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Firenze saluta Rocco Commisso: il Duomo gremito per la messa in suffragio

Familiari, istituzioni, mondo dello sport e oltre duemila persone nella cattedrale di Santa Maria del Fiore per l’ultimo omaggio al presidente della Fiorentina. Parole di fede, memoria e impegno per il futuro

Un Duomo colmo di silenzio, commozione e partecipazione ha accolto ieri sera la messa in suffragio per Rocco Commisso, presidente della Fiorentina scomparso il 16 gennaio, celebrata nella cattedrale di Santa Maria del Fiore. Oltre duemila persone hanno voluto rendere omaggio a una figura che ha segnato profondamente non solo la storia recente del club viola, ma anche la vita civile e sportiva della città.

Accanto alla famiglia – la moglie Catherine e il figlio Joseph – erano presenti la dirigenza della Fiorentina, la prima squadra, numerose personalità istituzionali e del mondo del calcio. Tra questi il presidente della FIGC Gabriele Gravina, l’amministratore delegato della Lega Serie A Luigi De Siervo, il presidente della Lega Pro Matteo Marani, il ministro per lo Sport Andrea Abodi, il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la sindaca di Firenze Sara Funaro, l’ex sindaco ed europarlamentare Dario Nardella, oltre a dirigenti sportivi, imprenditori, ex calciatori viola come Borja Valero, Sébastien Frey e Manuel Pasqual.

Un momento di forte intensità emotiva è stato rappresentato dall’omelia del cardinale Giuseppe Betori, già arcivescovo di Firenze, che ha ricordato la vita di Commisso come un “molteplice servizio” alla famiglia, al lavoro, all’impegno sociale e allo sport. Betori ha rievocato anche il legame tra Commisso e il Viola Park, simbolo concreto della sua visione: un progetto che unisce dimensione sportiva, educativa e spirituale, con la presenza di una cappella voluta dalla famiglia Commisso all’interno del centro sportivo.

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Numerose e toccanti le testimonianze. Il presidente del Pisa Giuseppe Corrado ha sottolineato la visione industriale e strutturale del progetto sportivo di Commisso, mentre Emma Severini, calciatrice della Fiorentina femminile, lo ha ricordato come un esempio per il calcio femminile e per la città, capace di creare un rapporto umano diretto e autentico con atlete e staff.

Particolarmente intensa anche la testimonianza del difensore viola Pietro Comuzzo, che ha definito Commisso “come un secondo papà“, ricordando la sua vicinanza personale nei momenti più difficili e la sua capacità di essere sempre presente con un gesto semplice: una stretta di mano, un sorriso, una parola di incoraggiamento.

Commoventi le parole della moglie Catherine, che ha tracciato un ritratto umano e spirituale del marito: un uomo legato ai valori della famiglia, del lavoro, della fede e della comunità. “Continueremo a portare avanti ciò che lui ha iniziato a fare con la stessa determinazione e con lo stesso amore“, ha detto, ricordando il lungo cammino di vita condiviso e il legame profondo con Firenze e con la Fiorentina. Un legame reso concreto dal Rocco B. Commisso Viola Park, definito come “una casa” per il club e per tutte le sue squadre.

Il figlio Joseph Commisso ha affidato alla cattedrale un messaggio che è insieme promessa e visione: “Sotto la nostra guida continueremo a costruire la Fiorentina, con visione, disciplina e rispetto per Firenze e per i tifosi“. Parole accolte da lunghi applausi, che hanno suggellato un impegno di continuità nel nome del padre e nel segno di un legame profondo con la città.

 

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