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La ricerca può cambiare il mondo: inaugurato il nuovo anno accademico alla Sant’Anna di Pisa

Al Teatro Verdi si è aperto l’a.a. 2023/2024 dell’ateneo d’eccellenza pisano: al centro l’impatto dei ricercatori e delle ricercatrici sulla società

La prolusione della rettrice della Scuola Superiore Sant’Anna Sabina Nuti

La ricerca come un’avventura che può cambiare il mondo e l’università al centro del tessuto sociale, per affrontare con gli strumenti giusti le sfide del presente e del futuro. È questa l’idea al centro dell’inaugurazione dell’anno accademico 2023/2024 della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa che si è tenuta oggi al Teatro Verdi di Pisa.

L’evento al Teatro Verdi di Pisa

“Oltre alle pubblicazioni e ai progetti acquisiti il mondo in cui viviamo ci chiede di più. Ci chiede innovazione, curiosità, creatività, ascolto e comprensione delle problematiche che attanagliano la nostra società e soprattutto capacità di fare la differenza” ha spiegato la rettrice Sabina Nuti nel suo intervento.

Sul palco del Verdi si sono alternati le allieve e gli allievi che hanno ricevuto una borsa di studio dalla Fondazione Il Talento all’Opera, ma anche rappresentanti istituzionali come il sindaco di Pisa Michele Conti e l’assessora della Regione Toscana all’istruzione, formazione, università e ricerca Alessandra Nardini e diversi esponenti industriali e della società civile, oltre naturalmente ai docenti, alle ricercatrici e ai ricercatori che hanno raccontato alcune sfide della ricerca condotta negli ultimi anni dalla Sant’Anna.

L’impatto della ricerca sul mondo e sulla vita delle persone

Il tratto comune degli interventi è stata la capacità della ricerca di creare valore, che non si misura soltanto in termini di pubblicazioni scientifiche e di citazioni ma anche e soprattutto con l’impatto che la ricerca stessa riesce a determinare nella società. Come ad esempio le ultime frontiere di ricerca condotte dai docenti di biongegneria Christian Cipriani e Silvestro Micera: il primo responsabile scientifico di un progetto che ha permesso a un paziente amputato di tornare a usare con naturalezza una protesi di mano, il secondo autore di uno studio che ha consentito a tre persone paralizzate di tornare a camminare grazie a elettrodi impiantati nel midollo spinale.

La ricerca ha anche la necessità di rispondere al bisogno di salute delle persone che vivono in territori marginalizzati, dove c’è carenza di servizi. È questo il caso del progetto Proximity Care, che ha l’obiettivo di favorire il miglioramento dei servizi sanitari, sociali e socio-sanitari nelle “aree interne” della provincia di Lucca. “Il progetto Proximity Care – ha sottolienato il sindaco di Castelnuovo Garfagnana Andrea Tagliasacchi– è la legittimazione di un’alleanza tra i territori della Garfagnana, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Scuola Sant’Anna”.

Sinergie e alleanze strategiche su temi di particolare rilevanza innovativa sono anche alla base della collaborazione tra Sant’Anna e STMicroelectronics, rappresentata dal General Manager Nunzio Abbate, nell’ esplorare le tecnologie abilitanti il mondo della sensoristica, delle telecomunicazioni, del medicale, della robotica. Con il progetto strategico AfricaConnect la Sant’Anna fa squadra per creare impatto nel continente africano mettendo a fattor comune le proprie competenze con un approccio interdisciplinare e per trovare sinergie con e per le popolazioni africane e per contribuire allo sviluppo inclusivo e sostenibile dell’enorme potenziale del continente. A presentare il progetto e le iniziative di AfricaConnect è salito sul palco don Dante Carraro di Medici con l’Africa CUAMM.

“È un giorno bellissimo per la nostra comunità – ha concluso la rettrice Nuti – siamo riusciti a dare spazio a tutte le componenti della Scuola per festeggiare al meglio l’inaugurazione dell’anno accademico 2023/2024 e per lanciare un messaggio positivo sul valore che può garantire il mondo universitario per il benessere sociale e delle persone”.

 

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