OPINIONE/

Dibattito sugli over 70, fragili e ‘improduttivi’. Ma ne siamo certi?

Manca l’analisi dei contesti e forse la memoria: quanti sono i medici pensionati e il personale sanitario richiamato in servizio? E quanti i politici/amministratori ultrasettantenni? E grazie a quanti nonni si tiene in piedi l’equilibrio familiare? La “fragilità”- e non certo fisica – forse sta decisamente altrove

anziani lockdown - © Thunderstock - Shutterstock

Se fosse stato il 1 aprile avremmo pensato ad una burla di qualche simpatico account parodia  su Twitter  e invece era il 1 novembre, giorno in cui si celebrano tutti quei Santi che da lassù forse si stanno interrogando sul perché siano decadute anima e intelligenza umana.

Tutto parte dunque da un tweet del governatore della Liguria Toti che – dopo aver sciorinato i numeri giornalieri della pandemia – precisa che su 25 decessi ’22 erano persone molto anziane, per lo più in pensione’ e aggiunge ‘non indispensabili allo sforzo produttivo del paese’. Poi chiude i 280 caratteri in bellezza ‘persone che vanno però tutelate‘.

A niente ovviamente è servito il tweet a seguire dello staff del governatore che provava a mettere pezze sul malfatto, ormai l’incendio della polemica era già diventato devastante. ‘Il senso di questo tweet che appartiene ad un ragionamento più ampio è stato frainteso.  I nostri anziani sono i più colpiti dal virus, sono persone spesso in pensione che possono restare di più a casa ed essere tutelate di più”.

Dopo questa ulteriore spiegazione gli scenari che si aprono sono due.

Il primo: il governatore ha forse problemi di memoria e breve termine e si è già scordato di tutti quei medici e del personale sanitario richiamato dalla pensione, proprio per contribuire alla salvaguardia della salute pubblica?

O vogliamo ricordare a Toti il ruolo sociale che svolgono tanti nonni – nel pieno della collaborazione familiare – nell’aiuto giornaliero ai genitori/lavoratori con i propri figli?

Vogliamo ricordare a Toti quanti professionisti over 70 sono impegnati in attività lavorativa?

Se poi si parla di politica poi mezzo Parlamento dovrebbe dunque restare chiuso in casa, almeno stando ai brillanti ragionamenti del presidente della Liguria.

Riguardo al secondo punto è interessante invece analizzare il tweet dello staff del presidente della Liguria che precisa come in tanti non abbiano compreso il senso del post, E tornano ad associare il concetto ‘pensionato =  recluso in casa’, inneggiandone alla tutela.

Non solo: scorrendo la timeline di Twitter il  social media manager (reo di non saper comunicare in italiano comprensibile) è stato costretto ad autoflagellarsi in risposta a tutti i tweet polemici con questo ulteriore post, replicato decine e decine di volte. “Il mio tweet che sta girando è stato malamente estrapolato da un concetto più ampio per un errore del social media manager e per questo ha generato fraintendimenti”.

Un errore di comunicazione dietro l’altro tanto che viene lecito chiedersi: ‘Come vi sarà venuto in mente di sparare una bomba del genere sui social network senza pensare alle conseguenze? Come vi sarà venuto in mente – in un momento tanto delicato anche a livello sociale – di lanciare nel mare magnum della rete, l’idea di un lockdown per gli anziani?

L’età anagrafica non è di certo in automatico sinonimo di ‘fragilità’. E nel caso in cui voleste tenere i pensionati a casa, come pensate di organizzare il sistema sociale per garantirgli supporto su spesa, bollette, esigenza di acquisto farmaci e ogni altra cosa possa essere utile alla vita quotidiana? Senza pensare ai risvolti psicologici.

Di fatto cosa manca oggi? Il buon senso.

Di cosa siamo carenti? Di analisi dei contesti.

Di cosa siamo vittime? Dell’ego dopato dalla visibilità che regalano i social network pompati di advertising.

Cosa fare? Questa è la domanda più difficile. Una società non si cambia in un giorno, la classe politica neppure. E – brutto da dire ma è così – la classe politica altro non è che lo specchio di una società divisa e decisamente poco illuminata.

Oggi siamo tutti contro tutti. Giovani contro vecchi, vecchi contro giovani, privato contro pubblico, tecnici contro politici. E’ una continua battaglia gli uni contro gli altri.

E in questo stillicidio comunque il virus continua a contagiare e non ci toglie solo il respiro ma ogni barlume di umanità, di rispetto della causa e della casa comune.

Accanto al covid che dilania il corpo altri virus, forse ancora più dannosi ci contagiano, senza che un vaccino possa arrivare a salvarci. La rabbia che cova cattiva, l’ignoranza che regna sovrana, la superficialità che rende verità la più banale della bugie. La sopravvalutazione di se stessi, immortalata dalla celebrità sproporzionata che regala la rete con il consenso comprato, un mondo che andrebbe rovesciato per capire se qualcosa di buono, nella pancia di questa terra balorda, c’è rimasto.

Forse ne uscirebbe solo tanto vuoto, quello che oggi ci circonda, insieme a certa ignoranza dilagante di chi  governa e di chi è governato. Mancano l’istruzione e  l’educazione o forse semplicemente un pizzico di umanità. Queste le vere fragilità da curare e  colmare.

 

 

 

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