Maestro indiscusso dell’eleganza e del ritratto tra Otto e Novecento, Giovanni Boldini pose al centro del suo universo artistico l’immagine femminile.
Attraverso pennellate vibranti e un raffinato gioco di luce e movimento, seppe cogliere non solo la grazia esteriore delle modelle, la moda, la mondanità e l’anima del tempo, ma anche la profondità psicologica di queste donne, dando vita a un ideale di femminilità e fascino senza tempo.
Boldini ne catturò lo spirito vitale, la grazia dei gesti, l’intensità degli sguardi, trasformandole in icone di sensualità e modernità.
Un percorso di oltre 100 opere negli spazi della Cavallerizza a Lucca racconta l’evolversi della pittura di Giovanni Boldini attraverso la bellezza femminile, oggetto della continua ricerca estetica e della profonda indagine psicologica dell’artista.
“Le donne di Boldini sono nature flessuose e disinibite che mostrano senza reticenza un modello di bellezza erudito e, spogliandosi, affermano la loro autodeterminazione di individui maturi ed emancipati, pienamente consapevoli della propria femminilità” ha dichiarato il curatore Tiziano Panconi.

In mostra le “divine” di Giovanni Boldini
La mostra porta a Lucca una successione di dipinti eccezionali: dalle “tavolette” di interno del periodo fiorentino durante il quale l’artista lavorava con i Macchiaioli (1864-1870), passando per le minuziose e scintillanti scenette di grande qualità pittorica eseguite nei primi anni parigini (periodo Goupil, 1871-1878).
Fino alle iconiche “femme fatales” (1879-1891) da lui soprannominate “divine”, ritratte a grandezza naturale, come nel caso del Ritratto di signora con ventaglio nero di piume.
Arrivando infine alle atmosfere rarefatte del gusto fin de siècle (1892-1924), quando Boldini esce definitivamente dagli schemi della ritrattistica ufficiale, coniando nuove silhouettes e posizioni serpentine, assunte da corpi femminili seducenti e vibranti, come La contessa Speranza del 1899, o tratteggiati con pennellate lunghe e veloci, impresse sulle tele come sciabolate.
E ancora vedute urbane, scorci di strade con cavalli e grandi ritratti di donne avvenenti e sensuali, si alternano sulle pareti della Cavallerizza, dentro lo scenografico allestimento impreziosito dalle installazioni di Cesare Inzerillo e Marilena Manzella, in una penombra di atmosfere opulente e misteriose, dove si muovono con disinvoltura le donne che il pittore ha desiderato e amato.
La mostra, patrocinata del Ministero della Cultura, Regione Toscana e Comune di Lucca, vanta le adesioni di prestigiose collezioni pubbliche e private, tra cui le Gallerie degli Uffizi e il Museo Giovanni Boldini di Ferrara.
