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L’alpaca e il lama per risvegliare la memoria dei malati di Alzheimer: la cura di Venus e Rum

Il progetto si tiene al Centro Diurno Alzheimer Stella del Colle di Firenze, gestito dal Consorzio Zenit. Il contatto con gli animali punta a ridurre gli stati di ansia e agitazione e a stimolare le capacità cognitive degli anziani

ALPACA

Sì chiamano Venus e Rum, sono un alpaca e un lama, e aiuteranno i malati di Alzheimer a stimolare la memoria, rivivere emozioni e favorire la socializzazione.  Il progetto  “Sul filo del discorso”, finanziato da Intesa Sanpaolo,  e’ entrato nel vivo al Centro Diurno Alzheimer Stella del Colle di Firenze, gestito dal Consorzio Zenit.

Gli animali provengono dall’associazione Mio Alpaca di Scandicci e per otto settimane incontreranno un gruppo di quindici anziani con deterioramento cognitivo. Potranno accarezzare gli animali, prendersene cura e partecipare ad attività pensate per stimolare le capacità cognitive, motorie e relazionali.

ALPACA

Il primo incontro per conoscere Venus e Rum

Il primo incontro è stato ricco di emozioni. Nel giardino del centro, Venus e Rum si sono lasciati accarezzare e hanno mangiato le carote e il fieno che gli ospiti del centro gli hanno offerto.

Nei prossimi appuntamenti gli anziani saranno coinvolti anche nella spazzolatura del mantello e in piccoli giochi cognitivi, come riconoscere quali alimenti preferiscono, scegliendo tra carote, pane e pasta.

Il contatto con gli animali punta infatti a ridurre gli stati di ansia e agitazione, favorire la socializzazione e stimolare le capacità residue delle persone con Alzheimer. Grazie alla loro indole tranquilla e alla relazione spontanea che riescono a instaurare, il lama e l’alpaca sono in grado di favorire il benessere emotivo e incoraggiare la partecipazione.

“Con questo progetto vogliamo offrire ai nostri anziani nuove occasioni per esprimersi, emozionarsi e sentirsi protagonisti – spiegano Valentina Blandi, direttrice del Consorzio Zenit, Irene Mirarchi, responsabile del Centro Alzheimer Stella del Colle e l’educatrice Lucia Betti –. Quando la memoria e le parole iniziano a venir meno, le emozioni e la capacità di entrare in relazione possono trovare altre strade. Il contatto con gli animali permette di creare un legame spontaneo, fatto di gesti semplici, sguardi e carezze. La nostra filosofia è proprio questa: non concentrarci soltanto su ciò che la malattia porta via, ma valorizzare tutto quello che la persona è ancora in grado di vivere, sentire e condividere. Anche una carezza a un alpaca può diventare un’occasione per ritrovare serenità, stimolare un ricordo o creare un momento di relazione con gli altri”.

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