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Rischi e opportunità dell’IA, la Toscana vara le norme per un uso sicuro e consapevole

Approvata la proposta dalla Giunta. Previsto il diritto alla felicità digitale per un rapporto sano con la tecnologia. Formazione diffusa grazie alla rete dei punti di facilitazione digitale

Giani Lenzi (3)

Una nuova proposta di legge regionale dedicata all’uso consapevole dell’intelligenza artificiale, per rafforzare diritti e offrire a cittadini e lavoratori conoscenze, competenze e una rete di supporto per usare in modo attento e consapevole i nuovi strumenti digitali.

Il testo è stato approvato con una delibera di Giunta e ora passa al Consiglio regionale per la discussione e approvazione. “Abbiamo elaborato un nuovo provvedimento con cui la Toscana, ponendosi ancora una volta in prima fila a livello nazionale ed europeo, prosegue il suo impegno per non lasciare sole le persone di fronte a rischi e opportunità poste dall’IA”, spiega il presidente della Regione Eugenio Giani nel corso della presentazione. La nuova legge regionale si colloca nel quadro normativo in materia di intelligenza artificiale “fissato dall’AI Act, dalla Legge italiana 132/2025 e dalle raccomandazioni Unesco”, aggiunge Giani che ricorda anche gli altri interventi della Regione per una cittadinanza digitale consapevole come “la legge regionale sull’innovazione digitale del 2024, le linee guida per le PA toscane sull’adozione dell’intelligenza artificiale, l’utilizzo concreto di AI generativa in servizi digitali innovativi come me.toscana e Chiedilo a me”.

La Toscana, aggiunge l’assessore all’innovazione digitale Alberto Lenzi, “con questa proposta di legge diventa un laboratorio nazionale di innovazione democratica, dove l’intelligenza artificiale non sostituisce le persone ma le sostiene, non divide ma riduce le disuguaglianze, non concentra potere ma lo rende più trasparente. L’IA può essere una straordinaria opportunità solo se rimane uno strumento al servizio della comunità. È questa la direzione che la Toscana intende indicare al Paese”.

La legge, strumenti e novità

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Viene sancito il diritto alla felicità digitale, inteso come diritto di ogni persona ad un rapporto sano, equilibrato, consapevole e non alienante con le tecnologie digitali e i sistemi di IA.  Sarà posta particolare attenzione alla promozione alla valorizzazione delle competenze “offline”, quali l’analisi, la sintesi e il pensiero critico, che l’evoluzione dell’intelligenza artificiale rischia progressivamente di delegare ai sistemi algoritmici.

Due i livelli di supporto alla cittadinanza. Il primo è la rete dei Punti di Facilitazione Digitale della Toscana Diffusa, che sul piano del sostegno ai cittadini acquista una funzione strategica. La rete si doterà di una nuova carta dei servizi e rappresenterà il presidio territoriale per la promozione e diffusione dell’uso di un’IA consapevole e responsabile, a partire dalle persone più fragili.

Il secondo è il nuovo Osservatorio regionale sull’intelligenza artificiale, di cui faranno parte esperti, rappresentanti del mondo della ricerca, della sanità, del mondo del lavoro e sindacati. Il suo obiettivo sarà rendere effettivo il diritto ad avere informazioni sugli effetti degli algoritmi e ad avere un trattamento non discriminatorio, equo e trasparente nell’utilizzo dell’IA. L’Osservatorio avrà il compito sia di monitorare – anche tramite IRPET e l’Ufficio regionale di statistica – gli impatti e l’avanzamento dell’IA in Toscana, sia di raccogliere dai cittadini segnalazioni potenzialmente rilevanti per la tutela dei diritti.

La proposta contiene disposizioni rivolte ai lavoratori: attraverso l’Agenzia regionale per l’Impiego e la rete dei Cpi saranno attivate azioni sempre più diffuse per illustrare le potenzialità di ricollocazione lavorativa dell’IA, sia per chi è in cerca di un nuovo lavoro sia per tutelare chi già lavora. Inoltre, attraverso iniziative che vedranno coinvolti le organizzazioni sindacali saranno promosse azioni di riqualificazione professionale per fornire competenze in materia di IA e per contrastare i rischi di sostituzione delle persone con sistemi di intelligenza artificiale.

Università e enti di ricerca toscani, tramite un Centro di Competenza regionale sull’IA potranno fornire supporto metodologico e scientifico. In ambito scolastico, si prevedono inoltre iniziative specifiche per promuovere una maggiore consapevolezza sugli effetti degli algoritmi e di rafforzare la capacità di riconoscere deepfake e contenuti generati artificialmente.

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