In Toscana l’innovazione si è messa a servizio della difesa del mare e della tutela degli ecosistemi marini. Dalla robotica subacquea ai droni e all’intelligenza artificiale, le università, i centri di ricerca, le startup e istituzioni pubbliche stanno sperimentando tecnologie avanzate per monitorare fondali e coste, contrastare l’inquinamento e affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici.
Panacea: robot subacquei per monitorare i fondali
Monitorare lo stato di salute del mare e dei fondali attraverso robot all’avanguardia è l’obiettivo del progetto Panacea, nato dalla collaborazione tra i gruppi di ricerca di robotica subacquea delle Università di Pisa e di Firenze e lanciato nel 2024 grazie ai finanziamenti del ministero dell’Università e della Ricerca attraverso il bando per i Progetti di rilevante interesse nazionale.
Il team ha messo a punto un sistema multi-robot, composto da veicoli subacquei e di superficie, in grado di raccogliere dati ottici e acustici sui fondali e trasmetterli in tempo reale agli operatori a terra. Questo permette di ridurre le immersioni umane, che sono più costose e pericolose.
Lo scorso marzo è stato avviato il monitoraggio della Posidonia Oceanica – fondamentale per la biodiversità marina e alleato naturale contro l’erosione costiera – nelle aree di Livorno e Cecina. “La Posidonia oceanica è un habitat naturale chiave dell’Unione Europea, il cui monitoraggio p essenziale per conoscere lo stato di salute dei nostri mari e preservarlo” ha spiegato Riccardo Costanzi, docente dell’Ateneo pisano e coordinatore del progetto. I robot hanno raccolto dati fondamentali per la caratterizzazione del fondale marino, che sono stati elaborati attraverso l’intelligenza artificiale e hanno permesso una ricostruzione tridimensionale delle praterie di Posidonia, uno strumento prezioso per la conservazione dell’ecosistema marino.
Il robot Zeno per salvaguardare i fondali
Dall’Università di Pisa arriva il robot subacqueo Zeno, realizzato dal team di robotica subacquea del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, che lo mette a disposizione di associazioni, ONG, imprese e pubbliche amministrazioni che lavorano per la tutela ambientale.
Zeno è un drone subacqueo dotato di telecamere e sonar, capace di mappare ampie porzioni di fondale, anche oltre i 50 metri di profondità: infatti emette onde acustiche con cui viene ricostruita la configurazione del fondale marino. È stato utilizzato in Toscana contro la pesca a strascico illegale, che causa danni gravissimi alla biodiversità, grazie a un progetto di collaborazione con Greenpeace, a Castiglione della Pescaia, nella foce dell’Ombrone e nel Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano. Zeno è andato in missione anche sul Lago di Garda con il WWF, in cerca di accumuli illegali di rifiuti sui fondali.

River Cleaner: fermare la plastica prima che arrivi al mare
L’80% della plastica in mare arriva dai fiumi: da questo dato è nato River Cleaner, il sistema ideato dalla startup fiorentina Blue Eco Line per intercettare i rifiuti fluviali prima che raggiungano la costa, che si è aggiudicato il Premio Innovazione Toscana 2025 del Consiglio regionale.
Installato per la prima volta a Grosseto, l’impianto utilizza una barriera galleggiante e nastri trasportatori per convogliare i rifiuti fluttuanti su una sponda. “In questo modo i rifiuti passano dal fiume a un cassone scaricabile, simile a un comune cassonetto industriale. L’idea alla base era proprio quella di fare sì che ogni città potesse gestire i rifiuti fluviali come rifiuti urbani” ha spiegato il cofondatore di Blu Eco Line Lorenzo Lubrano.
A.M.MI.R.ARE: droni e robot per proteggere la costa
Per aumentare la resilienza delle spiagge agli impatti dei cambiamenti climatici e degli eventi estremi è nato il progetto A.M.MI.R.ARE, coordinato dalla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e finanziato con il Programma Italia-Francia Marittimo 2021-27, che utilizza droni e robot marini per proteggere la costa.
Cecina è stato uno dei siti pilota del progetto che coinvolge anche la Regione Toscana e le Università di Pisa e Firenze: qui sono state monitorate con droni aerei e robot subacquei le linee di costa, le dune ricostituite con residui di Posidonia e gli effetti degli atolli sommersi installati per contrastare l’erosione costiera. I dati raccolti servono a costruire modelli di morfodinamica costiera e a progettare interventi sostenibili, condivisi con enti locali, operatori turistici e cittadini.
Interreg-Amis: i “gemelli digitali” per proteggere la costa
Proteggere le aree costiere attraverso sistemi avanzati di monitoraggio e “gemelli digitali” delle coste, capaci di simulare scenari futuri legati a erosione, inondazioni e frane. È questo l’obiettivo del progetto Interreg-Amis coordinato da LaMMA, il consorzio pubblico tra Regione Toscana e CNR con sede a Firenze e finanziato con 2 milioni di euro dal Programma Marittimo Italia-Francia. Partito nel 2024, il progetto sta sviluppando l’Atlante del rischio costiero, una mappa interattiva open access che fornisce indicatori quantitativi di rischio per spiagge e falesie.