Verona, nel pieno dei giorni di Vinitaly, si è trasformata in una vetrina internazionale per Chianti e Morellino, Un serata, quella di sabato 11 aprile, a cura dell’associazione Chianti Lovers & Rosso Morellino, che ha coinvolto circa 150 tra operatori del settore, buyer e giornalisti provenienti dal Giappone, dagli Usa, dal Canada, dal Messico e dalla Tailandia.

“Verona, sia fuori che dentro Vinitaly, è una bella occasione per raccontare non solo la qualità dei nostri vini, ma anche l’identità dei territori che rappresentiamo – dice Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti – La presenza di così tanti giornalisti internazionali conferma quanto l’interesse verso il Chianti sia vivo e in continua crescita. In un contesto globale complesso, il vino toscano continua a distinguersi per qualità e riconoscibilità”.
Guardando alle prospettive future, Busi sottolinea come “la seconda parte del 2026 si presenta con tante preoccupazioni dovute alle tensioni geopolitiche, ma anche con segnali di speranza legati al fatto che il mercato del vino si è dimostrato resiliente rispetto a conflitti, tassazioni, conseguenze del cambiamento climatico. Come Chianti registriamo un rinnovato interesse da parte dei mercati internazionali, in particolare Nord America ed Europa. Sarà decisivo continuare a investire in promozione e valorizzazione per cogliere al meglio queste opportunità”.

“La serata di Verona conferma quanto sia importante creare occasioni di confronto tra territori e denominazioni, soprattutto in un contesto internazionale come quello di Vinitaly 2026”, commenta Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano. La serata è stata anche l’occasione per presentare il Morellino Superiore, “una tipologia che nasce per dare una definizione chiara a un segmento già presente nelle produzioni e che rappresenta un passo coerente nel percorso di crescita qualitativa della denominazione”.
Dal punto di vista del mercato, i numeri restituiscono un quadro incoraggiante: “il 2025 si è chiuso con un +4% e, soprattutto, con una significativa riduzione delle giacenze, che rende oggi il sistema più equilibrato e reattivo. In una fase ancora complessa per il settore, questi elementi indicano una buona capacità di adattamento e una maggiore solidità complessiva. La direzione è quella di continuare a lavorare su qualità, chiarezza dell’offerta e presidio dei mercati, mantenendo un approccio pragmatico e sostenibile”, conclude Calamai.