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Le città “spugna” per difendersi dalle alluvioni: come affrontare il cambiamento climatico

Presentato lo studio pilota di Fondazione Earth and Water Agenda che analizza modelli e strumenti, i rischi meteo-climatici e idrogeologici e un piano di difesa e adattamento delle 65 aree urbane servite da Plures

Alluvione Toscana

Sicurezza e prevenzione del rischio contro i cambiamenti climatici che hanno modificato anche distribuzione, stagionalità e modalità delle piogge. Lo studio pilota “La Toscana è centrale. Dalle città alle città-spugna” a cura di Erasmo D’Angelis e Mauro Grassi di Fondazione Earth and Water Agenda, analizza modelli e strumenti, i rischi meteo-climatici e idrogeologici, dei sistemi di drenaggio urbano e dell’idraulica fluviale per un piano di difesa e adattamento delle 65 aree urbane servite da Plures.

L’incontro,  promosso dalla stessa Plures e da Anci Toscana, ha presentato dati e aperto un confronto sulle strategie. Dal report emerge la possibilità di applicare soluzioni di “città spugna”, già attive con efficacia a Wuhan, Shenzhen, Shanghai, Singapore, Rotterdam, Copenaghen, Melbourne, Parigi, Londra, Amburgo, Barcellona.

“La presentazione di questo report che raccoglie dati cruciali per la programmazione urbanistica, ambientale del prossimo futuro – afferma Susanna Cenni, sindaca di Poggibonsi e presidente di Anci Toscana – È stata una preziosa l’occasione per ragionare su dati reali e provare a sollecitare una  rinnovata collaborazione tra Comuni, enti, istituzioni e tutti gli attori coinvolti nella prevenzione e gestione del rischio idraulico ed idrogeologico”.

La “città spugna” è un “approccio orientato alla pianificazione e alla rigenerazione, fatto d’infrastrutture capaci di ridurre gli effetti di fenomeni climatici estremi sempre più frequenti attraverso soluzioni a impatto zero per il tessuto urbano e l’ambiente. Ovviamente servono risorse, e sottolineiamo la necessità del rifinanziamento dei fondi per le politiche di coesione, una sorta di Pnrr per l’ambiente che inquadri come prioritari interventi per la resilienza dei nostri territori a fronte dei cambiamenti climatici e la lotta al dissesto idrogeologico, accanto all’housing sociale. Ma serve anche un grande lavoro collettivo per un nuovo approccio culturale, comportamentale, che riguarda tutti”.

ANCI e PLURES

I numeri del cambiamento climatico : città sempre più calde

Confrontando la temperatura media del 2024 con le medie del periodo 1961-1990, in Toscana lo scarto è di +2.3 °C. Il 2025 segue lo stesso trend con un inizio anno tra i più caldi degli ultimi 70 anni, in particolare in gennaio con una temperatura di ben 2.4 °C sopra la media.

In base alle proiezioni del Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici per le province di Firenze, Pistoia e Prato sul periodo 2036-2065 , le giornate con ondate di calore oltre 35 gradi vedono un aumento significativo: la media dello scenario “migliore” è di 15 giorni sopra i 35 gradi per Firenze, 13 per Prato e 10 per Pistoia.

Il report affronta anche il tema delle nuove tipologie di precipitazioni. Le più frequenti e insidiose sono oggi le alluvioni-lampo, di cui è esempio l’episodio del 28 gennaio 2025 che ha colpito Firenze dove, come si rileva dai dati pluviometrici, il cumulato giornaliero di pioggia di 51 mm e la concentrazione di precipitazioni in sole due-tre ore, ha provocato il “pluvial flood”.

In generale, negli ultimi 25 anni, nella Toscana centrale, sono stati rilevati cumulati di piogge più elevati nelle province di Pistoia (26 eventi di piogge giornaliere con oltre 80 mm di cumulati medi e 365 eventi di piogge con cumulati tra 40 e 79 mm) e di Prato (7 eventi con cumulati oltre 80 mm; 300 con cumulati tra 40 mm e 80 mm) e, con minore incidenza, in quella di Firenze (2 eventi con cumulati oltre 80 mm; 243 eventi piovosi tra 40 e 79 mm) e nel bacino superiore dell’Arno.

Per il futuro, se sulle precipitazioni giornaliere non si prevedono grandi cambiamenti, per quelle con rischi di esondazioni fluviali o di allagamenti pluviali, per il 2036-2065, si valuta, per le province di Prato e Pistoia, un incremento fra il 10-11% e il 14-17% circa. Va meglio a Firenze, che resta più allineata ai dati attuali.

Sul tema della disponibilità d’acqua, il livello annuo di precipitazioni nell’area dei 65 Comuni della Toscana centrale mostra valori annui eccezionalmente elevati, con una media intorno a 1000 mm, superiori ai dati medi di piovosità registrati a Parigi (720 mm), Londra (690), Berlino (669).

I nuovi progetti di rigenerazione urbana

La transizione verso la “città spugna” è presente nel “Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici”, adottato il 2 gennaio 2024 dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. E la Commissione Europea ha approvato il Programma Regionale “PR Toscana FESR 2021-2027”, per il sostegno del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale.

Tra le linee di azione approvate ci sono: stagni, bacini di ritenzione, nuovi sistemi di drenaggio urbano e stoccaggio delle acque meteoriche, rimozione di coperture dei corsi d’acqua minori, giardini pluviali, fasce tampone vegetate, fossati bio-filtranti e tetti verdi sugli edifici, progettati per assorbire, trattenere e filtrare l’acqua piovana.

I 65 Comuni serviti da Plures, come emerge dallo studio pilota di Fondazione Ewa, possono diventare centri urbani apripista a livello nazionale per un piano organico e integrato di opere e interventi.

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