Portare l’arboricoltura fuori dagli ambienti tecnici e raccontarla a tutti, anche sui social. È questa la sfida di Nicola Caffi Avogadri, agronomo e divulgatore digitale, protagonista a Pistoia dell’incontro “Dal vivaio al feed”, promosso dal Distretto Rurale Vivaistico Ornamentale di Pistoia, dall’Associazione Vivaisti Italiani, dall’Istituto Agrario e dalla Fondazione Barone De Franceschi. Il rapporto tra cultura del verde e comunicazione è sempre più attuale, soprattutto in un territorio come quello pistoiese, centro internazionale del vivaismo e punto di riferimento per la produzione di piante ornamentali.
Il futuro dipende dalle piante
“L’arboricoltura è una scienza estremamente giovane, ha appena sessant’anni – spiega l’influencer seguitissimo su Instagram con oltre 140.000 follower – e per molto tempo non è stata comunicata correttamente. Esistono ancora tante credenze popolari difficili da superare, per questo oggi la divulgazione è fondamentale”.
Secondo Avogadri, parlare di alberi significa parlare direttamente della qualità della vita delle persone, ma anche di cambiamenti climatici, salute e vivibilità degli spazi urbani.
Un tema che spesso viene percepito come secondario, ma che in realtà riguarda da vicino il futuro delle città. “L’albero rappresenterà sempre di più un elemento centrale per mitigare i cambiamenti climatici e rendere le nostre città più vivibili. Non è la soluzione a tutto, ma è uno degli strumenti più importanti che abbiamo”.

Comunicare il verde
Il problema, però, è anche culturale e riguarda il modo in cui le persone percepiscono il mondo vegetale rispetto ad altri ambiti più vicini alla vita quotidiana.
Per questo, secondo l’arboricoltore, è necessario cambiare linguaggio e trovare nuove forme di comunicazione capaci di raggiungere un pubblico più ampio.
“Rispetto alla medicina, che riguarda direttamente noi stessi, l’arboricoltura è percepita come qualcosa di lontano. Non si parla mai di benessere vegetale, mentre si parla molto di benessere animale. Eppure noi siamo su questo pianeta grazie ai vegetali”.
Per questo il lavoro di divulgazione diventa decisivo, soprattutto verso chi non ha competenze tecniche. “Non possiamo continuare a parlare solo tra addetti ai lavori. Dobbiamo rivolgerci alla popolazione, a chi non ha gli strumenti per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Solo attraverso la cultura si può migliorare la situazione”. Ed è proprio da questa esigenza che nasce la scelta di portare l’arboricoltura anche sulle nuove piattaforme digitali: “Oggi i social rappresentano il mezzo più potente per comunicare, perché arrivano direttamente alle persone”.
Alberi e benessere

Un messaggio che trova terreno fertile proprio a Pistoia, dove la tradizione vivaistica rappresenta un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale.
“La qualità del materiale vivaistico è il primo passo per avere alberi sani e duraturi nel tempo. Poi serve una gestione moderna, basata sulle tecniche più aggiornate dell’arboricoltura”.
Perché, conclude, “il lavoro sugli alberi non serve solo agli alberi, ma serve a migliorare la vita delle persone”.