Attualità/

NeuroRhapsody: a Firenze il neuroconcerto dove l’attività celebrale dei musicisti diventa immagine

In occasione del Congresso nazionale della Società italiana di fisica al Teatro Niccolini è andato in scena lo spettacolo in cui i segnali elettroencefalografici dei musicisti vengono tradotti in paesaggi visivi

NeuroRhapsody - © Conservatorio Luigi Cherubini Firenze - Antonia Fino e Leonardo Panni

Si intitola NeuroRhapsody il neuroconcerto dal vivo che è andato in scena ieri al Teatro Niccolini di Firenze, nell’ambito del 112esimo Congresso nazionale della Società italiana di fisica: uno spettacolo unico nel quale musica, attività cerebrale e trasformazione visiva si sono intrecciate in un’unica performance.

Come funziona il neuroconcerto

Durante l’esibizione live, i segnali elettroencefalografici e gli altri biosegnali dei musicisti sono stati acquisiti in tempo reale e tradotti in paesaggi visivi in continua evoluzione. L’attività neurale dei performer è diventata così una componente attiva dell’opera, modellando le immagini e creando un circuito dinamico tra percezione, cognizione e suono. Il palcoscenico si è trasformato in una piattaforma sperimentale nella quale i dati scientifici non sono stati soltanto misurati e rappresentati, ma sono diventati parte di un’esperienza vissuta dal pubblico.

Attraverso questa integrazione, NeuroRhapsody ha offerto sia un’esplorazione estetica sia un’indagine scientifica di come la musica è percepita, elaborata e incarnata dal cervello.

Gli eventi del Congresso nazionale della Società italiana di fisica

Tra gli altri eventi collaterali al Congresso nazionale della Società italiana di fisica, in corso fino all’11 settembre, c’è anche “Ravel rivelato: la fisica racconta il Boléro” (10 settembre), lezione-spettacolo di Luigi Dei insieme all’orchestra da Camera dell’Associazione Philarmonie con il contributo degli studenti del Conservatorio Luigi Cherubini. L’evento conduce il pubblico alla scoperta dei misteri fisici e matematici della musica, attraverso la narrazione e l’esecuzione dal vivo del celebre capolavoro di Maurice Ravel.

L’11 settembre è poi in programma una tavola rotonda in collaborazione con l’Accademia della Crusca sul ruolo della lingua italiana nella scienza, nel segno di una tradizione che nel capoluogo toscano trova una delle sue espressioni più alte. Firenze è infatti la città dell’ultima stagione della vita di Galileo Galilei, il padre della moderna prosa scientifica. Un legame simbolico che sottolinea l’importanza della lingua come strumento di costruzione e diffusione della conoscenza scientifica.

I più popolari su intoscana
intoscana
Privacy Overview

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.