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Missione della Regione Toscana a Bruxelles: focus su fondi UE, cultura e ricerca

Bilancio positivo della missione del presidente Giani e dell’assessora Manetti. Tra i temi al centro dei numerosi incontri bilancio europeo, fondi di coesione e ruolo delle Regioni nella nuova programmazione

Missione presidente Giani e assessora Manetti a Bruxelles

Bilancio più che positivo per la missione a Bruxelles del presidente Eugenio Giani e dell’assessora ai rapporti con l’Unione Europea Cristina Manetti: molti incontri istituzionali e un punto su cultura e università e ricerca.

Fra gli incontri quello col vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto, con il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti, il vice direttore generale della DG Regionale Nicola De Michelis ed il rappresentante permanente aggiunto Ambasciatore Marco Canaparo sui temi dell’MFF, Cultura, Ricerca.

“In questi due giorni a Bruxelles – ha dichiarato il presidente Giani –  come delegazione della Toscana, abbiamo svolto una serie di incontri che ci hanno consentito di far sentire la nostra voce nella fase di elaborazione del prossimo Quadro finanziario pluriennale europeo. È una fase decisiva, perché da quel bilancio dipenderanno la programmazione e la distribuzione delle risorse per il periodo 2028-2034. Con il vicepresidente Fitto abbiamo riscontrato una forte sintonia sul ruolo che devono continuare ad avere i fondi di coesione e sul rapporto diretto tra Regioni e istituzioni europee .

C’è la necessità di evitare che la creazione di un grande fondo unitario possa sottrarre risorse proprio alla coesione, sulla quale le Regioni – penso alla Toscana – hanno costruito politiche di nuovo welfare di grande valore. Grazie ai fondi di coesione – ha ricordato Giani- garantiamo, ad esempio, gli asili nido gratis oltre una certa soglia di reddito, i libri gratuiti, interventi a sostegno delle persone più fragili. Sono strumenti concreti di riduzione delle diseguaglianze, non solo tra persone ma anche tra territori.
Abbiamo condiviso anche l’esigenza di mantenere un rapporto diretto tra le Regioni e Bruxelles, mentre si avverte il tentativo di centralizzare maggiormente sugli Stati le scelte e la programmazione. Una riduzione delle risorse destinate alle Regioni sarebbe particolarmente pesante in una fase in cui si avvia a conclusione il Piano nazionale di ripresa e resilienza, che in Toscana ha portato oltre 12 miliardi di euro . Proprio sul PNRR riteniamo necessario prevedere una proroga tecnica di alcuni mesi per consentire il completamento dei lavori maturi, evitando che un’applicazione troppo rigida delle scadenze ne comprometta la piena realizzazione”

Tanti gli incontri anche per l’assessora Manetti, tra questi, particolarmente significativo è stato il confronto con il rettore e con le nostre università, in occasione dell’evento legato alla rete “T4EU”.

Le università toscane hanno potuto raccontare i risultati ottenuti in questi anni, soprattutto nel campo della ricerca applicata in ambito sanitario, ma anche culturale e in molti altri settori strategici.

I numeri parlano chiaro: attraverso il programma Horizon, dal 2021 al 2026 le università toscane hanno intercettato 173 milioni di euro destinati alla ricerca

“Per la Toscana i fondi europei sono fondamentali – ha detto Manetti – significano la possibilità di realizzare politiche innovative che in questi anni hanno inciso concretamente sulla qualità della vita dei cittadini. Penso agli asili nido gratis, ai libri gratuiti, agli investimenti in cultura e in ricerca. Sono misure che vogliamo difendere e rafforzare. I fondi di coesione, in particolare, per noi sono centrali. Hanno consentito di sostenere la scuola, il welfare, le politiche per le famiglie e per le fasce più fragili. Meritano quindi la massima attenzione nella nuova programmazione europea, perché rappresentano uno strumento essenziale per garantire sviluppo, equità e opportunità nei nostri territori”.

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