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© Protezione Civile Regione Toscana

Attualità /

Protezione civile, un nuovo ospedale da campo per le maxi emergenze

Nelle 17 tende che compongono l’ospedale da campo sono presenti una sala operatoria, una sala parto oltre a un laboratorio e ad una zona di primo soccorso. Vi opereranno circa 60 persone tra medici, infermieri e logisti

In occasione della visita del Capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, insieme al presidente Eugenio Giani e all’assessore alla sanità Simone Bezzini, è stato presentato il nuovo ospedale da campo della colonna mobile della Regione Toscana, che potrà essere utilizzato in occasione di maxi emergenze sul territorio regionale, nazionale e internazionale.

Quello che abbiamo costruito in questi anni è un rapporto molto importante tra strutture che si occupano di sanità e sistema di Protezione civile – ha detto Fabrizio Curcio, capo dipartimento della protezione civile – In Toscana questo trova la sua attuazione in un percorso ormai storico che negli ultimi anni è sempre andato migliorando. Ne sono espressione la stessa CROSS e questa nuova struttura EMT2 che è arrivata ad essere un ospedale da campo certificata in ambito europeo”.

L’ampliamento dell’ospedale e l’adeguamento del modulo sanitario regionale agli standard EMT2 (Emergency Medical Team di Tipo 2) è stato possibile grazie al progetto europeo Adaptation EMT2 Toscana. Questa iniziativa è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile in collaborazione con la Regione Toscana e l’organizzazione di volontariato GCU-Gruppo Chirurgia d’Urgenza per interventi di protezione civile, il progetto è cofinanziato dalla Direzione generale per la protezione civile e le operazioni di aiuto umanitario europee della Commissione europea, nell’ambito del Meccanismo Unionale di Protezione Civile.

Questo rapporto tra personale sanitario e di Protezione civile è un esempio importante di efficientamento e modernizzazione del sistema, che in questa struttura attraverso la CROSS si concretizza ed esprime un’eccellenza di livello nazionale e non solo. Un elemento di riconoscibilità di Pistoia e della Toscana tutta – ha detto il presidente Giani – ringrazio le donne e gli uomini della Protezione civile regionale con il direttore Giovanni Massini”. “Ci tengo a ringraziare in particolare tutti coloro che in Toscana lavorano sul fronte dell’integrazione tra Protezione civile, Sistema Sanitario e mondo del volontariato, perché questo ci ha consentito di raggiungere risultati importanti – ha detto l’assessore alla Salute, Simone Bezzini – Siamo l’unica Regione insieme al Piemonte dotata di questo tipo di struttura. C’è dunque un grande valore per la Toscana che porta il proprio contributo anche su scala nazionale e internazionale”.

Il progetto Adaptation EMT2 Toscana è partito a giugno del 2022 e avrà una durata complessiva di 24 mesi. Il costo complessivo ammonta a 373.550 euro ed è stato finanziato per il 75% dalla Commissione Europea. L’obiettivo del progetto è quello di potenziare la risposta operativa in caso di maxi emergenze, sia in termini di implementazione di nuove strutture e strumenti per la diagnostica che in termini di formazione del personale che qui andrà ad operare. Un elemento chiave del progetto è infatti la formazione del personale sia del sistema sanitario regionale che della protezione civile. In questo percorso saranno formate circa 300 persone tra medici, infermieri e logisti per rispondere agli standard numerici e specialistici richiesti per l’EMT2. Sono previste, inoltre, due esercitazioni campali per testare la struttura nel complesso, dalle procedure di attivazione, all’allestimento e alla gestione dell’attività sanitaria e di reportistica.

Lo stanziamento comunitario è finalizzato a potenziare la risposta operativa in caso di maxi-emergenze ed è diretto sia all’implementazione della diagnostica e dei servizi sanitari sia al miglioramento del livello di formazione del personale impiegato.

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Al termine delle attività di adattamento, l’ospedale da campo sarà dotato di numerosi moduli sanitari, tra cui: un ambulatorio, una sala operatoria con una capienza di 20 posti letto per la degenza, un’area materno-infantile e spazi dedicati alla radiologia, all’ortopedia e alla riabilitazione. È previsto, inoltre, un sistema di gestione dei rifiuti eco-compatibile e la realizzazione di un nuovo magazzino per lo stoccaggio del PMA e degli equipaggiamenti.

Parte dei fondi sarà indirizzata anche al rafforzamento del comparto tecnologico in dotazione e alle risorse messe in campo per operare in sicurezza anche in ambienti a rischio di malattie trasmissibili per via aerea. Sulla scorta dell’esperienza maturata durante la pandemia da COVID-19, l’ospedale da campo potrà dispiegare, all’occorrenza, percorsi dedicati e un’area di isolamento in grado di trattare i pazienti positivi senza compromettere la funzionalità nelle altre aree.

Nel finanziamento previsto dalla Commissione Europea rientra anche il programma di formazione e aggiornamento rivolto al personale che opererà sul campo. I corsi, organizzati dalla Regione Toscana e dal GCU, approfondiscono i temi della gestione delle maxi emergenze, il Meccanismo Unionale di Protezione Civile ma anche l’inquadramento normativo della protezione civile, il triage in maxi emergenza, la composizione del modulo sanitario, le comunicazioni in emergenza e via radio.

Al termine del progetto, l’EMT-2 Toscana sarà iscritto per almeno tre anni nell’ECCP-European Civil Protection Pool, una riserva di risorse pre-impegnate e messe a disposizione dagli Stati del meccanismo europeo di protezione civile per rispondere alle maxi-emergenze all’interno e all’esterno dell’Unione Europea.

Le caratteristiche dell’ospedale da campo

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La struttura è composta da 17 tende, 12 destinate alle attività sanitarie e 5 a locali di servizio (cucina, ristoro, riposo, magazzino etc.) Nella parte sanitaria, fra l’altro, è presente una sala operatoria, area traumatologica, sala parto, area diagnostica per immagini e di laboratorio, area traumatologica, primo soccorso dove operano medici specialisti in anestesia e rianimazione, chirurghi, ortopedici, ginecologhi, oltre a ostetrici ed infermieri di area critica e di sala operatoria. La struttura è anche dotata di un reparto di ricovero con venti posti letti non da terapia intensiva.

Per rispondere agli standard europei, dovrà garantire: disponibilità alla partenza entro 48-72 ore dall’attivazione e operatività sul posto entro 24-96 ore; capacità operativa per almeno 3 settimane al di fuori dell’Unione e 14 giorni all’interno dell’Unione; autosufficienza per tutta la durata della missione; operatività h24 e 7 giorni su 7; area ambulatoriale e trattamento per pazienti critici; un’area materno infantile; sala operatoria con 20 letti di degenza; radiologia, ortopedia, riabilitazione, valutazione rapida dei pazienti in caso di afflusso massiccio.

All’interno del presidio opererà un team medico-chirurgico altamente specializzato, composto da personale del GCU e volontari del sistema di protezione civile regionale per un totale di circa 60/70 persone tra medici, infermieri e logisti.

 

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