Torna dal 16 al 18 ottobre il Mauro Bolognini Film Festival, giunto alla sua dodicesima edizione: tre giornate tra il Teatro Moderno di Agliana e il Piccolo Teatro Mauro Bolognini di Pistoia, con proiezioni, incontri, presentazioni di libri e riconoscimenti speciali. Quest’anno il focus del festival sarà Francesco “Franco” Freda (1925-2019), maestro del trucco cinematografico, amico e collaboratore di Mauro Bolognini e, per molti anni, cittadino pistoiese.
“Il più grande motivo di soddisfazione è rappresentato dal fatto che anche quest’anno siamo in grado di coniugare la storia del grande cinema con la storia della nostra città: nelle ultime edizioni l’abbiamo fatto con Ludovica Bargellini e con Antonio Altoviti, quest’anno lo facciamo con Francesco Freda” ha spiegato Roberto Cadonici, presidente del Centro Mauro Bolognini.
L’omaggio a Franco Freda
Freda ha attraversato oltre mezzo secolo di cinema italiano lavorando a più di cento film, accanto a registi come Michelangelo Antonioni, Pietro Germi, Francesco Rosi ed Ettore Scola. Sono letteralmente passati dalle sue mani i volti di Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Monica Vitti, Gian Maria Volonté, Nino Manfredi e, fuori dall’Italia, quelli di Katharine Hepburn, Jack Nicholson e Jack Lemmon. Suoi, fra gli altri, il trucco di Mastroianni in Divorzio all’italiana, le trasformazioni di Manfredi in Brutti, sporchi e cattivi e il pallore di Monica Vitti ne Il deserto rosso. Il legame con Bolognini nasce nel 1954 sul set de L’arte di arrangiarsi di Luigi Zampa: Freda è al trucco, Bolognini aiuto regista. A unirli saranno poi il lavoro, l’amicizia e Pistoia, anche attraverso Anna Allegri, moglie di Freda e amica di Bolognini, fondatrice con la sorella Teresa della sartoria teatrale AnnaMode.
Il festival gli rende omaggio sabato 17 ottobre con due appuntamenti. Alle 18.30 sarà presentato in anteprima Le intermittenze del volto. I maquillages di Franco Freda, documentario prodotto dal Centro Mauro Bolognini, realizzato con la collaborazione e la testimonianza del nipote Simone Bessi, oggi responsabile del marchio AnnaMode, gli interventi critici di Stefano Socci, materiali provenienti dall’archivio Freda e alcuni stralci di una lunga intervista realizzata da Stefano Di Cecio nel 2015.
Alle 21.15 sarà invece proiettato L’arte di arrangiarsi, il film di Luigi Zampa con Alberto Sordi, che vide lavorare insieme Freda e Bolognini. Per Freda fu anche una prova importante: toccò a lui accompagnare attraverso il trucco le diverse età di Sasà, il personaggio interpretato da Sordi.

I cortometraggi e l’attenzione alle scuole
Se il lavoro sulla memoria resta una delle caratteristiche del festival, l’altra anima è quella dei concorsi. L’edizione 2026 registra una partecipazione internazionale particolarmente ampia, favorita anche dall’utilizzo della piattaforma FilmFreeway. Sono arrivati lavori da Regno Unito, Canada, Turchia, Stati Uniti, Iran, Australia, Bangladesh, Belgio, Colombia, Germania, Grecia, Francia, Guatemala, Messico, Irlanda, Kirghizistan, Kazakistan, Macedonia del Nord, Nuova Zelanda, Perù, Polonia e Federazione Russa.
Dieci i cortometraggi scelti per la finale del Concorso Internazionale Mauro Bolognini Film Festival, cinque italiani e cinque stranieri. Saranno proiettati domenica 18 ottobre, dalle 15.30, al Piccolo Teatro Mauro Bolognini. A decidere saranno sia la giuria tecnica, presieduta da Stefano Socci, sia il pubblico presente in sala, chiamato a esprimere il proprio voto.
Uno spazio importante resta quello dedicato alle scuole. Cortoscuola 2026 presenta 22 cortometraggi, undici realizzati dalle scuole elementari e medie e undici dalle superiori, provenienti da diverse regioni italiane. I temi sono quelli con cui ragazze e ragazzi si confrontano ogni giorno: ambiente, scuola, relazioni, società, raccontati attraverso fiction, animazione e documentario. Le prime proiezioni sono in programma venerdì 16 ottobre alle 10.30 al Teatro Moderno di Agliana; sabato 17, sempre alle 10.30, saranno invece gli studenti delle scuole superiori a ritrovarsi al Piccolo Teatro Mauro Bolognini. A scegliere i vincitori saranno gli studenti pistoiesi presenti alle proiezioni.
I premi: dall’ambiente alla violenza di genere
Fra le novità del 2026 c’è il Premio Antiviolenza, nato per dare spazio ai cortometraggi che affrontano il tema della violenza di genere nelle sue diverse forme: non soltanto quella fisica, ma anche quella psicologica e i condizionamenti economici e sociali. Tre i lavori selezionati: Burul di Adilet Karzhoev, Ultima notte di Andrea Santoro e Fuori sincronia di Camilla Fosso. Saranno valutati da una giuria di esperti collegati al Centro Antiviolenza Aiutodonna della Società della Salute Pistoiese, presieduta dall’Assessore Sandro Giannessi.
Si conferma anche il Premio Ambiente, realizzato in collaborazione con la sezione locale di Legambiente e rivolto ai lavori capaci di affrontare con particolare efficacia il rapporto tra uomo e ambiente. Tornano inoltre il Premio Produzione “Manolo Bolognini”, intitolato al produttore e fratello di Mauro Bolognini, e “Cinema su carta”, dedicato a testi editi di argomento cinematografico.
E proprio i libri saranno protagonisti sabato 17 ottobre alle 16, quando Stefano Socci presenterà tre volumi appena usciti dedicati al regista pistoiese: Mauro Bolognini e il suo cinema elegante di Ignazio Senatore (Profondo Rosso, 2026); Misfatti e segreti per una cucina semplice di Mauro Bolognini, a cura di Carlotta Bolognini (Alvivo, 2026); Bolognini prima della regia di Roberto Cadonici (Compagnia dei Santi Bevitori, 2026), dedicato agli anni che precedono il suo esordio dietro la macchina da presa nel 1953.