Sessant’anni di storia e uno sguardo rivolto al futuro. Il 23 e 24 ottobre l’Istituto Ernesto de Martino celebra il sessantesimo anniversario della sua fondazione con due giornate dedicate alla propria storia e alle prospettive della ricerca sui temi che ne hanno segnato il percorso: dalla musica popolare e di protesta alla storia orale, dal mondo del lavoro ai movimenti politici e sociali.
Fondato a Milano nel 1966 per volontà di Gianni Bosio e Alberto Mario Cirese, nel pieno della stagione dei movimenti, l’Istituto è nato come luogo di raccolta, documentazione e organizzazione delle ricerche sul campo condotte dal collettivo del Nuovo Canzoniere Italiano, dalle Edizioni del Gallo e dai Dischi del Sole.
Nel corso dei decenni si è trasformato in un vero e proprio archivio del tempo presente, con un patrimonio sonoro e documentario che racconta le trasformazioni della società italiana.
Il programma dell’anniversario ripercorrerà alcuni dei principali filoni di ricerca dell’Istituto, dal canto sociale, politico e di lavoro alle culture popolari, dalla storia del movimento operaio ai movimenti anticoloniali e all’antifascismo internazionale, fino alla storia orale e alle tensioni politiche e sociali della città contemporanea.

Il programma delle due giornate
Ad aprire le iniziative, venerdì 23 ottobre dalle 14, saranno due installazioni sonore dedicate al rapporto tra suono, memoria e partecipazione politica. “La rivoluzione a 33 giri”, curata da Jacopo Tomatis, esplorerà il ruolo del disco politico nella costruzione di una memoria condivisa.
“Radio CiRisuona. La primavera delle radio libere 1976-2026”, a cura del Laboratorio audiodocumenti dell’Università Ca’ Foscari Venezia, riporterà all’ascolto le voci delle radio libere degli anni Settanta, attraverso l’archivio sonoro di Radio Treviso 103.
La giornata proseguirà con la presentazione del volume “Il disco comunica a tutti, il libro no. Usi politici del suono in Italia. 1958-1980”, curato da Antonio Fanelli e Jacopo Tomatis, dedicato al ruolo politico e sociale della musica registrata nell’Italia del secondo dopoguerra.
Sabato 24 ottobre, dalle 9.30, sarà invece il convegno “Sessant’anni dopo: un archivio per dopodomani” a entrare nel vivo, con una serie di interventi dedicati alla storia dell’Istituto e alle nuove direzioni della ricerca. Si parlerà, tra gli altri temi, del canto sociale e politico, della discografia militante, delle reti internazionali dell’Istituto e del rapporto tra musica e movimenti.
Nel pomeriggio il confronto si allargherà alle relazioni tra musica, politica e società contemporanea, con approfondimenti sulla discografia della destra italiana, sul Concerto del Primo Maggio, sui canti No-Tav, sul rapporto tra tifo organizzato e protesta politica e sulle esperienze di conflitto sociale legate al lavoro e al territorio, con particolare attenzione anche al caso GKN e alla Piana Firenze-Prato-Pistoia.
A chiudere i lavori sarà Alessandro Portelli, storico e studioso di storia orale.
Due giornate che diventano così non soltanto un’occasione per celebrare un importante anniversario, ma anche per interrogarsi sul ruolo che archivi, voci e suoni possono continuare ad avere nella lettura del presente e nella costruzione della memoria collettiva.
