A cinque anni di distanza dal suo ultimo disco Irene Grandi stupisce tutti con il suo ritorno molto atteso.
“Oro e rosa” è il titolo del suo nuovo album di inediti: undici tracce che passano dal pop, all’elettro pop anni 80, tra suggestioni blues e l’irrinunciabile attitudine rock.
Fra le tracce anche “Colorado” con il featuring di Carmen Consoli e “Fiera di Me”, con la supervisione ritmica di Stewart Copeland.
Il disco vede anche la presenza di molti compositori e autori: da Francesco Bianconi, Mario Amato e Carlo Alberto Togni a Daniele Coro, Martina Vinci, Luca Floridi, Niccolò Dainelli, Alessandro De Rosa, Leonardo Marcucci, Jole Canelli, Jampa Capolongo e altri ancora.
Con oltre cinque milioni di dischi venduti e trent’anni di carriera, Irene Grandi torna con un nuovo lavoro discografico che segna una tappa importante nel suo cammino artistico e personale.

Ecco la nostra intervista a Irene Grandi
Ciao Irene! Sono passati cinque anni dall’ultimo disco di inediti “Grandissimo”. Che cosa ha reso questo il momento giusto per tornare con “Oro e Rosa”?
Semplicemente era maturato il tempo giusto per far uscire questo disco. Oggi va tutto di fretta, sembra impossibile fare le cose con i nostri tempi, ma secondo me un ritmo così veloce non è naturale. Vengo da un periodo un po’ particolare, dopo il Covid mi sono dedicata alla dimensione live, perché avevo bisogno di tornare in mezzo alla gente più che di scrivere nuova musica. Ho portato avanti il progetto sul Blues, cantando i miei artisti preferiti, è stata un’esperienza gioiosa e ne avevo molto bisogno. È durato più a lungo di quanto mi aspettassi perché è andato particolarmente bene, ho girato tutta l’Italia suonando in teatri meravigliosi. Non volevo più fermarmi. Nel frattempo sono cambiate anche alcune persone di riferimento intorno a me, come il produttore artistico, l’autore di tanti pezzi degli ultimi anni. Ci vuole tempo per costruire relazioni, fiducia e la voglia di costruire insieme qualcosa di sfidante.
Volevo fotografare un momento di trasformazione, di fine ma anche di inizio, un momento invisibile ancora tutto da creare
È un album in cui convivono tante anime: pop contemporaneo, elettro pop anni ’80, rock, blues e ballate. Non ti sei posta limiti lavorando a questo disco
Esatto, ho voluto sperimentare con nuovi autori e riesplorare tutte le mie sfaccettature con una nuova consapevolezza. Nei live ho preso ancora più coscienza di tutte le mie potenzialità musicali e in qualche modo ho voluto sottolinearle con questo album. Volevo fotografare sia con i testi che con le atmosfere del disco un momento di trasformazione, di fine ma anche di inizio, un momento invisibile ancora tutto da creare.
C’è molto di te in questo disco…
Si assolutamente è un disco in cui ho raccontato le luci, ma anche le ombre, mi sono messa a nudo, c’è molta verità. Pensa che le foto dell’album sono state realizzate a Pontassieve in Toscana, dove mi sono trasferita da poco. Quando traslochi ti fai tante domande, cerchi nei bauli, ritrovi i tuoi scheletri nell’armadio, cose che devi buttare oppure che ti mancano. Pontassieve mi ha accolta e io l’ho voluta ringraziare e celebrare. Sono felice di essere qua, è un paese diverso, c’è ancora un’atmosfera di borgo, come se fosse ferma nel tempo.
Nel disco c’è una bellissima collaborazione “Colorado” con Carmen Consoli, com’è stato lavorare con un’artista così affine ma con una personalità così distinta?
Ho pensato subito a Carmen perché questa canzone parla del viaggio di due donne un po’ alla Thelma & Louise, è un pezzo che vuole invitare le donne a uscire dalla comfort zone per cercare qualcosa di nuovo e darsi forza a vicenda. Insieme io e Carmen possiamo essere coraggiose e uscire delle logiche del mercato.
Il titolo “Oro e Rosa” mi piace molto, mi ha fatto pensare a un riconoscimento che è il momento di darsi anche da sole. Siamo pronte per l’oro, per le cose importanti
Bello! Questa tua lettura è molto carina, mi piace. In effetti torna con la fierezza di questo mio ultimo periodo, la presa di coscienza di tutte le cose che ho fatto, è il momento di riconoscermi un valore. Il passare del tempo ti fa pensare a quello che hai fatto prima. Dobbiamo riconoscere il coraggio delle nostre scelte anche quando abbiamo sbagliato. Riconoscere che in quel momento erano le uniche scelte possibili anche quando abbiamo preso strade inconsuete. È il riconoscimento di avere un’identità, una personalità, un carattere forte, un modo per predisporsi a ricevere, non solo a dare.
Vorremmo sapere quando partirà il tour e se ti piacerebbe tornare al Festival di Sanremo
Sanremo quest’anno penso di no, ma mai dire mai. Invece il tour è sempre un must, ci deve essere sennò non siamo felici. Inizierà in tarda primavera, ripartiremo e faremo una bella estate calda, un lungo tour estivo.
Irene ti aspettiamo a privavera in concerto in Toscana!
Non vedo l’ora!
