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Al via il rilancio delle Mura Arnolfiane di Firenze: un piano per restaurarle e riaprirle alla città

Presentato il PUMA-Piano Unitario Mura Arnolfiane 2026-2029: una strategia unica per conservazione, valorizzazione e accessibilità. Oggi è visitabile solo un terzo di porte e torri e appena il 6% dei camminamenti

Mura Firenze

Le antiche Mura Arnolfiane si preparano a una nuova stagione di tutela e valorizzazione.

Il Comune di Firenze ha messo a punto il Piano Unitario Mura Arnolfiane (Puma) 2026-2029, uno strumento di programmazione che punta a coordinare, per la prima volta, tutti gli interventi di manutenzione, restauro e riqualificazione del grande sistema monumentale composto da mura, porte, torri e baluardi della cinta trecentesca.

Il progetto, elaborato dal Servizio Belle Arti della Direzione Servizi Tecnici di Palazzo Vecchio, nasce con l’obiettivo di superare la frammentazione degli interventi del passato e definire una regia unitaria capace di garantire una gestione organica del patrimonio storico cittadino.

Della grande cerchia muraria medievale restano oggi oltre 86 mila metri quadrati di superfici lapidee, esclusi la Fortezza da Basso e il Forte Belvedere, un patrimonio di enorme valore storico e architettonico continuamente esposto agli agenti atmosferici e ai naturali processi di degrado.

Uno degli aspetti più critici riguarda la fruizione pubblica. Attualmente è accessibile soltanto il 30-35% delle porte e delle torri, mentre appena il 6% dei cammini di ronda è inserito nei percorsi di visita.

Il nuovo piano punta a invertire questa situazione, ampliando progressivamente le aree visitabili e realizzando nuovi itinerari panoramici in quota lungo alcuni tratti delle mura, tra cui quelli di via di Belvedere e del tratto compreso tra viale Petrarca e viale Ariosto.

Forte Belvedere

“Le Mura Arnolfiane non sono semplici pietre del passato o elementi di separazione, ma un’infrastruttura culturale e identitaria di straordinario valore per Firenze”, sottolinea l’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini. “Con il Puma diamo vita a una regia unica che supera gli interventi puntuali e frammentati del passato”.

Il Piano che ha una programmazione quadriennale e una visione estesa anche al quadriennio successivo, si sviluppa lungo tre direttrici principali: la conservazione e il restauro del complesso monumentale, il miglioramento della fruibilità e della valorizzazione culturale e l’innovazione tecnologica.

Tra le novità è prevista infatti la realizzazione di un database tridimensionale in ambiente Bim (Building Information Modeling) che consentirà di monitorare costantemente lo stato di conservazione delle mura e di sviluppare strumenti digitali per la consultazione e la visita in tempo reale.

Fondamentale sarà anche la sostenibilità economica dell’intervento. Il Comune intende ottimizzare le risorse già destinate alla manutenzione della cinta muraria e, allo stesso tempo, favorire il coinvolgimento di soggetti privati attraverso gli strumenti del programma Flic – Florence I Care e dell’Art Bonus, così da costruire una rete di collaborazioni capace di sostenere nel tempo il recupero e la valorizzazione di uno dei simboli più importanti della storia di Firenze.

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