Novità per la Castagna del Monte Amiata Igp. La Giunta della Regione Toscana ha infatti approvato la modifica del disciplinare di produzione a seguito della richiesta presentata da un gruppo di produttori locali rappresentativi della IGP.
Tra i principali cambiamenti c’è l’estensione dell’area d’interesse della produzione ai Comuni di Castell’Azzara e Semproniano (Grosseto) e al Comune di Sorano (Siena), che storicamente ha produzione con le stesse caratteristiche. Un altro aggiornamento importante riguarda la possibilità di vendita frazionata del prodotto prelevato da un contenitore certificato e tracciato: molto più agevole per il pubblico delle sagre che in autunno si svolgono in tanti comuni dell’Amiata.
Come spiega l’assessore all’economia, attività produttive e agricoltura, Leonardo Marras, “parliamo di un settore che torna ad essere competitivo dopo gli anni del forte calo produttivo dovuto all’infestazione da cinipide, che ha determinato quasi l’azzeramento della produzione di castagne fresche, prodotto per il quale la castagna del Monte Amiata ha ottenuto la Igp nel 2000. Oggi, grazie all’iniziativa di un gruppo di produttori locali, si adeguano le norme di individuazione, produzione e utilizzo della produzione senza stravolgere il legame con l’ambiente e la tradizionale qualità, con l’obbiettivo di far ripartire la certificazione del prodotto, ormai quasi assente da anni”.
Tra le altre novità è stata introdotta anche la dimensione del prodotto calibrato che sarà riportato in etichetta nelle seguenti tipologie: fino a 80 frutti per kg “frutto grande”, oltre da 81 e fino a 95 frutti per kg “frutto medio” assicurando così una pezzatura maggiormente ricercata dal mercato. Per salvaguardare la redditività dei castanicoltori, si potranno utilizzare i frutti di calibro inadeguato alla vendita del fresco per i trasformati o per farne castagne secche potendo scrivere che contengono “Castagna del Monte Amiata” IGP.