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Cinque alberi monumentali: i giganti verdi e silenziosi della Toscana

Queste piante maestose hanno attraversato i secoli proteggendo animali e esseri umani che si sono rifugiati sotto le loro chiome verdi

La Quercia delle Checche

Sono altissimi, verdi, forti e con i loro rami nodosi e le loro fronde hanno protetto e accompagnato in silenzio la vita degli animali e degli esseri umani per secoli.

In Toscana ci sono 165 alberi monumentali ufficialmente riconosciuti, distribuiti in tutte le province e tutelati per il loro valore naturalistico, storico e culturale.

L’ultimo elenco aggiornato del Ministero dell’Agricoltura comprende: sequoie, pini, platani, faggi, cipressi, lecci, olivi, tigli, cedri, abeti e gelsi.

49 alberi monumentali si trovano in provincia di Firenze, 41 nella provincia di Lucca, 21 in provincia di Prato (tutti nel comune di Montemurlo che detiene il primato regionale per numero di alberi censiti), 14 in provincia di Livorno poi Siena e Grosseto con 9 ciascuno così come Pistoia e Pisa.

Ne abbiamo scelti cinque tra i più spettacolari e fotografati d’Italia.

1-La Quercia delle Streghe (Capannori, Lucca)

Probabilmente è l’albero più famoso della Toscana. È un enorme pianta con rami che si distendono quasi parallelamente al terreno, creando una chioma spettacolare larga oltre 40 metri. La leggenda racconta che di notte vi si riunissero le streghe per i loro sabba. È conosciuta anche come Quercia di Pinocchio, perché avrebbe ispirato Carlo Collodi nelle ambientazioni del celebre romanzo. Ha un’età stimata tra i 600 e i 700 anni.

2-La Quercia delle Checche (Pienza, Siena)

È considerata un simbolo della Val d’Orcia. Questa maestosa quercia, alta circa 22 metri, è diventata nel 2017 il primo Monumento Verde d’Italia, un riconoscimento speciale previsto dal Ministero della Cultura. Da secoli rappresenta un punto di riferimento per viandanti e pastori ed è uno degli alberi più fotografati della Toscana. Deve il suo nome alle “cecche” o “checche”, termine dialettale toscano utilizzato per indicare le gazze ladre che nidificavano tra i rami e la fitta chioma dell’albero.

Olivo della Strega – © https://www.facebook.com/ilregistrodeglialberi

3-L’Olivo della Strega (Montiano, Magliano in Toscana)

Nel cuore della Maremma cresce uno degli ulivi tra i più vecchi d’Europa e d’Italia, con un’età stimata tra i 3.000 e i 3.500 anni. Il tronco supera i nove metri di circonferenza e la sua età è stimata in oltre un millennio. Secondo la tradizione, il luogo era teatro di antichi riti pagani e, nel Medioevo, di raduni di presunte streghe, da cui deriva il nome.

4-L’Abete monumentale di Vallombrosa (Reggello, Firenze)

La Foresta di Vallombrosa ospita numerosi alberi monumentali, ma il più celebre è il grande abete bianco che rappresenta uno dei giganti della storica foresta dei monaci vallombrosani. L’abete è alto come un palazzo di 20 piani, viene infatti considerato l’albero più alto d’Italia con i suoi 62, 45 metri, servono ben due uomini per abbracciarlo.

5-L’Olmo del Giappone dell’Orto Botanico di Firenze

Nell’Orto Botanico di Firenze gestito dal Museo di Storia Naturale dell’Università si trova un antico olmo del Giappone. La pianta che sarebbe stata piantata nel 1827, ha circa 200 anni, ha subito in passato una pesante capitozzatura, praticata per contenere un attacco di funghi grafiosi. E’ alto dieci metri con un diametro di cinque metri.

A Vallombrosa l’albero più alto d’Italia – © Ecomuseo Montagna Fiorentina

 

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