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Una “lista stupri” nel bagno di una scuola a Siena, Manetti: “Fatto grave, da condannare”

L’elenco dei nomi delle studentesse sotto la scritta ‘lista stupri’ segue i casi di Roma e Lucca. Il gesto è stato condannato con fermezza dall’assessora regionale alle pari opportunità Cristina Manetti

L’assessora Cristina Manetti

All’interno di un bagno dell’istituto tecnico Tito Sarrocchi di Siena è comparsa una “lista stupri” poi rimossa. I fatti, secondo quanto riportato da più testate, risalirebbero al 14 gennaio.

L’elenco dei nomi delle studentesse sotto la scritta “lista stupri” segue i casi di Roma e Lucca.

“Siamo venuti a conoscenza del fatto mercoledì scorso e ho fatto interdire subito quel bagno – ha detto la dirigente scolastica Cecilia Martinelli – Non sarà facile risalire ai responsabili ma insieme al personale scolastico stiamo facendo di tutto per individuarli e sanzionarli in maniera adeguata”

L’assessora regionale a cultura e pari opportuità Cristina Manetti ha affermato: “La cosiddetta ‘lista stupri’ comparsa all’istituto Tito Sarrocchi di Siena è un fatto da condannare con fermezza. Non può e non deve essere derubricato a una bravata: è un gesto che colpisce direttamente le ragazze e alimenta una cultura di violenza e sopraffazione”.

“Non possiamo far finta di niente. La Regione Toscana è impegnata da anni nella promozione della parità di genere e del rispetto, anche attraverso iniziative come La Toscana delle Donne, che mette al centro i diritti, la dignità e la libertà femminile – ha aggiunto Manetti –. Episodi come questo dimostrano quanto sia fondamentale continuare a investire in educazione, cultura e prevenzione, a partire proprio dalle scuole”.

La sindaca di Siena Nicoletta Fabio si è detta “profondamente colpita, non soltanto come primo cittadino ma come donna e come insegnante, da un episodio che non riguarda semplicemente una scuola, ma i valori fondamentali del rispetto e della dignità umana. Per questo sento il dovere di intervenire con fermezza, perché è proprio tra i banchi di scuola che si deve costruire il primo argine contro la violenza”.

Questo è “un gesto gravissimo e offensivo – ha proseguito  – per il quale voglio esprimere piena solidarietà alle studentesse coinvolte e alle loro famiglie. Ringrazio la preside per aver avviato fin da subito la ricerca dei responsabili. Nessuna parola, nessuno ‘scherzo’ che utilizzi termini legati alla violenza sessuale può esser tollerato o minimizzato. Questo tipo di comportamento è sintomo di una cultura che non rispetta le persone e i loro diritti fondamentali”.

“Episodi come questo – ha aggiunto – ci ricordano che la scuola, e con essa l’intera comunità, deve continuare a essere luogo di crescita non solo culturale ma anche morale. Da docente ho sempre creduto che l’educazione al rispetto della persona e alla responsabilità civile debba essere al centro dell’esperienza scolastica. Le istituzioni locali, insieme alla comunità scolastica, devono promuovere progetti sui temi del rispetto, dell’educazione affettiva e di genere, della legalità. Le comunità si costruiscono sostenendo valori come il rispetto reciproco, l’inclusione e la tutela della dignità di ciascuno”.

Infine “come città non dobbiamo voltare lo sguardo – ha concluso Nicoletta Fabio -, dobbiamo reagire con determinazione contro qualsiasi forma di violenza anche verbale o simbolica. Invito tutte le componenti della nostra comunità scolastica a non lasciare spazio a indifferenza o sottovalutazioni”. Anche l’assessora regionale alla cultura Cristina Manetti esprime solidarietà alle studentesse e condanna “con fermezza” l’episodio che “non può e non deve essere derubricato a bravata: è un gesto che colpisce direttamente le ragazze e alimenta cultura di violenza e sopraffazione”.

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