Più di quattrocento studentesse e studenti delle superiori, oltre alle migliaia di giovani collegati grazie alla diretta streaming, al Cinema La Compagnia di Firenze per riflettere sulla Memoria, sulle guerre di ieri e di oggi. “La Memoria oggi si deve tradurre in impegno contro la violenza, per il dialogo e le relazioni, in una parola per la pace”, ha detto dal palco il presidente Eugenio Giani in occasione dell’iniziativa organizzata dalla Regione Toscana nella mattina di oggi, 28 gennaio, per il Giorno della Memoria 2026.
Una mattinata promossa nell’ambito del progetto della Regione per l’autonomia dei giovani, Giovanisì, per ricordare, a 81 anni dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, tutte le vittime dell’Olocausto e delle persecuzioni perpetrate per mano nazifascista. È stata chiamata “Note di memoria” e realizzata grazie alla collaborazione con Fondazione Museo della Deportazione e Resistenza – Luoghi della Memoria Toscana, Istituto Toscano della Resistenza e dell’Età Contemporanea e Ufficio scolastico regionale, che quest’anno è dedicata al ricordo dell’attivista e scrittrice italiana Vera Vigevani Jarach, scomparsa lo scorso ottobre. Di origine ebraica, scampò alle leggi razziali fasciste rifugiandosi in Argentina, dove in seguito all’uccisione della figlia Franca da parte del regime argentino di Videla fu tra le anime delle Madri di Plaza de Mayo. Vera Jarach ha più volte incontrato gli studenti toscani nell’ambito delle iniziative sul tema della Memoria promosse dalla Regione, come il treno della Memoria.
Nel corso della mattinata si sono alternatetestimonianze video, anche inedite, di sopravvissuti alle deportazioni, tra cui Kitty Braun Falaschi, Rita Prigmore e Michele Zucchi, oltre alla partecipazione di Ugo Caffaz. Ospite anche padre Bernardo Gianni, Abate di San Miniato al Monte.

Parlando alle ragazze e ai ragazzi, il presidente ha messo in fila i fatti più recenti, che rispetto ai valori di pace e rispetto a cui si aspira sono “purtroppo esattamente antitetici a quelli che vediamo nel mondo di oggi – ha affermato Giani –. Ad esempio negli Stati Uniti dove una persona nel 2026 viene uccisa senza motivo dalle milizie armate, o con la situazione in Medio Oriente, o in Iran dove più di 30mila persone sono state ammazzate perché manifestavano per la libertà, o ancora in Ucraina dove un popolo viene brutalmente schiacciato dalla cattiveria di un despota. Perciò parlare di Memoria oggi significa parlare sì della Shoah e ricordare la crudeltà a cui condussero i criminali fascisti e nazisti poco più di 80 anni fa, ma significa anche lottare per la pace e la libertà nel mondo di oggi”.
“È un mondo in cui c’è davvero bisogno di voi, perché il futuro è vostro” ha detto il presidente Giani agli oltre 400 studenti toscani provenienti dalle classi quarte e quinte
La novità di questa edizione è il treno della Memoria promosso dalla Regione che, come annunciato da Giani, il prossimo 23 marzo partirà nuovamente e porterà oltre 500 studenti toscani a visitare in campi di sterminio nazisti di Auschwitz-Birkenau insieme ai sopravvissuti. “È un’iniziativa che con concretezza dà il senso dei valori che vogliamo trasmettere ai ragazzi – ha spiegato Giani –. Un viaggio attraverso cui gli studenti potranno avere una testimonianza diretta di quello che è accaduto proprio in quei luoghi, che portano ancora i segni e la cupa percezione del dramma che vissero milioni di persone”.