Le Chiavi della città come simbolo di un legame che attraversa il tempo e si rafforza nei momenti più difficili. Firenze le ha consegnate questa mattina al sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio, in una cerimonia che ha unito memoria storica e attualità.
A porgere il riconoscimento è stata la sindaca Sara Funaro sottolineando il valore profondo di un gesto che va oltre la formalità istituzionale: “Un segno di vicinanza, fratellanza e amicizia a tutto il popolo ucraino – ha detto – che può sembrare semplice ma è profondamente carico di significato, perché parla di memoria e responsabilità condivisa”.
Un legame, quello tra Firenze e Kiev, che affonda le radici nel 1966, quando la capitale ucraina fu tra le città che offrirono aiuti concreti dopo l’alluvione. Un gesto che portò, l’anno successivo, al gemellaggio firmato in piena Guerra fredda dall’allora sindaco Piero Bargellini, nonno della stessa Funaro . “Un legame che non si è mai interrotto – ha ricordato la sindaca – ma si è rinnovato anche negli anni più bui della guerra”.
Alla cerimonia hanno partecipato anche l’ex sindaco di Firenze, Dario Nardella, l’ex premier e presidente della commissione Ue, Romano Prodi e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani: “Un gesto simbolico ma profondamente significativo, che rinnova il legame tra Firenze e il popolo ucraino, nel segno della solidarietà, della libertà e della pace. In momenti come questi, le città sanno parlare un linguaggio universale: quello della vicinanza tra comunità e della difesa dei valori democratici”, ha messo per iscritto il presidente.
Nelle motivazioni del riconoscimento, Klitschko viene definito “esempio di leadership e responsabilità in un frangente di straordinaria gravità”, capace di incarnare “coraggio, resilienza e dedizione” nella guida della sua comunità, a difesa dei valori di libertà e democrazia
Parole che trovano eco nella visione espressa dalla sindaca, che ha descritto Kiev come “una delle culle della civiltà europea, ponte tra Oriente e Occidente”, oggi simbolo di resistenza e rinascita, capace di difendere i valori stessi dell’Europa nonostante i bombardamenti.
Klitschko ha restituito il senso del riconoscimento ricevuto: “Non capita a tutti di ricevere le chiavi di casa propria. Significano solidarietà, apertura, legami. Significano unità e fratellanza”. Un gesto simbolico, ha aggiunto, ma che rappresenta concretamente il sostegno della comunità internazionale: “L’unità è fondamentale per la pace e la libertà. Questa chiave è anche un passo verso la libertà che sogniamo in Ucraina”. E rivolgendosi ai fiorentini ha lanciato un appello diretto: “Restate al fianco dell’Ucraina. Insieme possiamo fermare questa guerra”.
Rispondendo poi a margine del conferimento ad alcune domande poste dai giornalisti Klitschko ha parlato anche del ruolo degli Stati Uniti (“Gli Stati Uniti svolgono un ruolo molto importante e devono anche esercitare pressione sulla Russia. Se parliamo di democrazia, se parliamo del futuro, se parliamo di un periodo di pace, tutti devono unirsi e fermare i russi”) e dello stop alle sanzioni sul petrolio russo definendole “un male” per poi rivolgersi all’Europa chiedendo che assuma una posizione unitaria per esercitare pressioni affinché Putin metta fine a questa guerra”.
Infine, un richiamo all’unità interna e al futuro del Paese: “La questione dell’indipendenza dell’Ucraina come Paese europeo resta aperta. Dividersi è l’errore più grande: dobbiamo unirci, mettere da parte le ambizioni politiche e concentrarci su un unico obiettivo: salvare l’Ucraina e renderla pienamente parte della famiglia europea, come paese democratico”