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Lo Space: da officina alluvionata a luogo di sperimentazione, il club fiorentino guarda al futuro

Venerdì 16 ottobre lo storico locale di via Palazzuolo a Firenze inaugura la nuova stagione dopo il rinnovamento estivo. Alle spalle l’esperienza dello Space Electronic nato nel 1969

La storia dello Space di Firenze parte da un viaggio a New York nel 1967, nel quale gli imprenditori fiorentini Carlo Caldini e Fabrizio Fiumi visitarono l’Electric Circus locale che si trovava nel Greenwich Village, frequentato all’epoca da Velvet Underground e Andy Warhol. 

Qui Rudi Stern, artista eclettico e visionario, sperimentava una nuova forma d’arte, caratterizzata dalla compresenza e interazione di più linguaggi (testi scritti, immagini, suoni, giochi di luce e animazioni) in uno stesso supporto.

Nacque così, insieme a Mario Bolognesi, l’idea di provare a realizzare qualcosa di simile anche a Firenze e il 27 febbraio 1969 aprì in via Palazzuolo, 37 lo Space Electronic, realizzato riallestendo una vecchia officina alluvionata, ancora puzzolente di nafta, con il coinvolgimento del Gruppo 9999, uno dei protagonisti dell’Architettura Radicale fiorentina.

Lo Space venne fin da subito concepito come qualcosa di molto più di un club: un ambiente audiovisivo e sperimentale, con proiezioni, film, luci, televisori a circuito chiuso, installazioni, performance teatrali e concerti.

Il locale diventò così uno dei luoghi simbolo della controcultura e della sperimentazione fiorentina. Nel 1971, durante l’S-Space Mondial Festival, il Gruppo 9999 arrivò persino a trasformare il locale in un ambiente naturale, con un orto al centro e il piano inferiore allagato.

A metà degli anni Settanta, con la crisi dei concerti e l’avvento della cultura della “febbre del sabato sera”, lo Space cambiò pelle e diventò progressivamente una discoteca più tradizionale, fino ad assumere l’attuale identità di Space Club. Ma la sua origine resta quella di un luogo pionieristico in cui architettura, musica, arte, tecnologia e vita notturna si incontravano.

“Lo Space Electronic è stata la mia comfort zone – ci ha raccontato lo scrittore e giornalista Bruno Casini – la mia seconda casa. Ho cominciato a frequentarlo negli anni 70. Sono stato fortunato perché ho vissuto forse la stagione più bella dello Space. Mario Bolognesi, Carlo Caldini e Fabrizio Fiumi erano veramente matti per mettere in piedi a Firenze un locale di quel genere, era fuori di testa. Se ti presentavi in cravatta, ti mandavano a casa, se andavi vestito da hippie, rocchettaro, metallaro eccetera, avevi le porte aperte. L’estetica del locale era bellissima: un garage bombardato di immagini con liquidi che si muovevano sui muri, una psichedelia pazzesca. Ci hanno suonato gruppi incredibili come i Canned Heat che erano reduci da Woodstock,  il Living Theatre di Julian Beck che mise in scena due spettacoli: Paradise Now e l’Antigone. Fu uno shock per Firenze perché gli attori recitarono completamente nudi, ci fu sui giornali una grossa polemica su questa compagnia teatrale americana. Ma anche i Van Der Graaf Generator, Rory Gallagher, Brian Auger, gli Atomic Rooster, i Soft Machine, gli Area. Pensa che una sera ci ha suonato anche Nada e sai chi c’era in platea a vedere Nada quella sera? Piero Ciampi. Allo Space dovrebbero mettere una targa perché è un locale che ha fatto veramente la storia di Firenze”.

Space Electronic Garden © Gruppo 9999

La trasformazione dello Space Club

Cosa resta oggi di tutto quel fermento culturale? I tempi sono cambiati e anche i giovani, così anche il The Space sta cercando di rinnovarsi proponendo eventi e iniziative che vanno oltre il dancefloor e escono dal locale.

Venerdì 16 ottobre “Mamacita” il formati di Max Brigante di Radio 105 inaugura la stagione 2026/2027 dello Space, dopo una ristrutturazione che ha impegnato il locale durante tutta l’estate.

Ambienti rinnovati, investimenti sul suono e una programmazione che attraversa elettronica, house, hip hop e reggaeton accompagnano un progetto che punta a rafforzare il ruolo del club nella vita musicale della città e il suo rapporto con la scena italiana e internazionale.

Alla costruzione dei party parteciperà una nuova generazione di promoter legati alla scena fiorentina, con esperienze e relazioni che si estendono a Milano, Londra, Parigi e altre capitali europee.

Il rinnovamento si colloca nel percorso di trasformazione di via Palazzuolo, interessata da interventi di riqualificazione, lo Space torna così a investire sui propri spazi contribuendo alla vitalità della strada e al suo legame con il resto della città.

In questa stagione Space Club Firenze guarda oltre i confini della nightlife per creare nuove occasioni di incontro dentro e fuori dal locale, per coinvolgere giovani, studenti e realtà del territorio anche in altri momenti della settimana e della vita cittadina.

Da novembre il calendario si amplierà con Social Pizza, appuntamento rivolto agli studenti fuori sede, e con i running club con dj al seguito.  A questi si aggiungeranno eventi dedicati al vino in collaborazione con Lorenzo Australi e Ricudda del gruppo Squarcialupi, per avvicinare il pubblico alle produzioni del territorio attraverso esperienze conviviali.

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