto tra uomo e macchina attraverso l’elettronica, il 22 settembre.
Il 23 settembre sarà invece la volta del Duo Dragonfly, formato da Naomi Berrill e Danusha Waskiewicz, che presenterà il nuovo album Nymph, un intreccio di repertori che attraversa secoli e culture.
Accanto ai concerti trova spazio anche un appuntamento di approfondimento dedicato al rapporto tra mito, musica e psicanalisi. Il 15 settembre Dario Squilloni e Alberto Batisti guideranno il pubblico in un percorso che mette in dialogo Freud, Jung, Sabina Spielrein e Wagner.
A chiudere la manifestazione, il 26 settembre, sarà “Metamorfosi”, concerto affidato agli archi dell’Orchestra Filarmonica di Firenze diretti da Nima Keshavarzi.
In programma le Metamorphosen di Richard Strauss, le Lachrymae di Benjamin Britten e la Fantasia su un tema di Tallis di Ralph Vaughan Williams, pagine accomunate da una riflessione sul dolore, sulla memoria e sulla possibilità di rinascita.
