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Vino, non più “Toscano” ma “Toscana Igt”: il Consorzio esulta. Sì anche alla categoria spumante

Il Ministero ha dato il via libera a due modifiche del disciplinare definite “storiche”. L’ultimo passaggio è in Commissione Europea per l’applicazione definitiva entro fine anno

Vino, ph consorzio vino toscana

Il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, attraverso il Comitato Nazionale Vini, ha dato il via libera a due modifiche al disciplinare della produzione del vino Toscana Igt che il Consorzio definisce storiche: il cambio di denominazione da “Toscano o Toscana” a un definitivo “Toscana” e l’introduzione della categoria del vino spumante, che apre nuove prospettive al comparto con la  possibilità di produrre bianchi e rosati con il metodo Charmat e Classico.

Ora il dossier passa all’esame della Commissione Europea per l’ultimo passaggio e le modifiche diventeranno operative entro fine anno.

“Le modifiche introdotte rispondono all’evoluzione degli stili di consumo e alle esigenze del mercato”, afferma Cesare Cecchi, presidente del Consorzio Vino Toscana. In particolare ” la possibilità di usare in etichetta il solo il nome geografico “Toscana IGT” eliminando “Toscano” che non ha più ragione di essere usato, con ulteriore rafforzamento dell’identità del vino che si consolida come vero e proprio marchio di qualità, capace di valorizzare l’eccellenza delle produzioni regionali”.

La modifica, come spiega Stefano Campatelli, direttore del Consorzio Vino Toscana “permetterà anche di rafforzare l’opera che il Consorzio sta facendo per far rispettare il Disciplinare di Produzione e per opporsi, anche grazie alla registrazione del nome ‘Toscana’ in classe 33, alla registrazione di marchi che richiamano impropriamente l’Indicazione Geografica”.

L’Indicazione Geografica Tipica “Toscana” comprende oggi diverse tipologie di vino: bianco, rosato, rosso, i vini frizzanti, passito e tipologie da uve stramature. A breve si aggiungeranno così i due tipi di spumante. Una novità, come spiega ancora Campatelli, “nata dalla richiesta di molti produttori toscani che da tempo sono impegnati in questo tipo di produzione e rappresenta una concreta opportunità di sviluppo per il comparto”.

I numero del vino Toscana Igt

La produzione media degli ultimi cinque anni è stata pari a circa 91 milioni di bottiglie per un valore complessivo della produzione superiore  ai 458 milioni di euro: il 31% (28,2 milioni di bottiglie) è destinato al mercato italiano, mentre il restante 69% (62,8 milioni di bottiglie) è esportato. L’Europa rappresenta il principale mercato di riferimento (46% dell’export), seguita dagli Stati Uniti (33%) e dall’Asia (6%).

Il Consorzio Vino Toscana oggi rappresenta 450 soci, 1700 considerando anche i viticoltori afferenti alle cooperative.

Nel 2025, la produzione si è attestata a 649.000 ettolitri prodotti in 14.600 ettari di vigneto. La diminuzione rispetto all’anno precedente è del 21,10%, ma è una dato largamente atteso, fa sapere il Consorzio, visto i risultati record del 2024.

Lotta alla contraffazione

La tutela del nome geografico Toscana ha visto il Consorzio impegnato in questi anni in controlli e battaglie legali contro chi intendeva registrare marchi con riferimenri a Toscana per le produzioni vitivinicole.

In particolare, il Consorzio ha infatti impedito l’uso o la registrazione dei marchi “Bella Toscana”, “Donna Toscana”, “Etichetta Toscana”, “I’Toscanone”, “Mamma Toscana”, “Miracolo Toscano”, “Pantoskano”, “Tenimenti in Toscana”, “Toscana Cordobesa” (in Spagna), “Toscana Wine” (in Russia), “Toscanello”, “Toscanino”, “Toscanizzazione” (in Polonia), “Toscanotto”, “Tuscan tree” (in Inghilterra), “Tuscany Ollio e Vinegar”. Sono attualmente in corso opposizioni contro la registrazione dei marchi “Alicante of Tuscany” (in Germania), “Distilleria Toscana” e “Vinhos Toscana” (in Brasile).

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