Festeggia quarant’anni di attività culturale, di visioni e di avanguardia Radicondoli Festival, la kermesse diretta da Massimo Luconi che trasforma il borgo toscano in un’officina creativa permanente e torna dal 18 al 31 luglio con un programma ricco di teatro, nuove proposte drammaturgiche e di musica, pensato per unire il rigore della performance d’autore alla spontaneità della festa popolare che comprende 27 titoli, tra cui 8 prime nazionali, con l’alternarsi di 17 compagnie, giovani e affermate.
“Quarant’anni di Radicondoli Festival raccontano una storia di visione, coraggio e amore per la cultura – ha sottolineato l’assessora alla cultura della Toscana Cristina Manetti alla presentazione della kermesse oggi a Firenze – questo festival dimostra come anche un piccolo borgo possa diventare un punto di riferimento nazionale e internazionale per il teatro, la musica e la ricerca artistica, trasformando la cultura in uno strumento di crescita, identità e sviluppo del territorio. La Regione Toscana è orgogliosa di essere accanto ad una realtà che da quattro decenni investe sulla qualità, sull’innovazione e sul dialogo tra generazioni, mantenendo un forte legame con la propria comunità. Radicondoli è uno degli esempi più belli della Toscana diffusa: un luogo dove arte, paesaggio e partecipazione si incontrano e dove la cultura continua a generare futuro”
Il cuore concettuale di questa edizione di Radicondoli Festival risiede nei versi di Margherita Guidacci: “Lascia sia il vento”. Più che un titolo, è un invito a ritrovare il tempo dell’interiorità, a chinare il capo per ascoltare il silenzio e trovarvi nutrimento, cercando un contatto con la parte più autentica del nostro essere in un equilibrio costante tra tradizione e nuova scrittura.
In cartellone maestri affermati della scena italiana, grandi narratori e talenti emergenti: dal ritorno attesissimo dei Marcido Marcidoris, all’intensità di un grande maestro della narrazione come Marco Paolini; dalle grandi signore del teatro come Laura Marinoni, Mariangela D’Abbraccio e Paola Pitagora, alla grande firma di Dacia Maraini. A dare voce all’impegno civile e alla poesia saranno interpreti come Arianna Scommegna, Mattia Fabris, Elena Arvigo, Francesca Di Martino, la raffinata espressività della cantante e attrice Flo e le parole di Erri De Luca, le architetture sonore di Mirio Cosottini .
“Radicondoli festival da 40 anni rende il nostro borgo un palcoscenico europeo e protagonista di una grande officina creativa culturale – ha detto il sindaco di Radicondoli Francesco Guarguaglini – i giorni del Festival ci proiettano in una panorama di sperimentazione, ricerca, di visione, dentro noi stessi e gli altri per non smettere di guardare oltre, di costruire un mondo diverso. Il nostro borgo ha radici profonde nella sua storia, ma è anche una comunità calda e dinamica, capace di includere e mettersi in discussione. Il Radicondoli Festival nasce da questa sinergia, una sintesi che ha la capacità di parlare di una visione, di una cultura, di un modo di raccontarsi che parla di sé ai viaggiatori che scelgono di immergersi nella nostra realtà e vivere l’atmosfera di quel palcoscenico proiettato verso il mondo che è il Radicondoli Festival”.
Il programma del Festival
Il viaggio del quarantennale inizia sabato 18 luglio alle 16 con l’inaugurazione di “Paesaggi Contemporanei. Un dialogo tra Arte e Territorio“, il progetto di arte ambientale nel segno di Fabio Gori. Si prosegue alle 21.15 in Piazza della Collegiata con il ritorno di Maria Cassi e il suo Avanzi di Balera, un viaggio surreale e comico tra musica e memorie personali, alle 22.30 la giornata si conclude con un concerto Jazz a cura di Francesco Fiorenzani. Domenica 19 luglio, lo spirito della festa si sdoppia: il borgo di Belforte viene invaso alle 18 dai musicisti-acrobati del Teatro Necessario, mentre in serata si torna a Radicondoli alle 21.15 in Piazza della Collegiata per il concerto di Peppe Voltarelli, uno degli chansonnier più originali del teatro-canzone contemporaneo, capace di unire idealmente la Calabria a Leo Ferrè e Bob Dylan.
Lunedì 20 luglio al Teatro dei Risorti (ore 19) con la forte tensione emotiva di Francesca Ritrovato con Alienate si entra nel mondo dei manicomi con storie di donne recluse e abbandonate. La sera stessa, Piazza della Collegiata (21.15) si concede agli appassionati di lirica con Sotto le stelle dell’opera, il recital della soprano Sabina Martin un omaggio al teatro musicale da Puccini a Schubert.
Martedì 21 luglio alle 21.15 i riflettori sono tutti per Marco Paolini: il grande narratore porta in Piazza della Collegiata i suoi Antenati, un viaggio ironico e profondo che attraversa l’ecologia, l’evoluzione e le contraddizioni del progresso umano.
Mercoledì 22 luglio, un doppio appuntamento di grande rilievo. Si comincia alle 18.30 a Palazzo Bizzarrini con l’anteprima nazionale di Trace/traccia dall’opera di Felwine Sarr con l’interpretazione dell’attore e regista senegalese Abdou Gueye, un monologo cruciale sul rapporto tra Europa e Africa. In serata, alle 21.15, il Teatro dei Risorti ospita il dirompente ritorno dei Marcido Marcidoris con lo storico e iconico successo Le Serve di Jean Genet, interpretato da Maria Luisa Abate e Paolo Oricco.
Il teatro si fa strumento di impegno civile giovedì 23 luglio: alla Pieve Vecchia della Madonna (ore 21.15) Arianna Scommegna e Mattia Fabris portano in scena Resto qui, dando corpo e voce alle minoranze dimenticate della Storia raccontate nel bellissimo romanzo di Marco Balzano. Nella stessa giornata, alle 19.00 al Teatro dei Risorti, la nuova scena fa il suo esordio con la prima nazionale di Francesco Dendi, un autore attento a far dialogare la narrazione con le nuove tecnologie.
Il giorno successivo, venerdì 24 luglio, l’umanità dei sans papier e l’incontro tra culture diverse sono al centro di Christophe, un racconto dolce e nostalgico di Nicola Russo ospitato nella Chiesa di Santa Caterina (ore 21.15). Nel pomeriggio (ore 19, Teatro dei Risorti), il festival propone un’altra importante novità con la prima nazionale di Davide Nicolini, promessa emergente della drammaturgia italiana.
Il weekend del 25 e 26 luglio vede protagoniste le grandi interpreti femminili: sabato 25 il Teatro dei Risorti (ore 19.15) accoglie il prezioso e costante contributo al festival di Dacia Maraini con l’attrice Federica di Martino che darà voce a Corpo felice, un testo di straordinaria sensibilità sulla condizione delle donne. In serata, l’atmosfera si fa mistica nella Chiesa di Santa Caterina (ore 21.15) con Solo andata: la straordinaria voce di Flo, accompagnata da un coro di dieci donne, interpreta le parole poetiche che Erri De Luca ha dedicato al viaggio dei migranti nel Mediterraneo.
Domenica 26 luglio si apre alle 18 a Palazzo Lolini con la prima nazionale del regista Ciro Gallorano (già vincitore della Biennale College Teatro), per poi proseguire ai Risorti (ore 19 ) con la forza teatrale di Elena Arvigo nell’Ismene di Ghiannis Ritsos. La serata si chiude alla Pieve Vecchia della Madonna con la magnetica presenza di Laura Marinoni, splendida protagonista di una intensa Madre Coraggio.
L’ultima settimana del Festival si apre lunedì 27 luglio all’insegna delle contaminazioni: dopo l’anteprima nazionale dell’attore napoletano Carlo Caracciolo a Palazzo Lolini (ore 19.00), la Pieve Vecchia ospita La magnifica imperfezione (ore 21.15). Lo spettacolo, firmato dal regista toscano Nicola Zavagli per la compagnia Teatri d’Imbarco, porta in scena un fuoriclasse assoluto della pallavolo mondiale, Andrea Zorzi, affiancato sul palco da Beatrice Visibelli.
Martedì 28 luglio il Teatro dei Risorti (ore 21.15) ospita Paola Pitagora e Fernando Maraghini in VAI PURE. Autocoscienza di una coppia, un’immersione negli anni ’70 tra arte e femminismo attraverso la storica relazione tra l’artista Pietro Consagra e la teorica del femminismo Carla Lonzi.
Il culmine poetico dell’intero festival si tocca mercoledì 29 luglio. Alle 19.30, nel magico scenario del Boschetto al Pianetto, la natura si trasforma in drammaturgia viva per la prima nazionale dello spettacolo dedicato a Margherita Guidacci. L’architettura sonora di Mirio Cosottini, l’interpretazione di Sandra Bedino e un coro di voci bianche daranno vita al manifesto di questa edizione: Lascia sia il vento. La sera stessa, alla Pieve Vecchia (ore 21.15) l’intensità drammatica continua con Mariangela D’Abbraccio in un omaggio struggente alla leggenda del jazz Billie Holiday.
Verso la conclusione, giovedì 30 luglio Piazza della Collegiata (ore 21.15) ritrova la leggerezza del circo contemporaneo con il ritorno del Teatro Necessario e il loro acclamato Clown in libertà. Alle 19 il boschetto del pianetto è ancora il luogo dell’introspezione e del raccoglimento interiore con il progetto Armonie nel bosco curato da Laetitia Fauconnier
Venerdì 31 luglio (ore 19 ) nella dimensione intima e raccolta della chiesa di Santa Caterina, un progetto di ricerca musicale a cura di Mirio Cosottini – tromba e flicorno soprano e Tonino Miano – pianoforte. Il sipario sul quarantennale cala ufficialmente alle 21.15 nel centro storico di Belforte con il concerto del Giulia Bertasi Trio, un viaggio acustico e suggestivo dentro le più belle sonorità cinematografiche.