C’è chi sceglie il tè per un momento di pausa e chi decide di trasformarlo in una vera e propria arte. È il caso di Elena Matei che ha saputo convertire il suo amore per foglie, frutta essiccata e spezie in una professione, diventando tea sommelier a Firenze.
“Per me il tè è sempre stato una passione – ci racconta l’esperta -. Fin da piccola prendevo il tè insieme a mia nonna, raccoglievamo piante medicinali, le essiccavamo, facevamo miscele. Crescendo ho coltivato questo interesse, leggendo libri e studiando ogni volta che potevo“.
Gli studi all’estero
La svolta professionale è arrivata dopo anni di lavoro nell’hôtellerie di lusso: “Confrontandomi con altri colleghi, ho capito che potevo trasformare la mia passione in una carriera”. La strada scelta l’ha portata alla UK Tea Academy di Londra, il primo istituto riconosciuto per lo studio e la catalogazione dei tè: un percorso che le ha insegnato a riconoscere oltre cento varietà di tè puri semplicemente osservandone le foglie.
“Il mondo dei tè puri è vasto, quasi come quello dei vini – continua -. In base al terroir, all’altitudine e alla lavorazione, ogni tè ha aromi e sfumature uniche. Ho scoperto tè cinesi incredibili, molto diversi dai più noti giapponesi”.

Tea sommelier: chi è e cosa fa
Da qui, Elena ha deciso di percorrere un cammino tutto suo, creando tè naturali senza aromi artificiali, spesso arricchiti con frutta essiccata o fiori per valorizzare i sapori già presenti. Il suo lavoro non si limita alla degustazione: un tea sommelier deve conoscere le tipologie, saperle preparare e conservarle al meglio.
A Firenze lavora in un hotel 5 stelle e oggi ricopre il ruolo di tea sommelier principale. “Faccio rituali del tè, presento le miscele ai clienti e vedo un crescente interesse, non solo da turisti ma anche dai fiorentini. Questo mi fa molto piacere“.
Miscele ispirate alla Toscana
Tra le sue creazioni più originali ci sono le miscele ispirate alla Divina Commedia: Paradiso, Purgatorio e Inferno. “Con Paradiso volevo evocare il giardino dell’Eden: tè bianco pregiato, fragole e kiwi essiccati, fiori di gelsomino e di pesco. Inferno invece è piccante, con peperoncino, tè nero indiano, scorza d’arancia e ibisco. Un azzardo, ma ha avuto successo”.
Il rituale del tè, per Elena, non è solo degustazione, ma un momento di pausa e incanto: “Cerco di far vivere ai miei clienti un’esperienza diversa, dove prendersi del tempo per sé, staccare dal caos quotidiano e godersi la magia del tè“. E la Toscana entra spesso nel suo laboratorio: “Le prossime miscele primaverili useranno erbe aromatiche locali, come rosmarino, basilico e salvia. Mi piace legare i miei tè al territorio e alle stagioni”.

Curiosità sul tè e nuove tendenze
Uno dei pregiudizi più diffusi sul tè è che sia amaro. “Chi dice che il tè è troppo amaro per i suoi gusti semplicemente non ne ha mai bevuto uno preparato correttamente“, sottolinea la specialista, smontando un luogo comune ormai superato.
La percezione dell’amaro dipende infatti da molti fattori – temperatura dell’acqua, tempo di infusione, qualità delle foglie – e con la giusta preparazione anche un tè verde può rivelarsi dolce, floreale o fruttato, lontano dall’idea di sapore sgradevole che spesso si associa alle versioni industriali o alle bustine generiche.
Oltre al gusto, il tè è apprezzato anche per i suoi benefici naturali. “Ha polifenoli, catechine e antiossidanti che aiutano il benessere del corpo, la pelle e la salute generale”. Questo spiega anche l’interesse crescente delle nuove generazioni per bevande naturali e salutari, in alternativa a caffè veloci o aperitivi alcolici.
“Sta emergendo una nuova forma di socialità che passa anche dal rituale condiviso di una tazza di tè: non solo una pausa, ma un tempo dedicato allo stare insieme, alla conversazione e all’ascolto”. In questo senso, il tè non è più un gesto solitario o vecchio stile, ma una tendenza contemporanea di convivialità.

La cultura del tè in Italia
Guardando avanti, la tea sommelier sogna di ampliare la produzione delle sue miscele e magari aprire una piccola boutique dove le persone possano scoprire e portare a casa i suoi infusi freschi. “La cultura del tè in Italia sta crescendo: vedo un pubblico sempre più attento alla qualità e ai sapori autentici. Questo mi dà fiducia e mi fa immaginare una Toscana dove il tè diventa un momento di piacere consapevole”.