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Il presidente Mattarella a Firenze: “L’intelligenza artificiale non pregiudichi i valori della vita umana e della democrazia”

Il presidente della Repubblica al Festival delle Regioni: “Occorre agire rapidamente per evitare usi impropri e incontrollati”. Al centro dell’intervento anche la collaborazione tra enti territoriali e la difesa del Servizio sanitario nazionale. Giani: “La sanità pubblica è l’80% del nostro bilancio”

L’intelligenza artificiale, le grandi trasformazioni tecnologiche, la collaborazione tra le istituzioni e la tutela della sanità pubblica. Sono questi alcuni dei temi affrontati dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ospite lunedì 26 ottobre a Firenze della cerimonia di apertura della quinta edizione del Festival delle Regioni e delle Province autonome, ospitata nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio. Ad accoglierlo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e la sindaca di Firenze Sara Funaro.

Nel suo intervento, Mattarella ha richiamato le istituzioni alla responsabilità di accompagnare i cambiamenti in corso, in una stagione segnata da trasformazioni profonde e sempre più rapide. “Anche alle istituzioni è richiesto il coraggio di cambiare”, ha sottolineato il Capo dello Stato, ricordando come scienza e tecnologia incidano ormai su ogni ambito della vita e come i processi in atto abbiano una dimensione globale.

Tra le sfide più urgenti c’è quella dell’intelligenza artificiale, una tecnologia dalle straordinarie potenzialità che, secondo il presidente, deve essere governata attraverso regole adeguate. “Occorre agire rapidamente e con efficacia affinché non prevalgano usi impropri e incontrollati“, ha affermato Mattarella, indicando nella regolamentazione uno strumento essenziale per orientare lo sviluppo tecnologico e impedire applicazioni in contrasto con l’interesse generale e i diritti fondamentali.

Il presidente ha ricordato il ruolo dell’Unione europea, che ha già introdotto una disciplina tra le più avanzate a livello internazionale, e ha messo in guardia dai rischi di una competizione esasperata tra un numero ristretto di grandi soggetti tecnologici. Lo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale attraverso l’apprendimento automatico, ha osservato, potrebbe condurre a una perdita di controllo dei processi, con conseguenze difficili da prevedere.

“Se ci limitassimo a essere spettatori dell’espansione, in ogni direzione, del potere computazionale, potrebbero essere pregiudicati i valori fondativi della centralità della vita umana e, al contempo, della nostra democrazia”, ha avvertito Mattarella.

Un rischio che riguarda anche l’informazione: la diffusione di notizie false e la manipolazione dei contenuti attraverso la rete sono già in grado di condizionare le opinioni pubbliche, influenzandone orientamenti e scelte.

La collaborazione tra Regioni e istituzioni: fare sistema tra enti territoriali

Dalle trasformazioni tecnologiche al ruolo delle autonomie territoriali, il presidente della Repubblica ha ribadito l’importanza della collaborazione tra i diversi livelli istituzionali. A 25 anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, che ha ridisegnato il sistema degli enti territoriali, Mattarella ha sottolineato il valore di un modello fondato sulla cooperazione e sulla capacità di fare sistema.

“La consapevolezza della necessità di fare sistema tra gli enti territoriali è espressione di una cultura istituzionale che valorizza l’articolazione della Repubblica in chiave collaborativa”, ha dichiarato, richiamando i principi costituzionali di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.

Un’impostazione che trova riscontro anche nell’esperienza delle amministrazioni locali e regionali. L’unità di intenti e il perseguimento di obiettivi condivisi, ha osservato il Capo dello Stato, rappresentano una risorsa fondamentale per la Repubblica e contribuiscono ad alimentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.

Sergio Mattarella a Firenze

Sanità pubblica, un patrimonio da preservare

Tra i passaggi centrali dell’intervento di Mattarella, il richiamo alla tutela del Servizio sanitario nazionale, definito uno dei grandi patrimoni della Repubblica e uno dei sistemi universalistici di maggior valore. Un diritto fondamentale, garantito dalla Costituzione, che deve essere preservato e sviluppato per rispondere ai bisogni dei cittadini.

Il presidente ha ricordato il contributo del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che ha destinato 15,6 miliardi di euro alla salute nell’ambito delle risorse messe a disposizione dall’Unione europea.

Tra gli interventi citati figurano l’attivazione di 1.270 Case della comunità e 327 Ospedali di comunità, il potenziamento dei posti letto di terapia intensiva e semintensiva, l’acquisto di nuove apparecchiature sanitarie e lo sviluppo della telemedicina e del fascicolo sanitario elettronico.

Un processo di rinnovamento che ha coinvolto direttamente le Regioni e le Province autonome e che, secondo Mattarella, dovrà ora tradursi in un miglioramento concreto della qualità dei servizi.

Anche il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha posto l’accento sulla centralità della sanità pubblica, ricordando il peso che il sistema sanitario ha nei bilanci regionali. “La sanità pubblica che le Regioni sostengono è circa l’80% del nostro bilancio”, ha affermato, definendo il Festival un’occasione importante per valorizzare il lavoro svolto dai territori e rafforzare una visione condivisa del benessere del Paese.

Come Regioni “oggi siamo impegnati in battaglie importanti, la prima è mantenere le risorse che provengono dall’Europa, ovvero i fondi di coesione. La gran parte delle nostre politiche di welfare, in Toscana gli asili nido gratis, i libri gratis, la vita indipendente, ma anche le politiche attive del lavoro, le politiche alle imprese, le politiche che portano a valorizzare lo sport e la cultura, le infrastrutture territoriali, passano dal Fesr, dal Fse, dal Fondo per le Regioni marittime, da quello dell’Agricoltura. E noi vediamo in questo momento che sono fortemente messi in discussione, perché la politica europea cerca di togliersi dalle proprie politiche di gestione” ha proseguito Giani.

Rivolgendosi a Mattarella Giani ha poi sottolineato: “Nei nostri sforzi, i nostri impegni, nel rifuggire da ogni tentativo di centralizzazione nell’esercitare al meglio i nostri ruoli, noi sappiamo che in questa Repubblica dei pesi e contrappesi la sua funzione di Capo dello Stato è veramente preziosa e importante, e sentiamo che possiamo fare affidamento su di Lei”.

Firenze capitale del confronto istituzionale

Ad aprire le giornate del Festival è stata anche la sindaca Sara Funaro, che ha sottolineato il valore di un’iniziativa capace di coinvolgere non soltanto le sedi istituzionali, ma anche le piazze della città.

“Portare le istituzioni nelle piazze significa offrire occasioni per conoscersi, ascoltarsi e rendere più vicino il confronto pubblico“, ha dichiarato, evidenziando la vocazione di Firenze al dialogo e alla collaborazione.

La sindaca ha rivolto un ringraziamento particolare al presidente della Repubblica per la sua presenza, sottolineando come la partecipazione di Mattarella richiami tutte le istituzioni alla responsabilità comune di servire il Paese, custodirne l’unità e dare piena attuazione ai principi della Costituzione.

L’auspicio, ha concluso Funaro, è che proprio da Firenze possano nascere nuove proposte e collaborazioni capaci di rafforzare la fiducia delle comunità e rendere il futuro più accessibile, soprattutto alle nuove generazioni.

La giornata fiorentina del Capo dello Stato proseguirà con una visita privata al complesso monumentale di Santa Croce, dove Mattarella potrà vedere anche la Cappella Bardi, interessata dal recente restauro degli affreschi di Giotto dedicati alle Storie della vita di San Francesco d’Assisi.

Eugenio Giani e Sergio Mattarella
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