Made in Toscana/

Il cardato riciclato pratese avrà il marchio IGP: arriva l’okay della Regione

Grazie al parere favorevole della Giunta regionale alla domanda promossa dalle imprese della filiera, il cardato riciclato pratese otterrà il marchio di registrazione dell’indicazione geografica

Cardato riciclato pratese - © cardatoriciclatopratese.it

Il cardato riciclato di Prato è una delle espressioni più emblematiche della tradizione tessile pratese e della sua capacità di trasformare il recupero in innovazione.

Nato dalla lavorazione di fibre tessili recuperate da scarti di produzione e da vecchi abiti, il cardato permette di ottenere nuovi filati e tessuti senza dover ripartire da materia prima vergine.

Una pratica antica, legata alla storia industriale del distretto, che oggi rappresenta anche un modello di economia circolare e di sostenibilità, facendo di Prato uno dei territori più riconosciuti a livello internazionale per il riciclo tessile.

Adesso grazie al parere favorevole della Giunta regionale alla domanda promossa dalle imprese della filiera, il cardato riciclato pratese otterrà il marchio di registrazione dell’indicazione geografica.

Soddisfazione del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani:Quello di oggi è un parere con il quale la Regione accompagna delle imprese pratesi del settore che hanno promosso la domanda dell’indicazione geografica, IGP appunto. Qui si afferma l’importanza degli obiettivi di promozione e di tutela delle produzioni artigianali e industriali tipiche, tradizionalmente legate a metodi di produzione locali in una specifica zona geografica”.

“Valorizziamo storia, iniziativa e cultura di una produzione che è un patrimonio nazionale e che entra nell’iter previsto dalle disposizioni U.E. per la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti artigianali e industriali” – afferma l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti. “Il percorso per il riconoscimento del Cardato Riciclato Pratese nasce dalla proposta delle imprese, che hanno scelto di valorizzare una produzione legata alla storia della manifatturiera pratese e alla capacità di rigenerare i materiali tessili – afferma l’assessora regionale Manetti. “Prosegue l’iter nell’istruttoria del Ministero delle imprese e del Made in Italy e preserva le tradizioni produttive e la reputazione che sono collegate ai luoghi di origine”.

“Apprezziamo il valore di questa iniziativa e il lavoro delle aziende che l’hanno promossa. La Regione accompagna questo percorso nell’ambito delle proprie competenze: il parere favorevole è il contributo istituzionale richiesto per proseguire l’iter ministeriale”, dichiara l’assessore regionale Leonardo Marras.

La domanda ha richiesto l’attivazione della procedura prevista dal decreto legislativo n. 51 del 2026 per la registrazione dei nomi esistenti, che assicura una tutela rafforzata alle denominazioni già note sul mercato. Il parere sarà trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy per i successivi adempimenti.

La verifica rispetto ai requisiti previsti dal Regolamento europeo (2023/2411) per le indicazioni geografiche dei prodotti artigianali e industriali è stata svolta dal Settore Turismo, Commercio e Servizi ha dato esito positivo.

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