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Cara nonna ti scrivo: 2400 lettere tra bambini e anziani donate all’Archivio dei Diari di Pieve Santo Stefano

La corrispondenza tra gli anziani e gli alunni delle scuole fiorentine entra a far parte del patrimonio dell’Archivio Diaristico Nazionale: un gesto per preservare e valorizzare una straordinaria esperienza di dialogo tra generazioni

Le lettere donate all’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo

Sono 2.400 le lettere che il Consorzio Zenit ha consegnato all’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano, affidando a uno dei luoghi simbolo della memoria autobiografica italiana le testimonianze raccolte nell’ambito del progetto di corrispondenza epistolare che per un intero anno ha messo in dialogo giovani e anziani fiorentini Un patrimonio di parole, emozioni, ricordi e riflessioni che da esperienza personale e intima diventa così memoria collettiva, entrando in un archivio che da decenni raccoglie e valorizza le storie di vita degli italiani.

Tra le pagine emergono parole capaci di raccontare la forza dell’esperienza. “Ogni età ha le sue fatiche e le sue gioie” scrive l’anziana Franca alla giovane Agnese, invitandola a vivere il presente e a guardare al futuro. Vivetta incoraggia invece il suo giovane interlocutore a inseguire i propri sogni: “La vita ci sorprende sempre”. E Leonardo, dopo aver letto le parole ricevute, riconosce nella corrispondenza una nuova percezione del tempo: “Il tempo non è un nemico”.

Il progetto di corrispondenza a Firenze

La consegna delle lettere rappresenta un ulteriore momento del progetto promosso dal Consorzio Zenit, che ha coinvolto complessivamente 1.084 persone, 542 giovani e 542 anziani, protagonisti di uno scambio epistolare capace di creare un ponte tra generazioni. Da una parte i bambini delle scuole primarie fiorentine dell’Istituto Comprensivo Pieraccini, in corrispondenza con gli anziani ospiti di 22 Rsa fiorentine; dall’altra gli studenti delle scuole superiori – Istituto Morante-Ginori Conte, Liceo Artistico di Porta Romana, Liceo Galileo e Liceo Machiavelli – insieme ad anziani fiorentini impegnati in diverse attività culturali e sociali.

Una delle lettere donate all’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo

Un ponte tra le generazioni

Nel corso dell’anno sono state scritte complessivamente migliaia di lettere, nelle quali giovani e anziani hanno condiviso pensieri, esperienze, ricordi, paure e speranze. Un dialogo semplice e antico, quello della lettera, che ha permesso di superare la distanza anagrafica e di scoprire quanto possano essere vicine esperienze apparentemente lontane.

“Per noi è un onore ricevere queste lettere scritte con passione da giovanissimi e anziani – ha detto Natalia Cangi, direttrice dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo StefanoConservarle all’Archivio significa trasformare un progetto nato nel presente in una memoria che potrà essere custodita, studiata e riletta anche in futuro. L’intento è arricchire l’archivio con ulteriori corrispondenze del progetto per rendere questa memoria ancora più importante e rappresentativa”.

“Abbiamo scelto di consegnare queste lettere all’Archivio Diaristico Nazionale perché non fossero semplicemente conservate, ma perché potessero continuare a parlare – sottolinea Valentina Blandi, direttrice del Consorzio Zenit –. La testimonianza concreta di questo incontro tra generazioni, custodita dall’Archivio, può diventare il motore di una riflessione capace di portarci oltre il confine delle nostre singole vite e di alimentare uno sguardo intergenerazionale: attento alla storia che ci ha preceduto e responsabile verso le generazioni che verranno”.

La scelta di Pieve Santo Stefano assume un valore particolare proprio per la vocazione dell’Archivio Diaristico Nazionale, nato per raccogliere e conservare le scritture autobiografiche degli italiani. Diari, memorie, epistolari e altri documenti personali diventano nel tempo una straordinaria chiave per comprendere la storia e la società attraverso le voci delle persone che l’hanno vissuta.

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