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Migliora la salute dei toscani: l’aspettativa di vita sale a 84 anni, più prevenzione e abitudini sane

Il rapporto dell’agenzia regionale evidenzia un incremento di tutti i principali indicatori. Giani: “Merito anche della maggiore adesione agli screening e della qualità delle cure offerte”

Escursione trekking nella Riserva Naturale del Lago di Sibolla - © Matteo Dunchi

Dati positivi per la salute della Toscana: secondo l’aggiornamento dell’ultimo rapporto Welfare e salute in Toscana redatto da Ars, l’agenzia regionale per la sanità, tutti i principali indicatori di salute per il 2024 risultano in miglioramento. “Merito anche della prevenzione, della maggiore adesione agli screening, della qualità delle cure offerte dal sistema sanitario regionale e dei salutari stili di vita dei suoi abitanti”, ha affermato oggi il presidente della Regione Eugenio Giani.

La Toscana supera in tutti la media nazionale “e spesso si trova nell’area di vertice della classifica: nella regione la qualità della vita si conferma alta, sotto molteplici aspetti”, ha aggiunto dati presentando il report insieme a Fabio Voller, coordinatore dell’Osservatorio di epidemiologia dell’Agenzia regionale di sanità, e Federico Gelli, direttore sanità, welfare e coesione sociale della Regione

In Toscana l’aspettativa di vita è 84 anni

In Toscana l’aspettativa di vita alla nascita ha raggiunto 84 anni ed è tornata sopra il livello pre-Covid: 82,2 anni per gli uomini (contro 81,4 di media nazionale) e 86,1 per le donne (contro 85,5).

Come nel resto d’Italia, si fanno sempre meno figli (20.725 i nati nel 2024). In Toscana gli ultrasessantacinquenni sono più di una quarto della popolazione (il 26,7 per cento di circa tre milioni e 600 mila abitanti) e il saldo naturale negativo è compensato dal differenziale, positivo, tra chi immigra e che emigra.

L’indice di mortalità, indipendentemente dalla causa , è di 768 decessi per centomila abitanti, contro la media italiana di 801. La riduzione delle morti per malattie del sistema circolatorio è più marcata in Toscana (-59%) rispetto all’Italia (-53%), e anche per i tumori il calo è più consistente (-28% contro -24%).

Stili di vita salutari

Bene anche gli indicatori che descrivono gli stili di vita. In Toscana la quota di persone completamente sedentarie risulta più bassa che in tutta l’Italia (circa il 30 per cento contro il 35) e più numerose sono anche le persone che fanno attività sportiva e motoria. Un’opportunità che la Regione intende confermare e potenziare grazie “anche – ricorda Giani – all’azione diffusa sul territorio e agli oltre 100 milioni spesi per la manutenzione e l’ammodernamento degli impianti sportivi”.

I toscani mangiano anche meglio: consumano più verdure, pesce e carni bianche rispetto alla media italiana e meno snack e salumi. La percentuale di fumatori è in calo (18,7 per cento contro 20,4).

Si registra anche una maggiore adesione dei toscani agli screening oncologici offerti gratuitamente. Il 79,4 per cento delle donne partecipa allo screening mammografico (contro il 72,9 per cento in tutta Italia), l’81,9 per cento – rispetto al 77,5 per cento – risponde positivamente alla chiamata per lo screening della cervice utile a prevenire il tumore all’utero e il 58,9 per cento – rispetto al 46,3 della media nazionale, uomini e donne – approfitta dello screening al colon-retto, di recente migliorato nella modalità di riconsegna dei campioni biologici.

Anche nelle vaccinazioni dell’infanzia, quelle fatte nei primi due anni di vita, la Toscana conta risultati assi superiori alle media di tutto il Paese: il 97 per cento di adesioni contro il 90 per cento italiano.

“I dati confermano che la Toscana è una regione di riferimento a livello nazionale”, commenta ancora Giani.  La spesa sanitaria nel 2024 è stata di poco superiore ai 7,2 miliardi di euro, pari a 2180 euro a persona. Nella sanità toscana lavorano circa 57.800 persone, tra cui 7300 medici ospedalieri, mille e trecento medici di medicina generale, circa 17.100 infermieri e seimila Oss.  “La Toscana – aggiunge – è una delle sole quattro regioni in ‘fascia verde’ per tutti gli indicatori di equilibrio economico-finanziario, ovvero margine operativo, gestione del debito e tempi di pagamento ai fornitori. Una situazione che ci ha consentito di destinare alla prevenzione risorse strutturali superiori alla media nazionale e di programmare investimenti pluriennali”.

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