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Palazzo Vecchio, restaurate le Fonti dei Leoni e il Cortile della Dogana

Un intervento da 50mila euro sostenuto dalla Scuola del Cuoio nell’ambito di Florence I Care. Recuperate le cromie originarie e scoperto che i quattro leoni sono calchi d’epoca in gesso

Ass Bettarini svela Targa in memoria di Tommaso Melani

Si sono conclusi i lavori di restauro delle Fonti dei Leoni e del Cortile della Dogana di Palazzo Vecchio, a Firenze.

L’intervento, del valore di 50mila euro e della durata di 60 giorni, è stato sostenuto dalla Scuola del Cuoio nell’ambito di FLIC – Florence I Care, il programma del Comune di Firenze che favorisce la collaborazione tra pubblico e privato per la tutela del patrimonio culturale.

Il restauro a cura di Rita Balzano responsabile del progetto e della direzione dei lavori, ha interessato le fontane e le vasche, i gruppi scultorei dei leoni, i mascheroni e gli apparati decorativi del cortile, oltre alla statua dell’Elettrice Palatina, Anna Maria Luisa de’ Medici.

Attraverso analisi preliminari, puliture, consolidamenti e il ricorso alla tecnologia laser è stato possibile recuperare le superfici e riportare alla luce le cromie originarie degli apparati decorativi.

Tra le scoperte emerse durante i lavori, quella relativa ai quattro leoni delle fonti: contrariamente a quanto ritenuto in precedenza, sono risultati essere calchi d’epoca in gesso con una struttura interna in metallo.

I saggi stratigrafici hanno inoltre permesso di individuare le colorazioni originarie conservate sotto le alterazioni successive, offrendo nuovi elementi per approfondire la storia e la conservazione di questi manufatti.

Il progetto ha assunto anche un particolare significato per la famiglia Gori, che ha sostenuto il restauro in memoria di Tommaso Melani, figlio di Laura Gori e parte della storia della Scuola del Cuoio, scomparso prematuramente a New York. L’idea è nata anche da una riflessione dello stesso Tommaso, che aveva raccontato alla famiglia come negli Stati Uniti i cittadini partecipino direttamente alla conservazione del patrimonio culturale delle proprie città.

Fontana dei Leoni in pietra lato via de’ Gondi

“Abbiamo voluto dare concretezza a un suo desiderio, contribuendo alla salvaguardia di un patrimonio che appartiene a tutti”, ha spiegato Barbara Gori, CEO della Scuola del Cuoio. Al termine dei lavori, la figlia Isabella Melani ha svelato una targa commemorativa dedicata al padre, collocata accanto alle Fonti dei Leoni.

“Tutelare Palazzo Vecchio significa proteggere la storia e l’identità di Firenze”, ha sottolineato l’assessore alla Cultura Giovanni Bettarini, evidenziando il valore della collaborazione tra pubblico e privato e il significato umano dell’intervento.

Il Cortile della Dogana, uno dei tre cortili di Palazzo Vecchio, risale al 1494 ed è legato all’architetto e scultore Simone del Pollaiolo, detto il Cronaca.

Le Fonti dei Leoni, caratterizzate da vasche, mascheroni, conchiglie ed elementi scultorei, sono invece presumibilmente riconducibili alla seconda metà dell’Ottocento, quando Firenze era capitale d’Italia. Le ricerche archivistiche proseguiranno per ricostruirne più precisamente la storia.

Il restauro conferma così il valore di Florence I Care come strumento di collaborazione tra istituzioni e soggetti privati per la cura dei luoghi simbolo della città, unendo la tutela del patrimonio alla volontà della famiglia Gori di mantenere vivo, attraverso un gesto concreto, il ricordo di Tommaso.

Palazzo Vecchio Cortile della Dogana_ Fontana dei Leoni in pietra lato via de’ Gondi_ Leone in gesso particolare
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