Ambiente /L'operazione

Lucy e Cristina tornano al mare: liberate a Livorno le due tartarughe marine curate dal Centro recupero dell’Acquario

Lucy si era spiaggiata dopo una violenta mareggiata mentre Cristina era vittima della pesca illegale e aveva un amo nella bocca che le impediva di mangiare: i due esemplari sono stati salvati dalla Capitaneria di Porto e dopo mesi di cure sono state liberati

Il salvataggio, le cure e infine il ritorno in mare. È una storia a lieto fine quella delle due Caretta caretta ribattezzate Lucy e Cristina, che ieri sono state liberate in mare a largo della Meloria, dopo essere state curate presso il Centro Recupero e Riabilitazione per tartarughe marine dell’Acquario di Livorno.
Lucy era stata stata rinvenuta spiaggiata e tramortita, a seguito di una violenta mareggiata, il 20 febbraio dagli ufficiali della Capitaneria di Porto di Piombino a Castagneto Carducci, mentre Cristina è stata recuperata il 14 luglio nelle acque al largo di Montecristo, vittima di una delle minacce più insidiose per la fauna marina: la pesca illegale.

Entrambe tornate in salute prima di recuperare la libertà sono state dotate di un microchip, che consentirà di riconoscerle in caso di futuri monitoraggi o recuperi. Non è stata applicata alcuna tag metallica esterna poiché, trattandosi di tartarughe giovani e in fase di crescita, il dispositivo potrebbe interferire con il normale sviluppo fisiologico dell’arto sul quale verrebbe normalmente posizionato.

Lucy e Cristina, salvate da una mareggiata e dalla pesca illegale

Lucy, nata nell’estate 2025, si trovava al momento del recupero in condizioni estremamente delicate: pesava soltanto 92 grammi e appariva fortemente debilitata. Prima è stata ospitata per una notte in incubatrice, per superare lo stato di shock causato dalla forte mareggiata subita, e poi collocata in una vaschetta poco profonda, dove ha ripreso gradualmente confidenza con l’acqua. Grazie all’impegno e alla professionalità dello staff acquariologico dell’Acquario di Livorno, supportati dalla consulenza veterinaria del dottor Marco Salvadori, Lucy ha però iniziato lentamente a nutrirsi ed a recuperare peso e vitalità. Dopo mesi di cure e monitoraggio costante, la giovane Caretta caretta ha compiuto una straordinaria ripresa, raggiungendo il peso di 1.400 grammi e mostrando condizioni di salute pienamente compatibili con il ritorno in natura.

Cristina invece ha circa due anni e al momento del ritrovamento era avvolta in un fitto groviglio di palamiti illegali, con un grosso amo conficcato nella bocca, che le rendeva difficile alimentarsi. La rimozione dell’amo e delle lenze è avvenuta con successo e, fortunatamente, il recupero è stato rapido. Fin dai primi giorni di degenza Cristina ha mostrato una grande vitalità ed un appetito sorprendente. Grazie alle cure ricevute ed al costante monitoraggio dello staff dell’Acquario di Livorno, ha recuperato pienamente le proprie condizioni di salute, arrivando a misurare a pesare 4 kg.

Il rilascio in mare delle tartarughe marine Cristina e Lucy

Una rete per la tutela delle Caretta caretta

L’operazione di rilascio delle due Caretta caretta – avvenuta nell’ambito dell’attività della rete dell’Osservatorio Toscano per la Biodiversità di Regione Toscana che ARPAT coordina sia per il recupero degli esemplari spiaggiati che per l’attività di monitoraggio dei nidi di tartaruga marina Caretta caretta – è statea coordinata dallo staff dell’Acquario di Livorno, con la ormai consolidata collaborazione con la Guardia Costiera, il supporto del dottor Marco Saldavori, l’Ospedale Veterinario di Ardenza per le indagini radiologiche e ANPANA Livorno per la logistica.

Si ricorda che chiunque avvisti un esemplare in stato di difficoltà deve allertare immediatamente la Guardia Costiera – chiamando il numero 1530 o il 112 – che consultandosi con gli esperti dell’Acquario di Livorno, valuta l’effettiva necessità di intervento e dà indicazioni in merito. Per nessun motivo gli esemplari di tartaruga rinvenuti in mare possono essere catturati e issati a bordo di imbarcazioni private.

La liberazione di Lucy e Cristina è avvenuta pochissimi giorni da un altro evento straordinario che ha avuto come protagoniste le Caretta caretta: l’emersione di 23 tartarughine sul litorale di Tirrenia a fine agosto cui è seguita l’apertura del nido, con il ritrovamento di un altro esemplare appena nato. Operazioni seguite da tanti professionisti e volontari che, con la regia dell’OTB e nell’ambito del progetto Life Turtlenest, si adoperano per tutelare la conservazione e la riproduzione di questa specie.

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