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Parte da Livorno il tour dei SI! BOOM! VOILÀ! la prima band “futurista” italiana

L’attesissimo tour partirà proprio dalla Toscana, venerdì 16 gennaio al The Cage di Livorno per proseguire poi con altre date in tutta Italia, ecco la nostra intervista alla band

Si! Boom! Voilà!

C’è un momento preciso, quasi fisico, in cui la musica smette di essere un progetto e diventa una necessità, un punto di collisione tra istinto e consapevolezza.

È così che nascono i SI! BOOM! VOILÀ!: non una semplice band, ma un gesto collettivo, come risposta immediata all’urgenza di suonare insieme.

Dall’incontro di Roberta Sammarelli, Davide Lasala, Giulio Ragno Favero, Giulia Formica e Michelangelo Mercuri (N.A.I.P.) prende forma un progetto che vive di presenza, ritmo e tensione creativa.

Dopo il singolo d’esordio PINOCCHIO e l’annuncio del tour 2026, i SI! BOOM! VOILÀ! si preparano a pubblicare il loro primo album omonimo, in uscita per Woodworm: un debutto diretto, essenziale, senza sovrastrutture, che restituisce la realtà così com’è — imperfetta, viva, irripetibile.

L’attesissimo tour della band partirà proprio dalla Toscana,  venerdì 16 gennaio al The Cage di Livorno per proseguire poi con altre date in tutta Italia.

Li abbiamo incontrati per farci raccontare cosa succede quando cinque percorsi profondamente diversi scelgono di andare in studio insieme, ascoltarsi e vedere cosa succede.

Ecco la nostra intervista ai SI! BOOM! VOILÀ!

SI! BOOM! VOILÀ! è un nome che suona come un’esclamazione futurista, quasi un gesto fisico. Cosa simboleggia questo nome che vi siete scelti?

Roberta: È un atto rivoluzionario nei confronti do noi stessi. Non ne stavamo uscendo, abbiamo passato un anno e mezzo a cercare un nome. Ed essendo cinque persone molto diverse, ad ognuno piaceva una cosa diversa, non siamo riusciti ad arrivare a un nome che piacesse almeno a 4 su 5. I tempi stavano stringendo e un giorno Michelangelo il nostro cantante ha deciso che in una call avremo deciso il nome. Lui si è presentato con una lavagna, a nostra insaputa stava anche registrando tutto, e ha iniziato a farci delle domande. Ci ha chiesto di mandargli via whatsup le nostre preferenze.

Michelangelo: Sulla lavagna ho disegnato tre colonne, nella prima dovevano scrivere la prima parola che veniva loro in mente pensando alla band, nella seconda la prima onomatopea, nella terza la parola preferita tratta da tutti i testi del disco. Poi abbiamo fatto una votazione e alla fine è successa una cosa magica per cui tutti insieme hanno votato Sì!Boom!Voilà!, tranne uno che ha votato Boom!Voilà!. È stato tutto un gioco per ottenere il nome a prescindere da noi stessi, tramite un processo creativo. Quindi non è colpa nostra.

È stato tutto molto naturale, perché questo progetto nasce proprio dalla voglia di suonare insieme e da un rapporto di amicizia

Questo mi conferma il riferimento al Futurismo, perché anche loro scrivevano poesie tirando fuori le parole da un sacchetto!

Michelangelo: Esatto.

Come dicevi prima Roberta siete cinque musicisti molto diversi, con percorsi forti e riconoscibili, come avete trovato un equilibrio? Avete dovuto fare compromessi?

Roberta: È stato tutto molto naturale, perché questo progetto nasce proprio dalla voglia di suonare insieme e da un rapporto di amicizia. Inizialmente da me, Giulio e Davide perché ci conosciamo da tanti anni, poi si sono aggiunti Michelangelo e Giulia. Non c’è stato nulla di pensato, volevamo passare del tempo insieme come persone.

Come avete lavorato insieme, chi ha scritto la musica, chi i testi?

Roberta: La musica l’abbiamo scritta io, Davide e Giulio, prima dell’arrivo di Michelangelo e Giulia. Tutti i brani del disco, tranne uno che è Pinocchio, sono stati scritti tre-quattro anni fa, in maniera molto semplice. Durante il lockdown abbiamo condiviso alcuni pezzi. Il progetto è partito dall’ultimo brano del disco “Da zero” che è una canzone mia, che avevo scritto chitarra e voce con un testo in inglese. Davide e Giulio lo hanno manipolato e me l’hanno rimandato.

Com’è andata?

Roberta: È stata un’esperienza bellissima per me perché mi è tornata indietro una canzone fatta e finita. Da lì abbiamo deciso di trovarci fisicamente in studio prima possibile per scrivere altre canzoni. Quando ci siamo trovati è stato un flusso abbastanza continuo senza bisogno di dirci gran chè, è nato tutto abbastanza velocemente. Tutti i brani sono nati in due session di due-tre giorni l’una, quindi una session di scrittura molto rapida. Successivamente quando è arrivato Michelangelo gli abbiamo dato le basi e lui ha sperimentato i suoi testi e le sue voci. Alla fine siamo tornati tutti in studio e abbiamo registrato tutti insieme il disco da capo.

Mi hanno colpito molto in un disco che potremo definire post-punk le citazioni di Dalla e De Gregori, mi è sembrato un bel contrasto

Michelangelo:  I miei padri dal punto di vista musicale, di scrittura, sono sempre stati un po’ loro, quindi riverso nei testi i loro insegnamenti. Ho nel DNA alcuni tipi di poetiche, come “Disperato erotico stomp” che vene palesemente citato e tante altre. Mi diverte da sempre inserire questo tipo di linguaggio in contesti non cantautorali.

Ti vorrei ringraziare per “Dio, come ti odio”, adoro le canzoni che parlano di odio, secondo me ce ne sono troppo poche, sono canzoni che servono al momento giusto

Michelangelo: Come diceva Troisi: “la poesia non è di chi la scrive ma di chi gli serve”. Quella versione di me che ha scritto quelle parole è una versione di me di un certo momento che non avrei potuto scrivere in una situazione “normale”. Sono contento che sia uscita fuori questo tipo di attitudine, non era uscita con NAIP. Di fatto è una citazione di Modugno al contrario che mi ha divertito molto.

Sono toscana quindi non posso non chiedervi come è nato “Pinocchio” perchè avete deciso di dedicare un pezzo al famoso burattino di Collodi?

Michelangelo: Il processo di quel brano è strano, sia musicalmente che testualmente è stato costruito come un burattino che alla fine prende vita, un corpo che lentamente si anima a partire dalla testa, poi passa per le spalle e le gambe, la musica segue questa cosa. Si tratta anche del primo brano che abbiamo scritto tutti insieme. Sembrava proprio il titolo giusto per questo nostro primo burattino che ha preso forma.

Il tour sta per partire da Livorno siete carichi?

Roberta: Sì molto, la voglia di salire sul palco c’è anche perché sarà un live molto spumeggiante e molto divertente e coinvolgente sia per noi che per il pubblico.

Le date del tour dei Sì! Boom! Voilà!

16 gennaio Livorno, The Cage
23 gennaio Bergamo, Druso
24 gennaio Pordenone, Capitol
29 gennaio Torino, Hiroshima Mon Amour
30 gennaio Nonantola (MO), Vox
5 febbraio Milano, Santeria Toscana 31
18 febbraio Roma, Largo Venue
20 febbraio Perugia, Urban
21 febbraio Ravenna, Bronson

Biglietti disponibili qui: https://linktr.ee/siboomvoila

Si! Boom! Voilà!
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