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500 segnalazioni al mese al 112, Manetti: “Il 95% di richieste d’aiuto arriva da donne”

L’assessora regionale alla parità di genere ha fatto visita alla Centrale toscana del numero di emergenza 112, importante anche rilanciare l’uso dell’app Where Are You per segnalare casi di violenza

Cristina Manetti in visita alla centrale del 112

Il 112 è il numero di emergenza per segnalare possibili situazioni di violenza, a cui risponde la Centrale unica della Toscana, presso il presidio ospedaliero Piero Palagi di Firenze.

Ogne mese riceve 500 chiamate relative non soltanto a possibili aggressioni fisiche, ma anche a violenza psicologica, minacce, stalking e altre forme di abuso.

Il 95% delle chiamate che arrivano al numero riguarda donne, mentre soltanto il 5% coinvolge uomini. 

Questi sono i dati emersi questa mattina nel corso della visita alla centrale dell’assessora regionale alla parità di genere Cristina Manetti.

“Il dato che più colpisce – ha sottolineato Manetti – è che il 95% delle richieste di aiuto per possibili situazioni di violenza riguarda donne. Parliamo di circa 500 chiamate al mese. È un numero molto forte, che deve farci riflettere ancora una volta su quanto la violenza contro le donne rappresenti una vera emergenza. Non si tratta soltanto di violenza fisica: le richieste possono riguardare anche violenza psicologica, minacce, stalking e altre forme di abuso. Conoscere da vicino ciò che accade qui significa comprendere ancora meglio quanto sia fondamentale essere in grado di intercettare tempestivamente ogni richiesta di aiuto e attivare rapidamente la risposta necessaria”.

Le segnalazioni riguardano soprattutto episodi che avvengono in ambito domestico, seguito dal luogo di lavoro. In molti casi le situazioni segnalate sono comunque riconducibili alla sfera affettiva e relazionale. Spetta poi alle forze di polizia verificare quanto riferito e gestire gli eventuali interventi.

Quando arriva una chiamata, la priorità degli operatori è rassicurare la persona, individuarne la posizione e comprendere la natura dell’emergenza, per trasferire nel minor tempo possibile la richiesta alla centrale competente.

“La prima cosa che facciamo è cercare di capire dove si trova la persona che ci sta chiamando – ha spiegato il direttote Alessio Lubrani –. Una volta localizzata e identificato il bisogno, la chiamata viene trasferita il più rapidamente possibile alle forze di polizia competenti. Disponiamo di strumenti di geolocalizzazione automatica che ci consentono di individuare la posizione del chiamante”.

L’app Where Are You

Particolare importanza assume, nelle situazioni in cui parlare potrebbe esporre la vittima a un ulteriore pericolo, l’app Where Are You, collegata al numero unico di emergenza.

Attraverso l’app è possibile effettuare anche una cosiddetta chiamata muta. La persona può contattare il 112 senza parlare e viene immediatamente localizzata e messa in contatto con le forze di polizia, che possono organizzare l’intervento.

“È uno strumento particolarmente importante – ha aggiunto Lubrani- quando chi chiede aiuto si trova vicino al possibile aggressore e non può comunicare a voce”.

La Centrale toscana risponde mediamente alle chiamate in circa tre secondi, mentre la gestione e il trasferimento della richiesta avvengono entro i tempi previsti, generalmente in meno di 90 secondi.

Gli operatori sono inoltre specificamente formati per affrontare situazioni particolarmente delicate, instaurare un rapporto empatico con chi chiama e gestire richieste di aiuto che possono coinvolgere anche minori o persone in condizioni di forte vulnerabilità.

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