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Neonata con una rara malformazione salvata con 5 interventi al Meyer

Per il presidente della Toscana Eugenio Giani la vicenda racchiude “il valore più profondo della nostra sanità pubblica”

Ospedale pediatrico Meyer - © Fondazione Meyer

È nata con una grave forma di onfalocele gigante, una rara malformazione congenita caratterizzata dalla fuoriuscita di organi attraverso un difetto della parete addominale anteriore. Poi, grazie all’assistenza ultraspecialistica dell’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, la bambina è stata curata e sottoposta a cinque interventi chirurgici, quindi è stata dimessa.

La malformazione ha rischiato seriamente di compromettere la sua sopravvivenza. Il parto, si spiega in un comunicato dell’ospedale, è avvenuto al Meyer, in stretta collaborazione con il servizio di ginecologia e ostetricia dell’Ospedale San Giovanni di Dio.

La diagnosi è arrivata durante un controllo eseguito presso il servizio di diagnostica prenatale del Meyer durante il quale è stata identificata la condizione e avviato un percorso di counseling multidisciplinare con la famiglia. Fin dalla gravidanza è stato definito un percorso diagnostico-terapeutico personalizzato, che ha coinvolto diversi reparti e professionalità dell’ospedale.

Subito dopo la nascita, la bambina è stata trasferita nella sala operatoria adiacente alla sala dedicata al parto e sottoposta a un primo intervento chirurgico. Il trattamento chirurgico, complesso e progressivo, ha previsto cinque interventi nel corso del ricovero. L’équipe della chirurgia pediatrica ha utilizzato un innovativo dispositivo di trazione costante e graduale della parete addominale, che ha permesso il graduale rientro degli organi e la chiusura del difetto addominale in condizioni di sicurezza. Dopo un lungo e delicato percorso, la bambina è stata dimessa in buone condizioni cliniche e potrà proseguire il follow-up in regime ambulatoriale.

Ospedale Meyer di Firenze

Il valore della sanità pubblica

Per il presidente della Toscana Eugenio Giani, la vicenda della neonata salvata al Meyer da una malformazione congenita, con più interventi chirurgici “racchiude il valore più profondo della nostra sanità pubblica: la capacità di prendersi cura di ogni vita, anche la più fragile, con competenza, umanità e lavoro di squadra. Il Meyer e tutta la rete ospedaliera toscana dimostrano ogni giorno cosa significa credere davvero in un sistema che mette al centro le persone, dalla nascita in poi”.

Enrico Ciardini, direttore della chirurgia pediatrica del Meyer spiega che “la gestione di casi così complessi richiede una stretta sinergia tra diagnostica prenatale, ostetricia, chirurgia pediatrica, anestesia e terapia intensiva neonatale. Il successo di questo intervento è il risultato di un lavoro di squadra che parte dalla diagnosi in utero e accompagna il neonato fino al rientro a casa”.

“Quando una bambina torna a casa in buone condizioni grazie a un percorso così complesso e condiviso – conclude Claudio Meloni, direttore della ginecologia ed ostetricia dell’ospedale San Giovanni di Dio – capiamo davvero quanto la nostra professione sia un privilegio: custodire la nascita, proteggere le madri e rendere possibile ciò che sembrava fragile. Questo è il valore più grande del nostro lavoro di équipe”.

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